Fonderie Mazzucconi sceglie Nutanix per un business non-stop

Fonderie Mazzucconi sceglie Nutanix per un business non-stop

Libertà, flessibilità e scalabilità i fattori chiave della nuova infrastruttura iperconvergente

Nutanix annuncia di essere stata scelta da Fonderie Mazzucconi, azienda storica nella settore della fusione e della lavorazione dei metalli, per rinnovare l’intera infrastruttura puntando sull’iperconvergenza quale fattore chiave per l’agilità e la continuità del business

Con sede a Ponte San Pietro in provincia di Bergamo, Fonderie Mario Mazzucconi da oltre un secolo è impegnata nelle attività di fonderia, lavorazioni meccaniche e assemblaggio, soprattutto per il settore automotive. Nei 7 stabilimenti presenti sul territorio italiano lavorano oltre 1.000 persone e il fatturato è di circa 190 milioni di euro.

Nel 2002, Fonderie Mazzucconi decide di centralizzare il servizio IT, precedentemente distribuito presso i diversi stabilimenti. La crescita del business, le nuove esigenze in termini di prestazioni, nonché la necessità di proteggere il proprio know-how, sono gli aspetti chiave che hanno spinto l’azienda a rinnovare l’intera infrastruttura IT, senza la quale in breve tempo si sarebbe esaurita la capacità storage necessaria per supportare la grande quantità di dati relativi alla produzione, tra cui le immagini utilizzate per il controllo visivo della qualità dei componenti.

Il primo passo è stato dunque realizzare un data center presso la sede principale in provincia di Bergamo, implementando poi anche una SAN. Qualche anno fa, è stata realizzata una sala server in ogni stabilimento allo scopo di custodire i dati tecnici delle linee produttive per alcuni mesi prima di trasferirli in cloud.

L’iperconvergenza si è rivelata sin da subito la soluzione più adatta per Fonderie Mazzucconi e quando l’azienda si è imbattuta in Nutanix ha capito subito che si trattava del partner giusto come sottolineato da Flaminio Ghisleni, IT Manager dell’azienda: “Quando abbiamo deciso di adottare un’architettura iperconvergente, ci siamo resi conto che Nutanix era l’unica che poteva assicurarci la libertà, la flessibilità e la scalabilità di cui avevamo bisogno. Inoltre, proprio per il focus sul software, la sua tecnologia non soffriva di obsolescenza. L’implementazione dei nuovi sistemi è stata rapida e indolore”.

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Nell’arco di poche settimane, il primo nucleo di infrastruttura iperconvergente viene realizzato nel data center di Ambivere, mentre nello stabilimento di Ponte San Pietro viene implementata una configurazione Remote Office Branch Office (RoBo) con tecnologia Nutanix.

Nel data center trova posto un cluster Nutanix basato su HPE DX380 con 3 nodi, e nei diversi

stabilimenti, utilizzando la tecnologia RoBo, inizia, a partire da Ponte San Pietro, la distribuzione di 2 nodi su server HPE DX360. Tutte le componenti dell’architettura sono in costante comunicazione: il cluster principale, che funge anche da sito di disaster recovery per il branch office, in particolare, è in grado di intervenire in caso dovesse verificarsi un malfunzionamento in qualsiasi sede periferica.

I vantaggi non si fanno attendere incluso il fatto che, in breve tempo, Fonderie Mazzucconi riesce a soddisfare le proprie esigenze di archiviazione dei dati di produzione ma anche a ottenere quella continuità del business fondamentale per un’azienda che opera in un settore altamente competitivo.

“La tecnologia Nutanix ci ha anche consentito di svecchiare l’infrastruttura e risparmiare spazio prezioso, con costi più sostenibili rispetto alle alternative che avevamo esplorato. Inoltre, da qualche mese abbiamo iniziato a utilizzare con successo anche l’Hypervisor Nutanix AHV, sostituendolo a quello che avevamo installato in precedenza”, sottolinea Ghisleni.

L’installazione delle soluzioni RoBo nei singoli stabilimenti proseguirà anche nel prossimo futuro,

anche grazie a un accordo con un operatore nazionale per la parte relativa all’infrastruttura di telecomunicazione.

“L’obiettivo di medio termine è arrivare a realizzare una vera e propria connected enterprise”, conclude Ghisleni, “mentre nel breve ci stiamo attrezzando per poter rispondere alle sempre più sfidanti richieste delle case automobilistiche, che ora iniziano a condurre audit anche sull’infrastruttura IT e non solo su quella di produzione; vogliamo farci trovare pronti anche con le certificazioni, come quella sulla sicurezza dei dati, che sicuramente saranno indispensabili in futuro”.

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