E’ nata ACE, la lega dello streaming contro la pirateria

Il 60% degli italiani pensa che la pirateria online sia un

I big dello streaming e dell’intrattenimento televisivo si uniscono per combattere la pirateria online

Negli ultimi tempi i pirati della Rete non si accontentano più di diffondere illegalmente contenuti protetti dal copyright ma hanno anche cominciato a chiedere un riscatto per non farlo. Il gruppo TheDarkOverloard ha ad esempio condiviso sul web l’ultima stagione della serie “Orange is The New Black” in quanto Netflix si è rifiutata di pagare e la stessa cosa sarebbe successa a Disney con il film “Pirati dei Caraibi: la vendetta di Salazar”. In questo caso però si è scoperto che gli hacker in realtà non avevano in mano nemmeno un fotogramma della pellicola. Per le grandi aziende dell’intrattenimento è quindi arrivato il momento di porre rimedio alla pirateria e da questa esigenza è nata l’Alliance for Creativity and Entertainment (ACE).

L’associazione ha il compito di limitare le attività degli hacker e la diffusione di contenuti in violazione del copyright anche attraverso una stretta collaborazione con la Motion Picture Association of America (MPAA). Al gruppo hanno aderito moltissime aziende tra cui Amazon, Netflix, Hulu, The Walt Disney Company, Warner Bros Entertainment, BBC Worldwide, AMC Networks, HBO e Sony Pictures Entertainment. Al momento Google non figura tra gli aderenti al progetto nonostante abbia lanciato il proprio canale televisivo online YouTube TV. Il motivo è che il motore di ricerca è spesso lo strumento migliore per trovare film e serie TV piratati nonostante i suoi sforzi per ridurre la visibilità dei portali che li raccolgono. L’Alliance for Creativity and Entertainment (ACE) sottolinea che esistono ben 490 servizi che permettono di accedere a contenuti legali a prezzi contenuti ma nonostante ciò si sono registrati ben 5.4 miliardi di download dai siti pirata.

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“Mentre ci focalizziamo nel fornire un’esperienza ai consumatori che scoraggi la pirateria, vi sono ancora cattivi attori nel mondo, che traggono profitto dal duro lavoro degli altri”, ha commentato David Hyman, General Counsel di Netflix.

La neonata associazione può già festeggiare una importante vittoria nei confronti della pirateria. La Corte di Giustizia dell’Ue ha infatti ritenuto che il sito The Pirate Bay è responsabile dei contenuti illegali caricati sulla piattaforma dagli utenti.