Facebook prende in prestito le Storie di Instagram

Facebook consentirà di pubblicare le Storie di Instagram perché la funzione sul social network principale è inutilizzata

Quando Snapchat ha introdotto le Storie, a Menlo Park hanno pensato che fosse un’idea talmente interessante da inserirla praticamente in ogni piattaforma di proprietà di Facebook. I contenuti che scompaiono dopo 24 ore sono comparsi prima su Instagram poi su Facebook e infine su WhatsApp. Sul social network incentrato sulla fotografia questa funzione si è rivelata un successo straordinario (250 milioni di persone la usano ogni giorno) ma non si può dire la stessa cosa per gli altri due servizi. WhatsApp ha deciso di modificare i suoi “Stati” a causa delle proteste degli utenti mentre su Facebook praticamente nessuno utilizza le Storie. Il social network ha cercato di metterle in evidenza nella home e ha persino cercato di ingannarci mettendole in trasparenza ma la verità è che ai suoi utenti non interessano.

Stando a quando afferma Mashable, Facebook starebbe quindi pensando di consentire agli utenti di Instagram di pubblicare le loro Storie direttamente sulla piattaforma principale. Un portavoce dell’azienda ha confermato la sperimentazione di questa funzione ma non ha rivelato ulteriori dettagli. Il sito The Verge ha invece scoperto che nel prossimo futuro sarà possibile colorare i commenti e non più solo lo sfondo dei post.

In attesa di sapere se effettivamente Facebook introdurrà queste novità è stato scoperto un traffico illecito di profili verificati all’interno di Instagram. Una fonte anonima ha rivelato a Meshable che alcuni dipendenti accettano cifre da 1.500 a 7.000 dollari per oliare le procedure per ricevere il tanto agognato bollino blu. Il social network concede questo riconoscimento a suo insindacabile giudizio e non offre la possibilità di pagare per ottenere il profilo verificato. Per aggirare questa politica è quindi nato un vero e proprio mercato nero che pare non sia sfuggito ai vertici dell’azienda.

Leggi anche:  California ci siamo, arriva il primo robotaxi