Yahoo! e Bing si adeguano al diritto d’oblio

Yahoo! Bing e il diritto d'oblio

Dopo Google, anche Yahoo! e Bing di Microsoft si stanno per adeguare alla normativa europea relativa al diritto d’oblio

Da qualche mese Google è stato costretto dall’Unione Europea a rimuovere i link a siti che riportavano informazioni che violavano la privacy degli utenti sulla base del cosiddetto diritto di oblio. Ora anche Microsoft e Yahoo!, che ha rilasciato la classifica delle parole più cliccate nel 2014 sul suo motore di ricerca, si stanno pian piano adeguando alla normativa di Bruxelles.

Fino a settimana scorsa Google, che ha pubblicato la sua lista delle migliori app Android per il 2014, ha dichiarato di aver esaminato più di 602mila richieste di rimozione e di aver cancellato 208mila link. In media la metà delle domande di eliminazione dei collegamenti viene invece respinta.

Yahoo!, Bing e il diritto d’oblio

Ora anche Yahoo! e Microsoft, che è diventato partner tecnologico del Real Madrid,  si sono attivati per garantire il diritto di oblio ai propri clienti. “Valuteremo attentamente ogni richiesta con l’obiettivo di bilanciare il diritto dei cittadini alla privacy con il diritto del pubblico all’informazione,” ha dichiarato un portavoce dell’azienda di Sunnyvale. La linea di Microsoft, che ha già iniziato la creazione di uno strumento per il diritto d’oblio su Bing, è molto simile: “Mentre stiamo ancora raffinando questo processo,  – ha detto un portavoce di Redmond – il nostro obiettivo è quello di trovare un equilibrio soddisfacente tra gli interessi individuali di privacy e l’interesse del pubblico della libera espressione”.

Nella sua pagina dedicata al diritto d’oblio Microsoft sottolinea come la maggior parte delle richieste di rimozione riguardano siti che riportano informazioni contenute nei social network. L’azienda di Redmond quindi consiglia di utilizzare gli strumenti presenti su queste piattaforme per evitare la diffusione di tali informazioni: “Questi strumenti e processi possono essere il modo più efficace per la rimozione di contenuti social-media dai risultati di ricerca”.

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