Al Future Forum, John Wilburn: «Il coraggio di cambiare»

Wilburn_Future Forum 2014

Disegnare scenari locali per leggere la realtà e il cambiamento nel mondo

Dalle città-stato alle città-mondo ovvero dall’autonomia strategica ed economica alla dimensione urbana o metropolitana che ripropone a livello locale i problemi e le contraddizioni geopolitiche ed economiche del Pianeta, con conflitti e diseguaglianze linguistiche, culturali, religiose e anche tecnologiche.
Grazie alla rivoluzione digitale, le separazioni tradizionali tra spazio fisico e spazio virtuale, tra luogo del lavoro e del tempo libero, tra alto e basso, tra centro e periferia stanno cambiando. Così, periferico diventa sinonimo di tutto ciò che non è connesso – e centrale, di tutto ciò che può essere collegato alla Rete.
Anzi, la storia ci dimostra che l’innovazione accade proprio nelle periferie, vero laboratorio del mondo, e che le grandi città sono il luogo dove emerge il conflitto, non l’elaborazione, dove si concentra il consumo e la celebrazione di quello che nasce fuori da esse. Ci sono tantissimi Davide e pochi Golia: la sfida è fargli capire che possono e devono coesistere – come hanno spiegato, John Wilburn e Alberto Felice De Toni con la conferenza di apertura del Future Forum (#FF2014) a Udine e Napoli.
Il cambiamento è sempre più accelerato, discontinuo e interconnesso e dobbiamo perciò avviarci verso il futuro con attenzione agli scenari, considerando i segnali più deboli di allerta e tenendo conto dei megatrend.

 

Al Future Forum, John Wilburn e Alberto Felice De Toni

 

SORPRESE STRATEGICHE

«Viviamo in tempi “esponenziali”, in cui il cambiamento è vorticoso. Viviamo in ambienti con risposte amplificate, in cui bastano piccole cause per scatenare grandi effetti. Il cambiamento è sempre più accelerato, discontinuo e interconnesso e dobbiamo perciò avviarci verso il futuro con l’attenzione agli scenari, considerando anche i segnali più deboli di allerta e tenendo conto dei megatrend, contemporaneamente considerando anche le “sorprese strategiche”, le cosiddette “wild cards”. Le parole del magnifico rettore, Alberto Felice De Toni hanno tenuto a battesimo il Future Forum 2014, il forum con circa 100 appuntamenti con cui la CCIAA, assieme a una rete fittissima di istituzioni del territorio (Comune di Udine, Regione, Università di Udine, categorie…), vuole portare nuovamente Udine al centro di una riflessione internazionale sul futuro, da oggi al 20 novembre, grazie anche alle partnership con l’OCSE, il Center for Houston’s Future texano e il Copenhagen Institute for Futures Studies. L’incontro d’apertura, avviato con gli interventi della vicepresidente camerale Clara Maddalena e del coordinatore del Future Forum, Paolo Ermano, ha avuto come ospite, assieme al rettore, John Wilburn, esponente di spicco del giornalismo statunitense e direttore delle iniziative strategiche del Center for Houston’s Future.

COSTRUIRE IL FUTURO

Wilburn ha introdotto gli elementi di evoluzione delle città, da “città stato” a “città mondo”, analizzando in particolare il rapporto dei grandi centri urbani con le loro periferie, che la storia indica come il luogo dove si verificano i grandi cambiamenti. «I problemi delle città piccole – ha evidenziato Wilburn – non sono in fondo dissimili da quelli delle città grandi. Qui a Udine come a Houston una delle sfide per la nostra leadership è riconoscere il fatto che il nostro mondo sta cambiando e la nostra popolazione sta cambiando. Ormai siamo tutti europei e siamo tutti locali, siamo tutti più simili di quanto pensiamo. Se non lo capiamo, allora non saremo pronti per il futuro». Per questo, al Centro di ricerca di Houston «cerchiamo di fornire ai nostri leader ricerche e dati attendibili, scenari e analisi di futuri possibili che possono veramente realizzarsi se mettiamo in pratica determinati comportamenti». Per questo, gli ha fatto eco De Toni, se il futuro non può essere previsto, dobbiamo lavorare per scenari. «Perché il cambiamento porta sé angoscia ma anche opportunità. Per il futuro ci vuole coraggio, non abbiamo il navigatore, dobbiamo prendere strade che non conosciamo percependo i segnali anche minimi, analizzando i megatrend ma facendo anche attenzione alle “sorprese” che possono mutare il percorso stesso del cambiamento». Tenendo conto che «quello che noi chiamiamo crisi per John Wilburn è la “nuova normalità”. Una nuova normalità che possiamo anticipare e alla quale dobbiamo adattarci per costruire il futuro».

ALBERTO FELICE DE TONI: Rettore dell’Università di Udine dal maggio 2013, è professore ordinario di Organizzazione della produzione e Gestione dei sistemi complessi nel corso di laurea di Ingegneria Gestionale. È membro del Comitato nazionale per lo sviluppo della cultura scientifica e tecnologica del MIUR. È stato Preside della Facoltà di Ingegneria dell’Università di Udine, presidente dell’Associazione scientifica italiana di ingegneria gestionale, presidente della Commissione nazionale del MIUR per la riorganizzazione dell’istruzione tecnica e professionale, presidente di Agemont-Fvg e vice presidente di Area Science Park di Trieste. È autore di numerosi libri e di oltre 280 pubblicazioni scientifiche nazionali e internazionali. Le sue principali aree di ricerca sono l’organizzazione della produzione, la gestione dell’innovazione e la gestione della complessità.

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JOHN WILBURN: Direttore delle iniziative strategiche presso il Center for Houston’s Future, è esponente di spicco nel mondo del giornalismo. Direttore editoriale dell’Houston Chronicle, produttore e autore di “Talking With David Frost”, il programma d’interviste della PBS, nella sua carriera ha diretto numerose testate tra cui Dallas Life, il supplemento domenicale del The Dallas Morning News, e lo Huston Press, di cui è stato anche fondatore.