Gestione operativa, trasformazione e protezione: Kyndryl attualizza l’IT tra legacy, cloud e cybersecurity. Da realtà consolidata a protagonista della modernizzazione
La nuova realtà di Kyndryl sotto la sapiente guida di Paolo Degl’Innocenti – manager di lunga data con solide esperienze nel mondo dello sviluppo e della commercializzazione del software e dei servizi – sta affrontando il delicato tema della modernizzazione dei sistemi legacy quale sfida del business digitale Varata alla fine del 2021 con la quotazione al NYSE, Kyndryl conta 70mila collaboratori in 60 sedi in tutto il mondo. In Italia, il blasonato system integrator mette a disposizione dei suoi clienti 1700 esperti in servizi di progettazione, gestione operativa e ammodernamento di infrastrutture IT. Nel costante allineamento tra business e infrastrutture digitali, entra prepotentemente il tema della gestione dei rischi e delle minacce cyber, una missione che il presidente di Kyndryl Italia considera come una vocazione naturale.
DALLO STACK ALLE COMPETENZE
«Kyndryl nasce su una solida base tecnologica. L’obiettivo è rafforzare l’offerta» – racconta Degl’Innocenti. «Nei primi nove mesi, assumiamo circa 600 persone. In un anno, raggiungiamo 700 certificazioni nei principali ambienti cloud». Questa iniezione di know-how – come sottolinea Degl’Innocenti – contribuisce alla creazione di un Security Operations Center di assoluta eccellenza. «Da subito la nostra visione si basa sul fatto che cloud e sicurezza non sono due dimensioni separate. E così decidiamo di sviluppare a Roma una centrale in grado di coprire tutte le esigenze di sicurezza dei clienti».
Nel giro di due anni, Kyndryl può contare su oltre 60 referenze che scelgono di affidare al nuovo player la protezione dei loro asset IT. Un successo – come spiega Degl’Innocenti – che i vertici aziendali a livello globale premiano all’inizio del 2026 con la nascita del Security Briefing Center – estensione del SOC – attraverso il potenziamento di piattaforme e strumenti di cybersecurity. «Il cloud non è solo sinonimo di modernizzazione e standardizzazione, ma significa anche accompagnamento della crescita delle imprese. Protezione e continuità sono al centro di questo percorso». Sul fronte della resilienza, Kyndryl consolida una posizione di forza grazie a competenze specialistiche e centri dedicati al disaster recovery. L’integrazione con la cybersecurity porta l’area sicurezza ai vertici del portafoglio servizi sia in Italia sia a livello globale.
RUN, TRANSFORM AND SECURE
Nell’attuale quadro competitivo, il fabbisogno di sicurezza non accenna a diminuire, premiando soprattutto chi può anche garantire una certa capacità di scala. Da un lato i fornitori storici sono messi sotto pressione da clienti che chiedono livelli di servizio adeguati. Dall’altro i modelli tradizionali vengono messi in discussione dai decisori aziendali che, consapevoli della sfida della modernizzazione continua, concentrano le risorse e finiscono per esternalizzare i SOC aziendali. «La combinazione di questi due elementi rafforza la fiducia nell’area della sicurezza e della resilienza, che si conferma un importante driver di crescita per il prossimo anno fiscale» – dichiara Degl’Innocenti. «La modernizzazione digitale sicura rappresenta la principale leva competitiva».
In pochi anni, Kyndryl si trasforma radicalmente e lancia Kyndryl Consult, in crescita a doppia cifra. «Il successo nei servizi gestiti ci permette di consolidare la conoscenza del “run”, dell’operatività IT dei clienti. L’ambizione è di intercettare il “transform”, integrando gestione e trasformazione in un’unica capability. Per farlo, abbiamo attinto al mercato delle competenze e investito in un upskilling interno, rafforzando così la nostra dimensione consulenziale».
COME MISURARE LA PRONTEZZA
Nel giro di 18 mesi, Kyndryl ridisegna i propri sistemi IT, offrendo un esempio concreto di approccio “run and transform”. Il patrimonio applicativo legacy, composto da 1800 applicazioni custom – molte in ambiente mainframe – si riduce a circa un sesto, grazie all’introduzione di piattaforme standard che gestiscono ciclo attivo e passivo e HR.
Un’altra piattaforma standard supporta la collaborazione interna, mentre i mainframe legacy vengono dismessi a favore di una migrazione completa sul cloud pubblico. Come sottolinea Degl’Innocenti, questo modello abilita Kyndryl a dialogare con i clienti su due piani paralleli: l’operatività e la trasformazione.
Dal 2024, l’azienda conduce un’indagine intervistando i C-level di 3700 aziende a livello globale che confluisce nel Kyndryl Readiness Report, che misura la loro percezione sull’adeguatezza dello stack tecnologico rispetto alla rivoluzione dell’intelligenza artificiale. L’indagine interroga i manager in ambito esecutivo, operativo, finanziario. «Nel report di quest’anno – spiega Degl’Innocenti – emergono due principali freni all’adozione. Da un lato il gap di competenze e l’adattamento della forza lavoro. Dall’altro il peso delle infrastrutture legacy ormai obsolete, che nel 60% dei casi non risultano più adeguate a proteggere le aziende dai rischi futuri».
COME SUPERARE IL LEGACY
Il risvolto culturale dello studio – sottolinea il presidente di Kyndryl Italia – è che la valutazione della “prontezza” e della capacità di innovazione non riguarda solo i responsabili IT. «La modernizzazione dell’IT arriva direttamente nei consigli di amministrazione. Il fattore tecnologico ridefinisce il perimetro competitivo e spinge le decisioni di investimento». Sono tre le direttrici principali, che definiscono i diversi approcci: modernize on, integrate with e move off. La prima indica l’aggiornamento delle infrastrutture legacy esistenti, intervenendo sui sistemi già in uso per migliorarne prestazioni, sicurezza e scalabilità senza sostituirli completamente.
La seconda rappresenta un modello ibrido, in cui il legacy viene mantenuto ma integrato con nuove piattaforme cloud e digitali. La terza è l’opzione più radicale, che prevede l’abbandono dei sistemi esistenti e la migrazione verso nuove infrastrutture cloud-native, con la sostituzione integrale del legacy.
Per questi progetti mirati, Kyndryl mette a disposizione le sue risorse interne e la sua rete di partner qualificati, adottando metodologie avanzate basate su AI agentica, che accelera l’analisi delle relazioni tra dati e processi e supporta la riprogettazione delle applicazioni. Tra le referenze più recenti, emerge il caso Alpitour World, che ha completato in 16 mesi la migrazione in cloud delle proprie procedure, contestualmente riscritte in linguaggi più moderni. «L’intervento segna il passaggio da un sistema informativo monolitico a una piattaforma modulare, progettata per essere gestita in logica evolutiva e non più solo manutentiva» – spiega Degl’Innocenti. «Il nuovo assetto rafforza sicurezza e resilienza e apre concretamente all’innovazione, grazie a un’architettura più flessibile e scalabile. Sul piano gestionale, la trasformazione rende i costi più trasparenti e l’intero ecosistema IT più leggibile e governabile».


































