Ikea produrrà più energia di quanta ne consuma entro il 2020

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E a partire dal 2030, l’impatto mirato dal gruppo Ingka dovrebbe essere totalmente “zero”, guidando altre aziende a investire in maniera simile

Molte aziende si stanno dando da fare nel campo delle energie rinnovabili, ma quante possono dire di produrre più del necessario? Ikea pensa di poter produrre più energia di quanto ne consumi, non oggi, ma tra un anno circa, il che è una tempistica rassicurante. La sua holding, Ingka, ha rivelato che la compagnia genererà un numero maggiore di rinnovabili entro la fine del 2019, rispetto all’energia utilizzata dai negozi.

Ikea ha confermato di aver investito circa 2,8 miliardi di dollari in energia solare ed eolica negli ultimi dieci anni e ha spiegato l’intenzione di continuare a finanziare le varie tecnologie, ampliandosi in territori più vasti, ad esempio negli Stati Uniti (dove ci sono già industrie rinnovabili del gruppo).

Come si raggiungere l’obiettivo

Fatti due conti, Ikea prevede di ridurre le emissioni rispetto emesse, del tutto, entro il 2030. I tempi non sono una coincidenza. Come Google, Amazon e altre società, la svedese vuole presidiare sia il Global Climate Strike che il Summit delle Nazioni Unite sul clima per costruirsi una solida reputazione in quanto ad attenzione ambientale, evitando le solite polemiche sull’impatto delle grosse industri sull’impronta naturale.

Detto questo, la mossa potrebbe svelare il prossimo passo per i big player industriali del pianeta: invece di limitarsi a raggiungere la neutralità, pari produzione rinnovabile per pari emissioni, si potrebbe tentare di contrastare gli effetti del cambiamento climatico facendo pendere la bilancia totalmente verso il primo punto, quello della totale produzione a impatto zero. Non vi è alcuna garanzia che ciò accadrà nel breve termine  e che tutte agiranno in modo tempestivo, ma la questione pare essere più sui tempi piuttosto che sulle reali volontà. Il che è già un segnale.

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