Make in Italy, 50 anni d’innovazione targata Italia

Dal primo personal computer della storia al microchip di Faggin e molto altro, in esposizione al Museo della Scienza e della Tecnologia e nel padiglione TIM di Expo

E’ stata inaugurata il 18 maggio al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano la mostra “Make in Italy – The exhibition” sui prodotti e le invenzioni che hanno fatto grande l’Italia, dalla P101 della Olivetti, il primo personal computer del mondo presentato nel 1965 a New York, al microprocessore Intel 4004 costruito da Federico Faggin nel 1971, una pietra miliare nella storia della tecnologia, fino alla macchina del caffè di Samantha Cristoforetti (@AstroSamantha), l’astronauta italiana della Stazione Spaziale Internazionale. Tra gli altri prodotti esposti, anche la prima carta telefonica prepagata TIM e la prima stampante 3D di Arduino. Infine, il percorso si chiude con gli occhiali da sole di Italia Independent, sviluppati con una tecnologia prima esclusivamente utilizzata nell’automotive.

 

Nel corso della presentazione della mostra sono intervenuti il curatore, Riccardo Luna, il direttore generale del museo, Fiorenzo Galli, e il presidente di Telecom Italia, Giuseppe Recchi. Ospite d’eccezione Federico Faggin, l’inventore del primo microchip, un’innovazione rivoluzionaria che si trova in mille prodotti indispensabili per noi oggi, come gli smartphone. “Alla base dell’innovazione c’è il coraggio di voler essere moderni, di produrre qualcosa di nuovo rispetto alla tradizione – ha dichiarato il grande scienziato e imprenditore – . Spesso le grandi aziende finiscono per innovare meno delle startup, che sono al contrario più agili e dinamiche. Ci vuole anche una visione di come si vuole costruire il futuro, per indirizzare lo sviluppo. L’innovazione è fondamentale per creare un futuro per i giovani”. Faggin, dopo una carriera straordinaria che lo ha portato, tra l’altro, a ricevere dal Presidente degli Usa Barack Obama la Medaglia Nazionale per la Tecnologia e l’Innovazione, ha costituito una fondazione e si dedica ora a studi sulla consapevolezza umana, definendosi un “filosofo scienziato”. “Non credo che le macchine supereranno l’uomo – ha concluso – . Al contrario,  i valori umani sono più importanti, e vengono prima della tecnologia”.

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Federico Faggin

Il direttore generale di Intel Italia, Carmine Stragapede, ha sottolineato che “senza il contributo di Faggin, probabilmente oggi Intel non sarebbe quella che è”, e che occorre dare stimolo e slancio all’innovazione italiana. Il direttore del museo Fiorenzo Galli ha invece dichiarato che “ci aspettiamo dall’innovazione e dalla tecnologia uno stile di vita più sostenibile, per lasciare alle prossime generazioni un mondo degno di essere vissuto”. La mostra è allestita contemporaneamente in due location, al museo e nel padiglione Tim di Expo, ed è visitabile fino al 16 agosto 2015. L’esposizione è in continuo divenire, per cui verranno periodicamente aggiunte nuove storie e nuovi prodotti sull’innovazione italiana.

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