Anche Nintendo vittima della carenza di chip

Anche Nintendo vittima della carenza di chip

Le difficoltà nella catena di fornitura andranno avanti anche nel 2022

Dopo un 2020 piuttosto redditizio in cui le vendite delle Switch sono state molto buone, Nintendo sta affrontando la conosciuta carenza di hardware che ha già messo in difficoltà la produzione hi-tech (ma anche automotive) a livello globale. Per l’anno finanziario in corso, il colosso giapponese ha fissato un obiettivo di 25,5 milioni di vendite di hardware, in calo rispetto ai 28,83 milioni dello stesso periodo nel 2020.

In prima parte poteva sembrare che ciò dipendesse da un calo della domanda ma secondo le ultime analisi, la conseguenza è sempre la scarsità di hardware proveniente dai fornitori di tecnologia in Oriente. Nel suo più recente rapporto finanziario Nintendo ha nuovamente riconosciuto le sfide dei vincoli di approvvigionamento, insieme ai continui problemi legati alla pandemia di Covid. La società ha costantemente affermato che le sue proiezioni dipendono dalla capacità di mantenere i suoi obiettivi di produzione intatti.

Cosa aspettarsi nel 2022

“Per quanto riguarda il rischio aziendale, l’impatto esteso sia del Covid-19 che della carenza globale di semiconduttori crea uno stato di continua incertezza, con la possibilità di un impatto futuro sulla produzione e sulla spedizione. Sebbene esistano questi e altri rischi imprevisti, continuiamo a prendere tutte le misure necessarie per un impatto minimo sul business” si legge in una nota ufficiale.

Parole rafforzate da recenti rapporti, secondo cui Nintendo ha faticato a soddisfare la domanda della Switch Oled in Giappone. Qui molti rivenditori hanno dovuto ricorrere a sistemi simili a lotterie, per assegnare le scorte limitate. Come detto, Nintendo non è sola in termini di problemi di produzione anche se probabilmente è stata colpita meno dei suoi rivali nel settore del gaming, in modo particolare Sony, con la PS5 che non riesce ancora a soddisfare la mole di richiesta a cui è sottoposta.

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