Instagram, dopo i like scomparirà anche la sezione “Seguiti”

Instagram testa un adesivo per le donazoni nelle Storie

Via anche la funzione che permetteva di “spiare” i commenti e i like dei followers

Nuovi cambiamenti in vista per Instagram: dopo l’eliminazione del conteggio dei like su tutti i post, adottata recentemente anche in Italia, ora il celebre social network ha deciso di lanciare una nuova modifica, relativa questa volta alla sezione “Seguiti”, denominata “Segui già” sui dispositivi Android.
Questo pannello permette di vedere i commenti e i like dei nostri follower ai post di altri utenti. Se la scomparsa dei “mi piace” sotto ai post è stata pensata per valorizzare l’interazione tra gli utenti e mirata a colpire il mercato illegale dei like e dei followers falsi, con questa nuova funzionalità anti-pishing non sarà più possibile “spiare” o controllare i propri amici e conoscenti.

La stessa compagnia, proprietà di Facebook Inc., attraverso le parole del Head of Product di Instagram Vishal Shah ha confermato che presto la funzione verrà completamente eliminata da Instagram.
I dirigenti del social network spiegano che si tratta di un pannello utilizzato molto poco dagli utenti, nonostante sia una funzione presente fin dal 2011, quando è stata lanciata l’applicazione.

Una funzione diventata inutile

All’epoca questa funzionalità era utile per scoprire nuovi contenuti, suggerendoci quello che piaceva ai nostri amici, ma con l’introduzione della  sezione “Esplora”, il pannello “Seguiti” è diventato sempre meno utile, tanto che probabilmente saranno in pochi a sentirne la mancanza.

A breve quando su Instagram faremo tap sul cuoricino tra l’icona del proprio account e il tasto “+” per caricare nuovi contenuti, visualizzeremo un’unica sezione, dedicata alle “attività”.
«Diverse persone non sapevano che la loro attività era visibile», ha detto Shah nell’intervista a Buzzfeed. «Ci siamo accorti che tale funzionalità non serviva più allo scopo per cui era stata inizialmente pensata, ma sorprendeva le persone che poi scoprivano che le le loro interazioni e attività erano pubbliche». 

Leggi anche:  Chrome rende ancora più segreta la navigazione in incognito