Un vecchio processore per smartphone ha alimentato il primo volo su Marte

Un vecchio processore per smartphone ha alimentato il primo volo su Marte

Lo Snapdragon 801 è l’intelligenza alla base dell’elicottero Ingenuity della NASA

Gli smartphone Android rilasciati negli ultimi anni hanno già un processore più avanzato di quello che controllerà il primo volo in assoluto su Marte. L’elicottero Ingenuity della NASA, che ha attuato il suo viaggio inaugurale sul pianeta rosso il 14 aprile, è alimentato  dal processore 801 di Snapdragon, lo stesso chip utilizzato da una serie di telefoni rilasciati tra il 2014 e il 2015. Il sistema gestisce una scheda integrata chiamata Qualcomm Flight Platform, che permette di monitorare le operazioni di volo. Il personale del Jet Propulsion Laboratory (JPL) della NASA ha pianificato la rotta dell’elicottero, ma il volo in sé è stato autonomo, anche perché i segnali radio impiegano più di 15 minuti per percorrere i 173 milioni di miglia tra la Terra e Marte.

“Non ci sono cavi, non c’è nessuno che controlli a distanza, quindi la maggior parte dell’intelligenza viene eseguita sulla piattaforma” ha spiegato a TNW, Dev Singh di Qualcomm. La piattaforma di Qualcomm elabora le informazioni acquisite da due telecamere e più sensori collegati all’elicottero di quattro piedi. Questi dati tornano agli algoritmi che guidano i movimenti di Ingenuity. Se ostacoli o condizioni su Marte mettono il drone fuori rotta, il sistema regola i controlli.

Qualcomm Flight è utilizzato anche nel sistema di comunicazione del rover Perseverance, che ha dato a Ingenuity un passaggio sul pianeta rosso. Sul piccolo elicottero, la piattaforma elabora le foto scattate prima che vengano rimandate sulla Terra. “Siamo davvero entusiasti delle foto scattate da Ingenuity” ha detto Chris Pruetting, senior director of business development per Qualcomm Government Technologies. “I dati di ritorno saranno particolarmente utili per voli futuri”. La NASA utilizzerà le informazioni per sviluppare elicotteri più avanzati, per accedere ad aree che i veicoli terrestri non possono raggiungere.

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