Google Glass consumer edition: è già tardi

La versione finale, acquistabile per tutti, dovrebbe arrivare a gennaio. Ma il mondo si è già stancato di aspettare

Decisamente un po’ troppo. E’ questo il tempo che ci sta mettendo Google per commercializzare i suoi occhialini magici. Attesi per l’estate del 2014, poi per quest’inverno, ora per il 2015. I Google Glass rispecchiano a pieno quel Godot raccontato da Samuel Beckett, non arrivano mai, o quasi mai. Paradossale poi la loro comparsa presso la catena Mediamarket, principalmente a Milano e Roma, durata solo qualche ora, vista la presa di posizione di Google che aveva riferito di non aver mai dato il via libera per la vendita della Explorer Edtion (quella per gli sviluppatori). Ma, incrociamo le dita, forse abbiamo una data finale per il prodotto. La stessa Google infatti si è accorta della sensibile perdita di interesse intorno ai suoi occhialini; va bene stimolare l’appetito con video, report e considerazioni dei developer, ma qui si tratta del portare all’esasperazione le persone, cosa evidentemente poco accettata anche da chi divora quotidianamente tecnologia.

Aspettando Google

L’idea di poter avere, entro gennaio, un paio di Google Glass Consumer Edition, è venuta ascoltando in parte le parole di Sergey Brin, co-fondatore di Google. A riferirlo è la Reuters che spiega come Google abbia oramai la necessità di cominciare il 2015 con il botto, rendendo disponibili la versione finale degli occhialini. In un mercato che è appena sbocciato ‘è già la ressa per quanto riguarda la realtà virtuale/aumentata. Tra gli Oculus Rift, da poco di proprietà di Microsoft, i Galaxy Gear di Samsung e altre piccole produzioni nazionali (come gli Archos VR), i Google Glass potrebbero davvero aver perso quel sentore di novità che si portavano dietro ben due anni fa, al momento della presentazione. Secondo Tom Frencel, CEO di un’azienda che produce app: “Ad ora non c’è un mercato per il settore della realtà aumentata ma ci sono tante piattaforme su cui gli sviluppatori possono puntare. Non è detto che la scelta migliore sia Google”.

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