Istituto Biochimico Italiano si affida a Nutanix

Istituto Biochimico Italiano si affida a Nutanix

L’iperconvergenza per potenziare ricerca e innovazione in campo farmaceutico

Nutanix annuncia che Istituto Biochimico Italiano, azienda farmaceutica che da cent’anni produce e commercializza penicilline sterili iniettabili in tutto il mondo, ha scelto le proprie soluzioni iperconvergenti per rinnovare, semplificare e potenziare la propria infrastruttura IT.

Fondata nel 1918 dal professor Giovanni Lorenzini e inizialmente dedicata alla produzione di vitamine, oggi Istituto Biochimico Italiano è specializzata nella produzione di penicilline sterili iniettabili. Da sempre attenta all’innovazione tecnologica e con una dedizione al continuo sviluppo di nuove idee, l’azienda conta un fatturato di 80 milioni di Euro e 300 dipendenti con un reparto IT in cui sono impegnate sei persone di cui una dedicata alle infrastrutture e con un data center collocato nel perimetro del sito produttivo di Aprilia.

Ed è proprio sull’infrastruttura che viene avviato un importante progetto di rinnovamento e semplificazione anche a fronte delle norme stringenti cui devono sottostare le imprese che operano nel settore farmaceutico e secondo le quali tutti gli elementi hardware e software dell’infrastruttura IT devono essere mappati e monitorati. L’esigenza era quella di sostituire le macchine ormai obsolete ma anche di liberare spazio prezioso per gli impianti di produzione visto che i 18 mila metri quadrati disponibili nel sito di Aprilia si stavano rapidamente esaurendo.

Dopo un’attenta valutazione la scelta migliore è risultata essere quella proposta da Nutanix come sottolineato da Valerio Volpe, IT Manager di Istituto Biochimico Italiano: “Nutanix ci dà sicurezza sia dal punto di vista della solidità delle soluzioni sia da quello del percorso di ricerca e innovazione, perché è un’azienda attenta ai progressi della tecnologia. Se emerge un’esigenza nella nostra azienda, di solito Nutanix l’ha già sperimentata e soddisfatta.”

Leggi anche:  TCL non rilascerà uno smartphone pieghevole quest'anno

I 15 server e lo storage presenti nel CED vengono quindi sostituiti da un solo cluster basato su hardware NX-1365 con tre nodi attivi, su cui poggiano l’hypervisor AHV e l’ambiente Prism. Grazie alla soluzione Xi Leap, inoltre, Istituto Biochimico ha implementato un nucleo di disaster recovery basato sull’availability zone disponibile in Italia e offerta in collaborazione con un importante Partner.

E i vantaggi si sono manifestati sin da subito. Istituto Biochimico Italiano ha potuto recuperare spazio all’interno del CED e ridurre sensibilmente i costi energetici. Inoltre, la semplicità dell’infrastruttura iperconvergente e le funzionalità della console Nutanix Prism hanno permesso un ulteriore risparmio sui costi di gestione e manutenzione, attività che oggi vengono effettuate da una sola persona invece che da una società esterna come in precedenza. Gli utenti finali riportano anche notevoli miglioramenti in termini di prestazioni rispetto alla situazione precedente.

I due terzi dei sistemi di produzione e l’ERP girano oggi sull’infrastruttura Nutanix, composta da circa 70 server, e la migrazione dalla vecchia architettura è stata rapida e indolore. Anche la centralizzazione della gestione delle licenze software sì è rivelata un grande vantaggio in termini di tempo risparmiato.

“Un altro elemento che mi ha convinto della bontà della soluzione Nutanix”, dice Volpe, “è stata la semplificazione della gestione delle risorse in cloud attraverso un’unica console. Anche se a oggi le nostre risorse sono ancora tutte on-premise, il cloud rappresenta per noi un’opportunità che intendiamo sfruttare, magari gradualmente, nel prossimo futuro. Sempre in prospettiva, la business continuity, oggi implementata solo per i servizi più critici, sarà estesa ad altre funzioni in modo semplice, grazie alle soluzioni Nutanix”.

Leggi anche:  EOS e Celada Group insieme per la diffusione della stampa 3D in Italia