Dalla sintesi delle norme alle checklist di audit, l’uso di modelli gratuiti si espande ma richiede governance, validazione delle fonti e gestione rigorosa dei dati
Il panorama normativo europeo degli ultimi anni ha imposto alle organizzazioni requisiti tecnici e organizzativi articolati e spesso sovrapposti. Mantenere un quadro aggiornato degli obblighi e implementarli non è operazione semplice. La disponibilità di strumenti di AI generativa gratuiti può agevolare questo processo.
ChatGPT, Gemini e molti altri si aggiornano costantemente, replicando le funzionalità dei concorrenti, con un livellamento che rende l’esperienza d’uso molto simile: una chat, un prompt, una risposta. Fanno eccezione strumenti con vocazioni specifiche: NotebookLM privilegia l’analisi dei documenti dell’utente; Perplexity sintetizza decine di fonti online in una risposta originale.
Ho dedicato tre libri all’uso professionale di questi strumenti: il primo all’audit, il secondo all’analisi delle normative, il terzo alla gestione dei rischi della supply chain. In ciascuno di questi ambiti, la scelta dello strumento più adatto dipende fortemente dalla natura del compito: non esiste uno strumento migliore in assoluto, ma strumenti più o meno indicati per specifiche attività in un determinato periodo. A causa della continua evoluzione infatti, fare meglio degli altri in un determinato ambito è solo una questione temporanea. Per questo motivo, consiglio di utilizzarne più di uno, approccio praticabile lavorando con le versioni gratuite, e di effettuare una formazione continua, anche grazie alla presenza di canali YouTube gratuiti sul tema.
Le applicazioni pratiche
Al di là degli usi specialistici, che spaziano dal confronto fra normative alla sintesi delle stesse, dalla creazione di policy e procedure alla generazione di checklist di audit, fino alla formazione e alla gestione dei rischi, questi strumenti offrono un valore aggiunto anche in attività di carattere generale. Non serve alcun manuale: è lo strumento stesso a spiegare come si usa.
La creazione dei prompt
Interrogare efficacemente un sistema di AI generativa è diventata una competenza a sé stante, anche se, a mio avviso, vi è una esagerata sopravvalutazione di questo aspetto. È vero che il risultato dell’output prodotto dai modelli è condizionato dalla qualità del prompt, ma è anche vero che si può chiedere direttamente a qualsiasi modello di creare esso stesso il prompt ideale con cui ottenere un determinato risultato.
I limiti da considerare
Il rischio principale sul fronte della riservatezza è che le informazioni inserite nei prompt o nei documenti allegati vengano usate per addestrare il modello. Più complesso, il tema della privacy. Utilizzare dati personali, sia online o in locale, può comportare violazioni normative, in quanto la profilazione e il trattamento dei dati sono regolamentati in modo specifico. Chi vuole una garanzia assoluta può installare modelli in locale: ne esistono diversi gratuiti e adatti a varie potenze di calcolo. In alternativa può acquisire uno spazio dedicato sul cloud del fornitore. Per quanto attiene gli aspetti legati alla privacy o si anonimizzano i dati oppure è necessario mettere in atto tutti gli adempimenti previsti dalla normativa. In ogni caso è sconsigliabile usarli su strumenti online.
Gli errori rappresentano un problema strutturale: questi sistemi forniscono sempre una risposta anche senza informazioni sufficienti, producendo le cosiddette allucinazioni. La qualità dipende inoltre dalle fonti: il modello, i documenti allegati o le ricerche online. Queste ultime sono le più rischiose. Per ridurre il problema è consigliabile usare questi strumenti solo nelle materie in cui si è già esperti e confrontare le risposte di sistemi diversi.
Perché usare più strumenti contemporaneamente
Le versioni gratuite hanno limitazioni per incentivare l’abbonamento. Fanno eccezione strumenti come NotebookLM o diversi prodotti cinesi, i cui limiti delle versioni gratuite sono così elevati che difficilmente si superano. È comunque possibile superare i limiti usando più account. Anche l’uso simultaneo di più strumenti, supera i limiti delle versioni gratuite e aumenta la confidenza nelle risposte sfruttando le specificità di ciascuno. I risultati dipendono spesso più dal prompt che dallo strumento: una richiesta generica produce esiti molto diversi, mentre specificare ad esempio che una checklist deve contenere almeno 100 domande li rende più omogenei. La qualità del prompt rimane il fattore determinante.
Giancarlo Butti Comitato scientifico CLUSIT


































