L’app di Zoom sotto analisi degli Stati Uniti

Zoom, con l’update 5.0 migliora la crittografia
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La piattaforma per videoconferenze Zoom è stata sottoposta a un attento esame mentre la sua popolarità aumenta per via del Coronavirus

Il procuratore generale di New York ha avviato un’indagine per far luce su Zoom, l’app più popolare del momento, utilizzata da milioni di persone per effettuare videoconferenze. Dato il lockdown che obbliga a stare dentro casa mezzo mondo (se non di più), strumenti come Zoom si stanno rivelando molto utili per far fronte alle riunioni di gruppo, svolte solo in via remota.

Il punto ora è che le sue misure di sicurezza e di gestione della privacy dei dati vengono messe in discussione. Circola allora una lettera dell’ufficio del procuratore generale di New York Letitia James, con cui chiede a Zoom se ha rivisto le procedure di gestione dei dati personali da quando la popolarità della piattaforma è aumentata.

Più controllo su Zoom

Il procuratore ha anche sottolineato che in passato l’app era stata lenta ad affrontare simili questioni, dunque meglio anticipare eventuali problemi. A seguito di ciò, un portavoce dell’azienda ha spiegato: “Zoom prende molto sul serio la privacy, la sicurezza e la fiducia dei suoi utenti. Durante la pandemia di Covid-19, lavoriamo 24 ore su 24 per garantire che ospedali, università, scuole e altre aziende in tutto il mondo possano rimanere in contatto e operativi. Apprezziamo l’impegno del procuratore generale di New York su questi temi e saremo felici di fornire tutte le informazioni richieste”.

Gli utenti si sono precipitati su Zoom mentre i governi di tutto il mondo ordinavano a gran parte della loro popolazione di rimanere a casa per rallentare la diffusione del virus. In alcuni grandi mercati digitali, come quello statunitense, è al primo poso tra le app più scaricate, su Android e iOS. Di recente, il primo ministro britannico Boris Johnson ha twittato un’immagine di sé stesso che presiedeva una riunione del governo su Zoom, mostrando però anche l’id privato della virtual room. Quando è l’uomo la principale falla di sicurezza…

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