Cos’è il test visivo di Turing che Meta vuole superare

Cos’è il test visivo di Turing che Meta vuole superare

I prossimi visori VR del gruppo guidato da Zuckerberg renderanno indistinguibile la realtà virtuale dall’ambiente fisico

Meta è oramai fissata sul metaverso. E, per raggiungere tale obiettivo, necessita di sviluppare visori di realtà virtuale migliori, sia nell’hardware che nel software. L’obiettivo, secondo l’amministratore delegato Mark Zuckerberg, è creare qualcosa che possa superare il “test visivo di Turing”, ovvero il punto in cui la realtà virtuale è praticamente indistinguibile dal mondo reale. Questo è il Santo Graal per gli appassionati di VR, ma per i critici di Meta, è un altro segnale preoccupante che l’azienda vuole possedere la realtà stessa (anche se Zuckerberg dice di non voler possedere completamente il metaverso).

Come spiegato da Zuckerberg e Michael Abrash, Chief Scientist di Meta’s Reality Labs, la creazione del visore VR perfetto implica il perfezionamento di quattro concetti di base. Innanzitutto, devono raggiungere un’alta risoluzione in modo da poter avere una visione 20/20 VR (senza bisogno di occhiali da vista). Inoltre, i device richiedono una profondità focale e un rilevamento degli occhi variabili, in modo da poterti concentrare facilmente su oggetti vicini e lontani; oltre a correggere le distorsioni ottiche inerenti agli obiettivi attuali. 

Infine, Meta deve portare l’HDR, o gamma dinamica elevata, sui visori per offrire luminosità, ombre e profondità del colore più realistiche. Più della risoluzione, l’HDR è uno dei motivi principali per cui i moderni televisori e i monitor dei computer hanno un aspetto migliore degli LCD di dieci anni fa. E, naturalmente, l’azienda deve racchiudere tutti questi concetti in un visore leggero e facile da indossare. Nel 2020, Facebook Reality Labs ha sfoggiato il concept di un paio di occhiali VR con lenti olografiche, che sembravano occhiali da sole oversize. Basandosi su quel concetto originale, la società ha presentato il prototipo Holocake 2, il suo visore VR più sottile di sempre.

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Zuckerberg afferma che è un prototipo completamente funzionante che può far girare qualsiasi gioco VR mentre è collegato a un PC. “I display che corrispondono alla piena capacità della visione umana sbloccheranno alcune cose davvero importanti”, ha detto Zuckerberg in un briefing con i media. “Il primo è un realistico senso di presenza, ed è la sensazione di essere con qualcuno o in un posto come se ci fossi fisicamente. E data la nostra attenzione nell’aiutare le persone a connettersi, puoi capire perché questo è un grosso problema”. 

Il prossimo visore Cambria di Meta sembra essere un piccolo passo verso il raggiungimento della vera presenza VR, anche se quanto visto sinora lo fanno sembrare un piccolo aggiornamento rispetto a Oculus Quest 2. Pur ammettendo che il visore perfetto è lontano, Zuckerberg ha ben chiara la strada da seguire. E questo è già un punto di svolta fondamentale sulla via che conduce al metaverso.