Trapianto di midollo, nuovo protocollo consente la donazione dai genitori ai figli

Al Bambin Gesù di Roma è stato introdotto un nuovo protocollo che prevede, in caso di assenza di donatori compatibili, il trapianto del midollo dai genitori ai figli

“La tecnica – spiega Alice Bertaina, responsabile dell’unità trapianti di midollo del Bambin Gesù – consiste nel ripulire le cellule staminali del donatore, che può essere indifferentemente uno dei due genitori, eliminando solo quelle cattive che causano le principali complicazioni, ma preservando, allo stesso tempo, una grande quantità di cellule buone che proteggono il paziente dalle infezioni, soprattutto nei primi mesi successivi al trapianto. Questo metodo di trapianto di cellule staminali – aggiunge la studiosa – consente di avere oltre il 90% di probabilità di cura definitiva, e di ottenere una percentuale di successi confrontabile a quella che si aveva cercando un donatore compatibile”.

Una tecnica innovativa

Si tratta di un nuovo sistema sperimentato finora su circa 70 bambini affetti da leucemie e su una trentina di piccoli pazienti affetti da malattie rare che coinvolgono il sangue o il sistema immunitario, come la talassemia, l’immunodeficienza severa, o l’anemia di Fanconi.

“Si tratta di una tecnica innovativa di ingegneria dei trapianti di midollo che, in assenza di donatore compatibile, consente il trapianto dai genitori ai figli”, illustra Franco Locatelli, responsabile del reparto di Oncoematologia e medicina trasfusionale dell’ospedale della Santa Sede.

“Il protocollo messo a punto nei nostri laboratori – annuncia Bruno Dallapiccola, direttore scientifico dell’ospedale romano – rappresenta una pietra miliare nella terapia di molte patologie del sangue ed è destinato a incidere radicalmente sulla loro storia naturale”.

Una chance di guarigione

I bambini sottoposti a trapiando di midollo da donatore esterno sono stati 125 in Italia nel 2013. Grazie a questa nuova procedura, secondo quanto dicono gli esperti, almeno altri 40 bambini l’anno destinati a vivere in dipendenza cronica da trasfusioni, avranno la possibilità di guarire definitivamente. “Con questa tecnica possiamo offrire a tutti la speranza di un trapianto efficace per diversi tipi di malattie – conclude Locatelli -. Nonostante i registri dei donatori volontari di midollo osseo, che contano ormai più di 20 milioni di iscritti, e le banche di sangue cordonale e placentare, pari a 600mila unità in tutto il mondo, infatti, il 30-40% dei pazienti non riesce ancora a trovare un donatore idoneo”.

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