IBM Watson si è specializzato nella lotta al crimine informatico

Big Blue ha annunciato la disponibilità di Watson for Cyber Security dopo un anno di allenamento sul riconoscimento delle minacce in rete

L’Intelligenza Artificiale al servizio della sicurezza digitale. Di certo non è la prima volta che l’informatica offre il proprio know-how alla lotta al crimine ma quando si tratta di un super computer come Watson, l’interesse aumenta. In che modo l’AI può giovare all’individuazione delle minacce per finalità di previsione e contrasto? La risposta è Watson for Cyber Security, un progetto che ha permesso a IBM di “allenare” per vari anni il suo cervello in silicio tramite l’inserimento nel sistema di circa 1 milione di documenti con infezioni, analisi e risposte, tale da costruire una macchina più che informata sul panorama della protezione digitale, che sappia sfruttare varie capacità di computing per supportare il lavoro di tecnici ed esperti.

Come funziona

Watson for Cyber Security sarà integrato nella piattaforma Cognitive SOC di IBM, così da combinare i tool più avanzati per la comprensione dei tentativi di violazione, con la possibilità di rispondere in maniera automatica alle minacce su dispositivi differenti, dai PC alle reti, fino a device mobili e servizi in cloud. Secondo IBM, l’elemento chiave dello “specialista” Watson è Qradar Advisor, che pesca nel database di sicurezza del computer per fornire correlazioni tra problemi e attacchi, così da attuare azioni preventive e proattive. “Il contesto odierno vede gli attori agire su più fronti, contemporaneamente. Watson rende più difficile portare a termine le aggressioni, fronteggiando adeguatamente le diverse autostrade digitali e confrontando ogni singolo elemento con l’archivio in proprio possesso” – hanno spiegato dal team.

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