L’IA entra nella realtà operativa: solo chi è pronto potrà adottarla su larga scala

L'IA entra nella realtà operativa: solo chi è pronto potrà adottarla su larga scala

Due terzi delle organizzazioni industriali hanno attivato progetti IA in ambienti operativi fisici (physical IA)

Cisco ha pubblicato la ricerca State of Industrial AI Report, per capire se e quanto sta accelerando l’impiego di tecnologie IA nelle infrastrutture fisiche – dalle fabbriche alle reti utility fino ai sistemi di trasporto.

I dati descrivono il percorso di adozione dell’IA in questi settori, evidenziando sia le sfide da affrontare nel momento in cui l’IA entra attivamente nell’operatività reale, sia le opportunità che nascono dall’integrazione di questa tecnologia.

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Condotta con metodologia in doppio cieco, la ricerca è stata estesa a 19 paesi, tra cui anche l’Italia, e 21 diversi settori industriali, coinvolgendo oltre 1.000 manager con potere decisionale rispetto alle tecnologie operative in 19 paesi, tra cui anche l’Italia, di 21 diversi settori industriali.  I risultati mostrano che l’IA sta generando vantaggi operativi misurabili in vari casi d’uso: automazione di processo, automazione dell’ispezione di qualità, manutenzione predittiva, logistica, previsioni energetiche.

Nonostante ciò, molte aziende colgono queste opportunità in modo limitato perché non sono ancora pronte per supportare l’utilizzo dell’IA nella produzione, in tempo reale e in ambienti fisici,  mostrando lacune a livello di infrastruttura di rete, cybersecurity e integrazione dei modelli operativi IT/OT.

“L’IA industriale sta uscendo dalla fase sperimentale per entrare in produzione, dove i sistemi IA rilevano dati, ragionano, agiscono sul mondo reale” ha dichiarato Vikas Butaney, SVP/GM of Secure Routing and Industrial IoT di Cisco. “In questa fase per il successo non conta tanto il modello che si usa, quanto il fatto che le reti, le soluzioni di sicurezza, il personale siano in grado di gestire un’IA che opera a livello edge, dinamica e scalabile. La ricerca dimostra che le organizzazioni in grado di compiere questo passaggio con fiducia sono quelle che considerano l’infrastruttura, la cybersecurity e la collaborazione tra personale IT e addetti alle tecnologie operative fondamentali, e non opzionali”.

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I dati principali dello studio State of Industrial AI Report

L’IA industriale non è più un progetto per il futuro bensì una tecnologia adottata attivamente: il 61% delle organizzazioni utilizza l’IA nell’operatività industriale reale, ovvero dove le prestazioni, l’affidabilità e la sicurezza hanno conseguenze dirette nel mondo fisico. Il 20% dichiara di avere già implementato l’IA su larga scala, in applicazioni considerate mature.

L’IA è utilizzata in particolare nei sistemi di visione, nella robotica, nella mobilità e nelle operazioni critiche a livello di sicurezza.  Riguardo ai casi d’uso, si distinguono le aziende del settore utility,  che prevedono di utilizzare l’IA nei prossimi anni in primis per migliorare i programmi di efficienza energetica e il coinvolgimento dei clienti, e a seguire per aumentare la cybersecurity delle reti e la capacità di individuare i guasti e risolverli.

La gran parte delle organizzazioni prevede di aumentare la spesa per l’IA (83%) e quasi nove su dieci si aspettano di ottenere risultati significativi dall’adozione dell’IA entro i prossimi due anni (87%).

Ostacoli e opportunità

Nonostante si stia verificando un’accelerazione, molti trovano difficile sostenere ed espandere i progetti IA: le capacità dell’infrastruttura di rete, la sicurezza e la disponibilità o meno di personale con le competenze necessarie determinano sempre di più la capacità di scalare in modo significativo l’utilizzo dell’IA negli ambienti fisici più importanti.

1) La “prontezza” dell’infrastruttura di rete è il fattore primario determinante per la scalabilità. Quando l’IA viene integrata in macchine, sensori, sistemi di visione e nell’automazione operativa, le esigenze aumentano su molti fronti: connettività affidabile, mobilità wireless, prevedibilità dei tempi di latenza, capacità di calcolo edge, energia. Il fatto che la rete garantisca quanto richiesto è ciò che consente o meno di adottare l’IA nel mondo fisico.

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–  Il 97% delle organizzazioni ritiene che i carichi di lavoro IA avranno un impatto sulla rete industriale;

– il 51% delle organizzazioni pensa che i carichi di lavoro IA renderanno più severi i requisiti di connettività e affidabilità delle reti industriali;

–  per il 96% il networking wireless è essenziale per abilitare l’IA.

In alcuni ambiti, come il manifatturiero, oltre la metà degli intervistati (il 56%) segnala che la scarsa affidabilità della connettività “senza fili” è l’ostacolo principale all’implementazione dell’IA in applicazioni operative che richiedono mobilità (es. gli AVG – i veicoli autonomi).

2) La cybersecurity influenza sia la rapidità sia la fiducia con cui si adotta l’IA. L’IA amplia la connettività e i flussi di dati negli ambienti industriali: la capacità di gestire tutto questo in modo sicuro rappresenta il maggiore ostacolo alla scalabilità. Allo stesso tempo, però, l’IA è anche vista come parte della soluzione al problema: la maggior parte degli interpellati ritiene che questa tecnologia rafforzerà le capacità di monitoraggio e individuazione dei rischi e la resilienza operativa.-

–  Il 98% dichiara che la cybersecurity è fondamentale per una infrastruttura AI -ready;-

–  il 40% afferma che la cybersecurity è il più grande ostacolo all’adozione dell’IA su più vasta scala;

–  l’85% ritiene che l’IA potrà aiutare a migliorare la postura di cybersecurity.

Quest’ultima opinione è condivisa con percentuali simili (rispettivamente 81% e 87%) nelle industrie del settore manifatturiero e nelle utility – mentre nel settore dei trasporti questa percentuale è inferiore, al 72%. In generale, il settore  del trasporti appare anche il meno propenso ad investire in applicazioni IA per la cybersecurity, che sono al quarto posto tra le priorità di investimento IA dichiarate.

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3) La collaborazione tra personale IT e addetti alle tecnologie operative è critica per portare l’IA su larga scala nell’ambiente fisico. Le organizzazioni in cui i team IT e OT collaborano di più hanno maggior fiducia nella loro capacità di espandere l’uso dell’IA, hanno reti più stabili che supportano l’operatività fisica e sottolineano con forza il valore della cybersecurity come requisito base, mettendo in luce l’esigenza di costruire anche le competenze necessarie per adottare l’IA in modo scalabile.

–  Il 57% degli interpellati afferma che nell’organizzazione c’è un certo livello di collaborazione tra team IT e OT;

–  Il 43% dichiara che la collaborazione è limitata o assente – in questo senso, si distingue il settore dei trasporti, dove la percentuale sale al 52%;

–  Nel 47% delle organizzazioni in cui i team IT e OT collaborano poco si cita l’instabilità della rete come principale sfida operativa da superare per estendere l’impiego dell’IA.