Milano Fashion Week 2018, il fascino della moda e il potere dei simboli

Il calendario della Milano Fashion Week ha registrato il boom di eventi e presenze. Con un totale di 156 collezioni presentate in passerella, il sistema italiano della Moda si conferma come un’industria solida e dinamica, che però deve scontare una certa «frammentazione» nella catena di trasmissione delle competenze tecniche e della formazione del talento – come ha chiarito il sottosegretario al MiSE, Ivan Scalfarotto, in occasione della presentazione del suo libro “White Book. Imparare la moda in Italia” (ed. Marsilio). Il Sistema Moda Italia vale oltre 5 punti di PIL, con un giro d’affari passato dagli 80 miliardi del 2014 agli 87 del 2017 (dati Camera della Moda).

 

Tra le 146 aziende principali del settore, il 40% delle quali è in mano straniera. La crescita del settore si è registrata anche nell’export, con un +5,8% registrato tra gennaio e novembre del 2017 e un balzo in avanti nei mercati di Cina (+16%) e Russia (+14%). Ma torniamo al glamour delle passerelle, lasciando da parte i numeri che però ci dimostrano quanto il fashion sia un sistema commerciale e finanziario molto complesso, in cui l’innovazione di prodotto e di processo gioca un ruolo centrale alla pari di altre industry. Se gli abiti stanno all’identità come le parole al linguaggio, occorre stare molto attenti a quello che indossiamo e soprattutto al messaggio che lanciamo. Così dopo le teste clonate di Gucci, abbiamo visto sfilare i droni di Dolce & Gabbana. Due modi diversi di interpretare l’impatto della tecnologia. Due modi di leggere la realtà: riduzionismo e antiriduzionismo.

Da una parte la paura della perdita del controllo, che si traduce in un monito “tête-à-porter”, dall’altro il gioco dell’equilibrio e la celebrazione della “devozione” assoluta nelle “sorti magnifiche e progressive”. Per la prima volta in passerella i droni hanno rubato la scena alle modelle in carne e ossa. Il primato però spetta a Fendi che aveva utilizzato una flotta di aeromobili a pilotaggio remoto (APR) per la ripresa dal vivo della sfilata Donna Autunno/Inverno 2014-15. Se l’intelligenza artificiale è la tendenza del 2018, il mondo della robotica umanoide è pronto a invadere le passerelle. Poche settimane fa, alla New York Fashion Week, la supermodel Irina Shayk aveva sfilato in compagnia di un robot alto più di due metri. Forse, alle sfilate di Pitti Bimbo a Firenze (dal 21 al 23 giugno) assisteremo al debutto in passerella anche di iCub, il robot bambino (ormai adolescente) nato dal lavoro di ricerca dell’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) di Genova.

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