
Vertiv e Digital Realty guidano l’evoluzione tecnologica e strategica del settore in Italia di fronte alle sfide poste dai workload HPC e dalla sostenibilità energetica
L’espansione delle infrastrutture digitali in Europa attraversa una fase di sprint, grazie alla crescente adozione dell’AI e dalla necessità di gestire densità di potenza molto elevate. L’Italia è uno dei centri di questo cambiamento infrastrutturale, come dimostra l’apertura del nuovo hub strategico di Digital Realty a Roma che prevede la fornitura di soluzioni di nuova generazione di Vertiv; un passaggio fondamentale per il consolidamento del nostro Paese quale snodo centrale nelle rotte dei dati del Mediterraneo.
L’integrazione di sistemi AI-ready richiede un cambio di paradigma nella progettazione dei data center, dove l’efficienza operativa si misura sulla capacità di implementare soluzioni di raffreddamento avanzate per sistemi High Performance Computing (HPC) e sulla gestione ottimale del Power Usage Effectiveness (PUE). La collaborazione tra Vertiv e Digital Realty evidenzia come il mercato italiano stia recependo le lezioni apprese nelle principali capitali europee, adattando le best practice internazionali alle specificità locali. L’evoluzione tecnologica non riguarda solo la capacità computazionale, ma anche la sostenibilità ambientale e la resilienza delle strutture a fronte di una domanda energetica in costante aumento. E, da questo punto di vista, l’intreccio tra hardware e gestione sistemica delle risorse è fondamentale.
Lo spiega Federico Mastroleo, Senior Sales Director, Colocation&Hyperscale EMEA di Vertiv, che chiarisce come il modello tradizionale di raffreddamento non sia più applicabile ai workload moderni: “I sistemi ad aria non sono più sufficienti”. L’esigenza nasce dall’incremento esponenziale della potenza richiesta per l’AI. Nelle applicazioni cloud standard, la densità media si attesta tra gli 8 e i 9 kW per rack. Con l’AI, la soglia di partenza sale a 30-40 kW. I nuovi standard di design devono supportare fino a 120-132 kW per singolo rack. Ecco allora la scelta del raffreddamento a liquido, una parte integrante dell’hardware. “È un tipo di gestione veramente efficiente dal punto di vista energetico, che cambia il registro. Il condizionamento non è più concepito solo a livello di sito, ma si spinge fino al chip”.
Per rendere le infrastrutture realmente “AI-ready”, Vertiv collabora direttamente con i leader del settore come NVIDIA: “Dobbiamo necessariamente collaborare in fase di ingegneria e design con i produttori di chip” afferma Mastroleo. “Non a caso, siamo stati i primi a ottenere la certificazione sull’architettura Blackwell di NVIDIA, con un reference design scalabile fino a 132 kW.”
È notizia di metà Marzo, la certificazione del più avanzato reference design basato sull’architettura Vera Rubin, l’NVIDIA Vera Rubin DSX AI factory Reference Design. Contestualmente è stato presentato il primo configuratore Digital Twins, denominato NVIDIA Omniverse DSX Blueprint, che consente la modellizzazione a livello di sistema di alimentazione elettrica, raffreddamento, controlli e servizi, grazie a building block interdipendenti, prima ancora dell’implementazione fisica.
“Al cuore di questo approccio vi è un’architettura a blocchi costruttivi scalabili, progettata attorno ai moduli infrastrutturali standardizzati da 12,5 MW, che Vertiv definisce Vertiv™ OneCore”, aggiunge Mastroleo.
La rapidità di crescita, il footprint multi-country e la strategicità degli investimenti in ambito AI rappresentano per Vertiv una sfida e un motivo di orgoglio nel supportare player ambiziosi e leader di data center a livello globale come Digital Realty. In questo contesto, l’Italia si conferma un Paese strategico per Vertiv, disponendo di ingegneri altamente qualificati e di un’organizzazione Service solida e strutturata, ospitando inoltre due Customer Experience Center e i propri centri di R&D.
Una collaborazione oltre la tecnologia
Alessandro Talotta, Managing Director Italy di Digital Realty, delinea una strategia geografica volta a posizionare l’Italia come uno degli hub più importanti per il transito del traffico internazionale. “Roma è stata scelta per la sua peculiarità geografica e la vicinanza al mare”, ha spiegato. Il manager precisa che l’obiettivo è recuperare un “gap europeo di un’infrastruttura praticamente inesistente”. Il progetto romano prevede un’infrastruttura da 35 megawatt di potenza, realizzata attraverso la riqualificazione di un ex sito industriale abbandonato, che fungerà da volano per un nuovo ecosistema digitale nel Centro-Sud. “Non creiamo solo infrastrutture ma un ecosistema che crea relazioni. Roma è stata studiata proprio per la sua posizione, oltre che per la densità di popolazione. Il data center sarà il volano di un nuovo percorso digitale”.
Sul fronte tecnologico, la collaborazione con Vertiv risulta centrale per la gestione di carichi di densità elevati richiesti dall’intelligenza artificiale. Ancora Mastroleo ricorda come per le applicazioni di AI o lo stesso training dei modelli di AI si stiano implementando sempre di più le GPU rispetto alle CPU. C’è poi il tema della sostenibilità e dell’efficienza energetica, prioritario per entrambi i player. Talotta ha richiamato le direttive europee che impongono il raggiungimento di un PUE (Power Usage Effectiveness) di 1,2, significativamente inferiore alla media mondiale attuale di 1,5. Oltre all’uso di energia rinnovabile, si lavora per il riutilizzo del calore generato dai data center, finalizzato al riscaldamento delle comunità locali, sebbene in Italia manchino ancora norme adeguate alla piena implementazione. “L’efficienza sta nel concetto di progetto stesso”, ha ribadito Mastroleo, citando l’uso dei digital twins per simulare l’impatto termico ed elettrico prima della costruzione fisica.
Il forte legame tra Vertiv e Digital Realty è richiamato da Talotta quando conferma che “c’è una conoscenza reciproca, che alimenta la nostra capacità di realizzare infrastrutture tecnologicamente avanzate. Vertiv è un partner perché con loro abbiamo eseguito un preciso lavoro di design. Condividiamo lo stesso obiettivo: quello di far crescere digitalmente le aree dove andiamo ad operare”. Una partnership che scavalca il tradizionale rapporto tra cliente e fornitore. “È un concetto di reale integrazione tra team a livello di progettazione”, sottolineano entrambi, “siamo pronti a investire molto di più in Italia, per connettere la pubblica amministrazione e la piccola e media impresa”.

































