smeup: storia di una software house italiana

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Silvano Lancini, Executive President, e Dario Vemagi, General Manager di smeup

Dalla taverna di una casa in Franciacorta a uno dei principali gruppi italiani della Digital Transformation: la storia di smeup è un percorso di innovazione continua, crescita condivisa e visione imprenditoriale che ha trasformato un piccolo nucleo di sviluppatori in un player da 100 milioni di euro di fatturato, 710 professionisti e 2.600 clienti nel mondo.

La storia di smeup (La storia di smeup: dalla nascita ad oggi) racconta l’evoluzione di una software house nata in Franciacorta e diventata uno dei principali gruppi italiani specializzati nella trasformazione digitale delle imprese. Un percorso lungo oltre quarant’anni, costruito attraverso lo sviluppo di competenze proprietarie, una strategia di aggregazione e un’offerta che oggi comprende soluzioni ERP, piattaforme documentali, agenti di Intelligenza Artificiale, business analytics, cybersecurity e cloud. Un’evoluzione che oggi si traduce in numeri concreti: cento milioni di euro di fatturato, 710 professionisti, 2.600 clienti attivi in 29 Paesi e 21 sedi distribuite sul territorio nazionale.

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Le origini risalgono alla metà degli anni Ottanta. Il fondatore Silvano Lancini inizia la propria carriera come insegnante di matematica nelle scuole elementari, per poi orientarsi verso l’informatica, maturando esperienze in IBM e Panthera. Quando alcuni imprenditori bresciani gli propongono di sviluppare software per le loro aziende, nasce SMEA, il nucleo originario del gruppo: quattro dipendenti, nessun ufficio e una taverna di casa trasformata nella prima sede operativa.

Fin dall’inizio l’obiettivo va oltre la realizzazione di software: affiancare le imprese partendo dalla conoscenza dei loro processi e costruire relazioni di lungo periodo. «Credevo di non saper fare l’imprenditore, ma dovevo pagare quattro stipendi», ricorda oggi Lancini. Una responsabilità che diventa il punto di partenza di un modello fondato sulla vicinanza ai clienti e sulla crescita condivisa, e che negli anni si consolida in una cultura aziendale riconoscibile, fatta di continuità nelle relazioni e di attenzione costante ai bisogni reali delle imprese clienti.

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Un passaggio decisivo arriva nel 1998, quando smeup trasforma una relazione con una società concorrente, QUERY, in un progetto comune. Anziché procedere con una tradizionale operazione finanziaria, le due realtà mettono a fattor comune la proprietà del software sviluppato, dando vita a un modello di collaborazione basato sulla valorizzazione delle rispettive competenze. È un principio che si rivelerà centrale anche nelle fasi successive di crescita del gruppo.

È così che l’aggregazione diventa uno dei motori della crescita. Con la nascita di smeup S.p.A. nel 2013, il gruppo avvia un percorso di acquisizioni e integrazioni volto ad ampliare le proprie competenze e la sua presenza sul mercato, preservando il patrimonio professionale delle aziende coinvolte. In meno di dieci anni le oltre trenta operazioni di M&A portano il fatturato da 10 a 100 milioni di euro, consolidando smeup come uno dei principali gruppi italiani della Digital Transformation.

Oggi smeup integra tecnologie proprietarie e servizi consulenziali per accompagnare le imprese lungo il percorso di innovazione. Dall’ERP alla gestione documentale, dal cloud alla cybersecurity fino all’intelligenza artificiale, le soluzioni del gruppo rendono più efficienti i processi produttivi, organizzativi e decisionali. La stessa intelligenza artificiale viene interpretata come uno strumento di supporto dell’intelligenza umana. Un collaboratore digitale specializzato, capace di alleggerire attività ripetitive, lasciando alle persone un ruolo sempre più centrale nell’interpretare informazioni, prendere decisioni e guidare il business.

Questa visione guida anche il piano industriale 2027-2030, che punta su un equilibrio tra crescita organica e acquisizioni mirate, con particolare attenzione allo sviluppo della proprietà intellettuale interna e al consolidamento dei 130 milioni di euro di fatturato previsti entro il 2030. Per il gruppo, la sovranità digitale significa progettare e governare tecnologie e competenze distintive, riducendo la dipendenza da piattaforme di terze parti e sviluppando soluzioni sempre più aderenti alle esigenze delle imprese, in un mercato in cui il controllo del know-how diventa un fattore competitivo sempre più determinante.

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L’evoluzione passa anche attraverso la governance. Nel tempo smeup ha costruito un modello di continuità manageriale basato su circa sessanta soci operativi e su una struttura pensata per garantire lo sviluppo dell’azienda oltre la figura del fondatore. Dal 2025 la direzione generale è affidata a Dario Vemagi, in una fase in cui il gruppo continua a rafforzare la propria organizzazione interna per sostenere i ritmi di crescita degli anni a venire.

La direttrice resta quella di quasi quarant’anni fa: crescere senza perdere il legame con le proprie radici, nello stesso spirito imprenditoriale che ha trasformato una taverna della Franciacorta in uno dei principali gruppi tecnologici italiani.