L’Antitrust Ue punta il dito su Android

Secondo il Financial Times l’Unione Europea starebbe indagando sui metodi di distribuzione delle licenze di Android. Pare che Google abbia usato pratiche non concorrenziali per favorire il suo prodotto sul mercato

Pare che il Commissario alla concorrenza Joaquin Almunia abbia finalmente deciso di appurare se le accuse mosse dal Consorzio FairSearch siano vere o meno.

Il gruppo, che raccoglie grandi aziende come Apple e Microsoft, accusava Google di utilizzare Android, che è tuttora preda di uno dei virus più sofisticati, per rubare i dati degli utenti e di venderne sottocosto le licenze per favorirlo sul mercato. Il Financial Times riferisce che l’Antitrust europeo ha inviato un questionario di 23 pagine ai produttori di smartphone per chiedere chiarimenti sul comportamento di Big G.

Le accuse mosse a Google

Google è accusata di aver venduto le licenze di Android a prezzi non concorrenziali e di costringere i produttori ad installare pacchetti aggiuntivi di app come Gmail e Google Maps. Addirittura sembrerebbe che Big G abbia fatto pressioni affinché la distribuzione dei prodotti delle aziende rivali fossero ritardate. Questa strategia gli avrebbe permesso di raggiungere un’utenza mondiale pari al 64%. Accuse molto simili sono state mosse anche ad Apple.

Google ha così risposto in una nota all’ipotesi di un’idagine da parte dell’Ue: “Android è una piattaforma aperta che favorisce la concorrenza. I produttori di dispositivi, gli operatori e gli utenti possono decidere in che modo utilizzare Android e questo vale anche per le applicazioni”. 

Google vs Ue

Google è alle prese con l’Antitrust europeo già dal 2010, quando fu accusato favorire illecitamente i suoi servizi sul proprio motore di ricerca. Recentemente Mountain View aveva proposto di etichettare i risultati per garantire maggiore trasparenza per l’utente ma il Commissario Almunia ha ritenuto che Big G potrebbe fare molto di più.

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