Apple Watch per diagnosticare l’ipertensione

Da qualche anno la scienza studia l’orologio intelligente e i suoi sensori come indicatori di patologie basilari. L’Università della California conferma la sua utilità

Un dispositivo indossabile, come lo smartphone, non è un prodotto in grado di svolgere una sola funzione. Parlando di Apple Watch, sappiamo come sia capace sia di fare da orologio classico che da notificare quando collegato con l’iPhone. Ma non solo: grazie ai sensori posti nella sua plancia, si pone anche come accessorio comodo per il fitness, anche di un certo livello, e rilevatore di battito cardiaco, sempre per finalità di allenamento. Eppure, con qualche software dedicato, l’Apple Watch può tranquillamente trasformarsi in un gadget con funzionalità di healthcare maggiori, seppur non comparabili a quelle in dotazione negli studi medici. L’Università della California, assieme all startup Cardiogram, ha lanciato uno studio che si pone l’obiettivo di mostrare come sia possibile usare lo smartwatch per tenere monitorate alcune patologie come l’ipertensione e l’apnea.

Come fare

Lo studio è stato condotto da Cardiogram su un totale di 6 mila persone, utilizzatori di un Apple Watch e senza alcuna malattia particolare. La startup ha riconosciuto elementi primari di apnea in 1.016 tester e l’ipertensione in 2.230 individui. Ovviamente, non basta il software a bordo dell’orologino per trarre conclusioni del genere. L’Università della California ha incrociato le informazioni, ottenute nel corso di diverse settimane, con un algoritmo avanzato che, tramite una rete neurale, ha messo in relazione il trend del battito cardiaco con i passi giornalieri, per ottenere inferenze sul comportamento del corpo in vari momenti della giornata.

La piattaforma di rilevazione, chiamata DeepHeart, è riuscita a ricostruire un quadro verosimile delle condizioni di salute di ognuno, ponendosi come un campanello d’allarme che spesso può essere fondamentale per evitare conseguenze più gravi. L’analisi è un’ulteriore spinta per Apple nell’approcciare il settore dei wearable anche da altri lati, verticali, che possono dare sicuramente maggiori soddisfazioni in termini di adozione, in ambiti che seppur tech-oriented sono ancora poco serviti in tal senso.

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