Se non ora, quando? Questo è il momento per dare forma a un futuro sostenibile

L'automazione potrà aiutare a trasformare le supply chain nel post-COVID?

La crisi sanitaria globale ha aumentato la nostra familiarità con il concetto di rischio. Ad esempio, ci interroghiamo maggiormente sull’origine dei prodotti: in che misura il caffè, il cacao e l’olio di palma che arrivano sulla nostra tavola contribuiscono a creare rischi ambientali e sociali nelle regioni da cui provengono?

A cura di Pier Giuseppe Dal Farra, esperto di IoT e Industria 4.0 di Orange Business Services

Il tema della sostenibilità è presente da molto tempo: ma la pandemia ha fornito ai consumatori molte più occasioni per riflettere sui loro stili di vita e chiedere maggiore trasparenza nella supply chain. Di conseguenza, le aziende saranno forzate ad accelerare le loro iniziative legate alla sostenibilità.

Applicazioni digitali come Trase, realizzata grazie a una partnership tra Stockholm Environment Institute, Global Canopy e European Forest Institute, insieme a partner di alto profilo come l’Université Catholique de Louvain in Belgio, stanno avendo un enorme impatto nel porre l’attenzione sulle questioni ambientali. Trase esamina i dati sulle transazioni della supply chain nelle regioni produttrici di materie prime come America Latina e Sud-est asiatico e misura l’impatto della deforestazione. Questo aiuta le aziende di tutto il mondo a mantenere impegni sempre più ambiziosi per non contribuire alla deforestazione. Allo stesso tempo, l’interesse dei consumatori per la sostenibilità si è accresciuto nel corso di questa crisi.

La sostenibilità è diventata anche una componente chiave degli approcci di investimento. Secondo il World Resources Institute, durante la pandemia, i fondi indicizzati che includono aziende con punteggi ESG elevati (essenzialmente punteggi di sostenibilità elevati) hanno sovraperformato rispetto ai fondi più tradizionali.

Non sorprende, quindi, che l’80% di 320 tra le più grandi imprese del mondo, intervistate nell’ambito del rapporto di Longitude “Real-time intelligence and the future of supply chains”, commissionato da Orange Business Services, abbia affermato di investire in tecnologie sostenibili. Tra queste troviamo nuove tecnologie di raccolta dati per fornire una migliore visione delle metriche di sostenibilità e gestire e controllare fattori come il consumo di energia.

Leggi anche:  Oracle, risultati finanziari del secondo trimestre fiscale

La sostenibilità consentirà alle imprese di gestire meglio il rischio

La pandemia ha mostrato la necessità di rafforzare le supply chain fragili, così da consentire ai paesi, per quanto possibile, di beneficiare delle loro risorse e capacità uniche. Molte aziende hanno riscontrato colli di bottiglia a causa di strategie mono-fornitore, e questo ha messo in evidenza la necessità di sviluppare un ventaglio di alternative ed evitare l’eccessiva dipendenza da determinate regioni. Allo stesso tempo, le imprese sono sottoposte a una pressione sempre crescente da parte di consumatori, investitori e autorità di regolamentazione perché mostrino le proprie credenziali sociali e ambientali.

Concentrando l’attenzione sulla sostenibilità della catena di approvvigionamento, le imprese possono gestire e mitigare meglio i rischi. L’innovazione tecnologica può aiutare a risolvere le sfide ambientali e allo stesso tempo migliorare l’efficienza della supply chain. Ad esempio, IoT e analytics avanzate possono identificare opportunità per ridurre l’impatto ambientale in tutte le operazioni, ad esempio cambiando il percorso dei mezzi pesanti per ridurre l’impronta ecologica e misurando il consumo di acqua ed energia. Con le sue capacità uniche di registrazione, tracciamento e monitoraggio delle risorse, la blockchain può non solo risolvere problemi logistici, ma anche garantire la provenienza nelle catene di approvvigionamento. Può anche aiutare a soddisfare la domanda in crescita da parte dei consumatori per sourcing etico.

Il digitale e i dati sono fondamentali per un reset del business nella nuova normalità

Nel 2020 i bilanci hanno sofferto. Le aziende hanno subito un duro colpo e molte dovranno tagliare i costi in modo significativo per tornare competitive.

Mentre facciamo passi avanti in direzione della “nuova normalità” (o forse dovremmo abituarci a chiamarla “nuova diversità”?), digitalizzazione e raccolta dei dati stanno diventando fattori chiave per la riduzione dei costi. Ma sono anche importanti basi per la sostenibilità: infatti, l’80% delle multinazionali che abbiamo interpellato afferma di investire nelle tecnologie digitali per diventare più sostenibili. La metà degli intervistati, ad esempio, ha affermato di investire in nuove tecnologie di raccolta dati per fornire una migliore comprensione delle principali metriche di sostenibilità.

Leggi anche:  Food & Beverage. Supply chain reloading

Le aziende, tuttavia, hanno ancora molta strada da fare nelle loro strategie sui dati. Secondo un recente sondaggio di Bain, meno del 15% dei dirigenti ha dichiarato di nutrire fiducia nella capacità della propria azienda di fornire costantemente tracciabilità. I dati vengono raccolti, insomma, ma il difficile è estrarre valore per contribuire a un processo decisionale intelligente e per monitorare le iniziative di sostenibilità. Molta responsabilità è da attribuire a dati inaffidabili o non standardizzati.

È qui che entra in gioco la collaborazione. Come sottolinea Bain, le aziende dovranno lavorare insieme per superare questi ostacoli creando standard, modelli di dati e piattaforme comuni.

Nel lungo termine, la sostenibilità non si limita a una questione di trasparenza: è fondamentale per generare vantaggi competitivi. Ecco perché digitalizzazione e innovazione sostenibile sono fondamentalmente interconnesse.

La digitalizzazione è fondamentale per reinventare prodotti e servizi e crearne di nuovi che prendano in considerazione i temi ambientali, finanziari e sociali a lungo termine. Circa il 78% degli intervistati ha affermato che la sostenibilità è diventata un fattore primario nel guidare l’innovazione di prodotti e servizi, ed è anche fondamentale per la competitività futura. Allo stesso tempo, le aziende dovranno collaborare e condividere dati per raggiungere meglio e più rapidamente questi obiettivi.

Partire dall’inizio

Oggi la sostenibilità è una delle priorità dei consigli di amministrazione. Delle multinazionali che abbiamo intervistato, il 65% ha affermato di essere al lavoro per diventare più sostenibile: ma questo non può accadere dall’oggi al domani, perché la pandemia ha reso difficile per molte imprese anche solo rimanere in affari. Eppure, l’ultimo anno ha tracciato una strada per il futuro, dove ecologia ed economia possono collaborare da vicino.

Leggi anche:  Lutech annuncia la partnership con ngena