L’Ue avanza nuove accuse a Google per la pubblicità

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L’Ue indaga su AdWords e valuta nuove accuse contro Google per abuso di posizione dominante

L’Unione Europea sta pensando di muovere nuove accuse contro Google per abuso di posizione dominante nell’ambito delle ricerche online. Nel caso queste fossero formalizzate, si tratterebbe del terzo fascicolo aperto dalla Commissione Ue nei confronti del colosso di Mountain View. Attualmente Big G è sotto indagine per il suo servizio Shopping e per il trattamento imposto ai produttori di smartphone che utilizzano Android. Questa volta le indagini riguardano AdWords, il sistema che consente ai creatori di contenuti di guadagnare con la pubblicità. L’advertising è proprio il settore che genera maggiori guadagni per Google, pari a circa 19 miliardi di dollari solo nell’ultimo trimestre del 2015. La Commissione ritiene che Big G potrebbe aver sfruttato la sua posizione dominante nelle ricerche online per violare le leggi antitrust comunitarie sulla pubblicità e starebbe anche valutando l’ipotesi che Google possa in qualche modo impedire alle aziende di spostarsi dalla sua piattaforma di advertising a quelle dei concorrenti.

L’Ue non ha ancora mosso un’accusa ufficiale contro Google ma stando alle voci avrebbe chiesto alle aziende sentite come testimoni di rimuovere i materiali riservati depositati come prove per poterli presentare a Big G, che nel frattempo sta pensando di realizzare un proprio smartphone senza l’aiuto di un partner. Il commissario alla Competizione, Margrethe Vestager, auspica che l’indagine su AdWords si concluda “in un ragionevole limite di tempo”. Google, che non ha voluto commentare le indiscrezioni, dovrebbe essere chiamata in giudizio entro agosto e se dichiarata colpevole potrebbe dover pagare una multa pari al 10% del suo fatturato in Europa.

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