ProGlove, la rivoluzione dell’IoT in un guanto

ProGlove, la rivoluzione dell’IoT in un guanto
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Ottimizzazione del lavoro di scansione dei codici e nessun aggravio sugli operatori grazie alle innovazioni di Mark Display

Cinque anni fa, ProGlove portava sul mercato Mark One S, un lettore di codice a barre indossabile. In un settore ancora legato a dispositivi grandi e pesanti, l’invenzione della compagnia tedesca è stata colta come una vera e propria rivoluzione. Un accessorio simile a una scatola di fiammiferi, da indossare al polso senza alcun aggravio per l’operatore, per una scansione dei codici veloce e puntuale. Ed è stata proprio la velocità il vettore su cui ProGlove ha costruito buona parte del suo successo, come ci racconta Luciano Magiar, country manager di ProGlove in Italia.

«L’idea di inglobare il lettore su una fascia è partita proprio dalla volontà di rendere il lavoratore più comodo lungo le sue ore di attività. La prima azienda a beneficiare di Mark è stata la BMW, con un risparmio di 4 secondi per ogni scansione, rispetto a quelle tradizionali, e un totale di 4mila secondi in meno per un intero veicolo e 1 secondo nell’industria automobilistica equivale a 1 Euro. Il tutto, preservando la salute e l’integrità fisica dei dipendenti. Quello che fa ProGlove è mettere sempre al centro il lavoratore, perché diventi più agile e intelligente».

Non se ne parla spesso ma il mondo della scansione dei codici ha vissuto un’evoluzione pari a quella dell’informatica e della telefonia mobile, se possibile, andando anche oltre verso il futuro. «Oggi uno smartphone è molto più potente di quello che era il mainframe di una volta, così come attualmente per leggere dei codici non servono più accessori ingombranti, a patto di avere a disposizione una tecnologia hardware e software adeguata». ProGlove non ha inventato l’indossabile che scannerizza i codici ma lo ha completamente rivisto, rendendolo quasi un’estensione del braccio umano. Il focus è stato il processo di miniaturizzazione del terminale, reso possibile dalle tecnologie odierne, integrato con i software aziendali. E questo, senza venir meno a quelle specifiche che fanno di un device del genere adatto a un ambito industriale, con il vantaggio di poter eliminare molti aspetti del design che rendono simili orpelli importanti dal punto di vista ergonomico, visto che, montato su una mano, il Mark rischia meno di cadere o di incorrere in incidenti.

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Abbiamo parlato della celerità nella scannerizzazione ma non è tutto. Oltre a ricevere e inviare i dati che riguardano gli oggetti analizzati, tra il Mark e un sistema di gestione centrale possono passare altre tipologie di informazione. «Se la compagnia analizza che un certo codice viene analizzato più lentamente di altri, probabilmente c’è un collo di bottiglia che può essere risolto, sia che riguardi il posizionamento di un determinato pacco oppure la composizione del codice stesso, difficile da leggere. Sono questi piccoli particolari che rallentano l’operatività a livello globale».

Un concetto interessante cui ProGlove da seguito è quello del digital twin. Anticipare il comportamento di una macchina (o meglio, un robot) prima che questa incontri una certa situazione, come un errore o un blocco dei sistemi, è una possibilità che la tedesca applica all’essere umano, sfruttando i segnali che arrivano dal wearable per capire alcune condizioni peculiari, come lo stress dovuto al carico di lavoro, così da migliorare le condizioni. Tali dati vengono poi elaborati da ProGlove Cloud, il cervello informatico dell’IoT offerto dall’azienda.

La novità di ProGlove è Mark Display, il nuovo prodotto che coniuga tutti i lati positivi dello scanner con in più uno schermo e-ink. «Essendo ad alto contrasto, senza riflessi, con un’autonomia prolungata, il display consente a chi lo indossa di accedere istantaneamente alle informazioni che prima sarebbero state raggiungibili solo tramite l’utilizzo di un dispositivo esterno, come uno smartphone o un computer. Si offre dunque una comunicazione bidirezionale, con l’operatore che invia e che riceve tutto ciò che l’azienda ritiene essere utile in fase di scan, come il numero di item analizzati sul totale dei presenti, oppure l’indicazione delle priorità da eseguire; ancora una volta un risparmio di tempo notevole».

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