PRISM e datagate, chi ci guadagna è DuckDuckGo

Sembra che lo scandalo di PRISM abbia causato molti feriti, anche nella trincea amica

Sempre più persone cominciano a diffidare delle aziende coinvolte nel datagate con la conseguenza di cercare soluzioni alternative alle abitudine internettiane giornaliere. Tra i servizi che hanno guadagnato molto dal caso NSA c’è DuckGoGo, un motore di ricerca che, a differenza di Google, non aggrega in dati il comportamento dei navigatori, permettendo quindi una navigazione più anonima (per quanto lo possa essere). 

 

Un papero felice

L’azienda ha scritto su Twitter: “Ci sono voluti 1445 giorni per arrivare ad un milione di ricerche, 483 giorni per 2 milioni e solo altri 8 giorni per passare a 3 milioni“. I numeri complessivi sono sorprendenti, almeno quanto la velocità con cui sono arrivati. Non è un caso che gli otto giorni di cui parla l’azienda siano proprio quelli che vanno dalla diffusione di PRISM all’attuale presa di coscienza delle persone (nonostante si dica che PRISM abbia sventato circa 50 attacchi dal 2001). “Abbiamo sempre saputo che la gente non vuole essere rintracciata – ha detto alla CNBC il CEO di DuckGoGo Gabriel Weinberg – quello che è successo ha dato una grande spinta a soluzioni private, meno conosciute ma di certo con una più accurata gestione della privacy.”

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