L’agentic commerce compie un passo verso l’adozione su larga scala. In occasione del Visa Payments Forum di Parigi, Visa ha annunciato il completamento delle prime transazioni commerciali in ambienti reali effettuate da agenti di intelligenza artificiale per conto dei consumatori presso merchant europei.
Si tratta di un’evoluzione significativa rispetto ai tradizionali proof of concept: gli agenti AI sono ora in grado di selezionare prodotti, completare acquisti e autorizzare pagamenti operando su siti di e-commerce reali, all’interno dei limiti e delle istruzioni definite dal titolare della carta.
L’iniziativa coinvolge oltre trenta istituti finanziari europei, tra cui Nexi Group, Barclays, BBVA, ING, Klarna e Revolut, oltre a merchant come lastminute.com, Frasers, Cleverbridge e BrickDepot.
Dalla sperimentazione all’operatività
Le nuove funzionalità sono abilitate dalla piattaforma Visa Intelligent Commerce, l’ecosistema con cui il circuito di pagamento punta a rendere scalabile il commercio basato su agenti AI.
Nello scenario illustrato da Visa, l’agente intelligente può ricercare prodotti, confrontare offerte, selezionare gli articoli e completare l’acquisto rispettando preferenze, budget e parametri definiti preventivamente dal consumatore.
L’elemento distintivo non è tanto l’utilizzo dell’intelligenza artificiale, quanto la possibilità di integrarla con un’infrastruttura di pagamento conforme ai requisiti normativi europei e progettata per mantenere il controllo finale nelle mani dell’utente.
Un’infrastruttura di fiducia per gli agenti AI
Uno degli aspetti più interessanti dell’iniziativa riguarda la creazione di un modello di fiducia condiviso tra banche, esercenti e agenti software.
Per consentire ai merchant di riconoscere gli agenti autorizzati, Visa introduce due componenti infrastrutturali:
- Trusted Agent Protocol (TAP);
- Agent Directory.
L’obiettivo è fornire agli esercenti un sistema standardizzato per verificare l’identità degli agenti AI e distinguerli dal traffico automatizzato non autorizzato.
Secondo Visa, il protocollo può essere integrato nei sistemi esistenti senza modificare l’infrastruttura di e-commerce, operando insieme agli attuali framework di gestione del rischio e delle policy di sicurezza.
L’implementazione è supportata anche da operatori infrastrutturali come Cloudflare e Akamai, chiamati a integrare queste funzionalità direttamente nei servizi che proteggono i siti web.
Passkeys per autenticare gli acquisti degli agenti
Dal lato delle banche, il ruolo centrale è svolto da Visa Payment Passkeys, la soluzione che consente di autenticare in modo sicuro le transazioni avviate dagli agenti AI.
Ogni operazione rimane collegata a un consumatore verificato e viene eseguita esclusivamente entro i limiti autorizzati dall’utente, mantenendo la conformità ai requisiti europei di Strong Customer Authentication (SCA) previsti dalla PSD2.
L’approccio punta a risolvere uno dei principali ostacoli all’adozione dell’agentic commerce: garantire che l’autonomia operativa degli agenti non comprometta sicurezza, responsabilità e controllo da parte del titolare del pagamento.
Un nuovo modello per il commercio digitale
Per Visa, il progetto rappresenta la fase operativa del programma globale Agentic Ready, attraverso il quale il circuito sta definendo standard, infrastrutture e modelli di interoperabilità necessari allo sviluppo del commercio basato su agenti AI.
Secondo l’azienda, il modello potrà essere esteso progressivamente a numerosi settori, tra cui viaggi, retail ed e-commerce, fino ad arrivare agli scenari B2B, nei quali gli agenti intelligenti potrebbero automatizzare processi di acquisto aziendali, procurement e gestione delle forniture.
La sfida non riguarda quindi soltanto l’intelligenza artificiale, ma la costruzione di un’infrastruttura condivisa che permetta agli agenti software di operare come nuovi soggetti del commercio digitale, mantenendo elevati livelli di sicurezza, trasparenza e conformità normativa.


































