White Paper – Da Network Access Control a Pulse ZTA

Fino a qualche anno fa l’implementazione del NAC aveva sostanzialmente un approccio binario, ai device era consentito o entrare nella rete o rimanere bloccati in fase di accesso.

Una volta avuto accesso alla rete o avevano una visibilità completa dell’infrastruttura oppure erano gestiti come utenti Guest, quindi con una minima disponibilità di servizi.

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Ovviamente questo tipo di approccio non è più sufficiente, è necessario garantire un accesso granulare e differenziato ad una moltitudine di dispositivi (Windows, MAC, Linux, IoT, OT, etc..), ognuno con differenti permessi e differenti in base alle necessità di usufruire di specifici servizi che possono risiedere in diverse infrastrutture (on premise, cloud privato, cloud pubblico, etc..).

Il punto importante non è la scelta tra un approccio Agentless o Agent (questa è al massimo una opzione implementativa), ma è come applicare i principi del modello Zero Trust ottimizzando e sfruttando al meglio le risorse di network e di sicurezza già presenti in rete.

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