Tim Cook svela le strategie future di Apple alla D11 Conference

Il CEO di Apple ha parlato dei prossimi progetti di Cupertino: iWatch, iOS 7, integrazione fra hardware e software e apertura agli sviluppatori

Nonostante in molti siano convinti che Tim Cook sarà presto sostituito, il CEO di Apple rimane ancorato alla sua poltrona e alla D11 Conference, l’evento organizzato dal blog di tecnologia del Wall Street Journal All Things Digital, ha svelato in parte le strategie future di Cupertino. Come sempre il numero uno di Apple non si è particolarmente sbilanciato, ma alcune sue considerazioni rivelano sviluppi interessanti.

Come sta Apple?

La prima domanda rivolta a Cook ha riguardato ovviamente lo stato di salute dell’azienda. Il CEO ha assicurato che Apple sta benissimo, come dimostrano profitti e cash flow, e che l’unica cosa che disturba azionisti e management sono le fluttuazioni del mercato. L’importante, secondo Cook, rimane realizzare prodotti all’altezza e tutto verrà di conseguenza.

Il successore di Steve Jobs, che con una e-mail ha in pratica confermato il cartello degli e-book creato da Apple, è ritornato sulle accuse di evasione fiscale da parte del Governo USA e ha sottolineato come una tassazione minore permetterebbe di riportare i capitali negli Stati Uniti. Cook ha anche spiegato che l’enorme quantità di contante nelle tasche di Apple, ottenuto anche attraverso l’emissione di obbligazioni, viene smaltita gradualmente attraverso acquisizioni, che non sempre vengono annunciate. L’obiettivo di Apple è ottenere know how e non fare un acquisto shock a scopo pubblicitario. A tal proposito non molto tempo fa si parlava dell’acquisizione di Intel.

I cambi al vertice

Cook non ha voluto rispondere direttamente alle domande sul perché dell’allontamento da Cupertino di Scott Farstall, ex vicepresidente per iOS. “Non parlo di chi non è presente”, ha affermato il CEO di Apple. Durante l’intervista Cook ha comunque spiegato che il cambio al vertice è servito a creare un gruppo più unito, senza troppi personaggi individualisti, ideale per creare quella convergenza che differenzia Apple dai concorrenti. La nomina di Jony Ive a capo della Human Interface, deve appunto essere letta in questo senso. Al nuovo manager spetta infatti il compito di fondere servizi, hardware e software in prodotti che siano subito riconoscibili come “made in Cupertino”.

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Le novità in casa Apple: wearable computing e iOS 7

Cook ha poi accennato ai nuovi prodotti in cantiere a Cupertino. “Abbiamo dei piani incredibili su cui stiamo lavorando da un po’. Idee incredibili. La stessa cultura che vi ha portato l’iPhone e l’iPad e l’iPod e in parte anche gli stessi che vi hanno portato il Mac. Sono ancora lì…”, ha affermato il CEO. Nulla è stato confermato ma molto è stato lasciato sottinteso in attesa della WWDC del 10 giugno. Durante l’intervista Cook non ha parlato di Apple iTV, iPhone 5S, iPhone 6 o di un modello di smartphone low cost ma ci si aspetta che all’evento organizzato da Apple saranno presentati iOS 7 e qualcosa legato al wearable compunting. Cook non ha parlato esplicitamente di iWatch ma ha affermato che il settore dei computer indossabili è di grande interesse ma bisogna capire come renderlo appetibile. L’idea di un paio di occhiali in stile Google Glass è stata scartata perché sarebbe troppo “invasiva” per il look degli utenti. L’idea di un braccialetto, o di un orologio SMART, sembra quindi molto più realistica.

Infine, Cook ha lasciato intendere che Apple lascerà più margine di manovra agli sviluppatori. Ciò significa che developers di terze parti potranno interagire in modo più approfondito con iOS e “aggiungere features” ma con ciò non si intende l’adozione di un modello libero come quello utilizzato da Android.