car sharing – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Sun, 07 Oct 2018 16:53:24 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png car sharing – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 App per il car sharing: secondo Kaspersky Lab le mancanze sul fronte sicurezza le rendono vulnerabili ai cyberattacchi https://www.datamanager.it/2018/07/app-per-il-car-sharing-secondo-kaspersky-lab-le-mancanze-sul-fronte-sicurezza-le-rendono-vulnerabili-ai-cyberattacchi/ Thu, 26 Jul 2018 16:30:16 +0000 http://www.datamanager.it/?p=152168 I ricercatori di Kaspersky Lab hanno preso in esame il livello di sicurezza di tredici applicazioni per il car sharing di famosi produttori in tutto il mondo, compresi quelli di Russia, Stati Uniti ed Europa Le applicazioni sono progettate per rendere le nostre vite più facili e le transazioni più convenienti. Questo concetto ha fatto […]

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I ricercatori di Kaspersky Lab hanno preso in esame il livello di sicurezza di tredici applicazioni per il car sharing di famosi produttori in tutto il mondo, compresi quelli di Russia, Stati Uniti ed Europa

Le applicazioni sono progettate per rendere le nostre vite più facili e le transazioni più convenienti. Questo concetto ha fatto un passo avanti con l’avvento delle app dedicate al tema dello “sharing”, che sono in grado di fare di tutto, dal food delivery alla ricerca di un taxi, fino al car sharing: in generale si tratta della possibilità di utilizzare alcuni servizi in un modo più economico. Le app per il car sharing possono avere un grande valore per chi ha un reddito basso, permettendo di risparmiare su alcuni costi, come quelli correlati alla proprietà o al mantenimento di un veicolo. Possono, però, rappresentare anche un rischio a livello di sicurezza per i produttori e anche per gli utilizzatori.

Per avere un’idea dell’entità del problema, i ricercatori di Kaspersky Lab hanno deciso di testare tredici applicazioni per il car sharing, sviluppate dai principali produttori di diversi mercati, che – secondo le statistiche di Google Play – sono state scaricate oltre un milione di volte. La ricerca ha svelato che ciascuna delle app esaminate conteneva diversi problemi sul fronte della sicurezza. Inoltre, i ricercatori hanno scoperto che gli utenti malintenzionati stanno già ricavando profitti grazie ad account per applicazioni di car sharing rubati.

Si tratta di una situazione particolarmente preoccupante: alcune ricerche recenti, condotte da Kaspersky Lab e dedicate alle abitudini dei consumatori quando si parla di sicurezza delle loro app, hanno dimostrato che gli italiani, ad esempio, non giudicano pericolose le app dedicate allo “sharing”, come invece accade per quelle legate ai social media, alla messaggistica e alle app bancarie: meno del 10,06% delle persone coinvolte dal sondaggio, infatti, ha valutato questo tipo di app come inaffidabili*.

Tra le vulnerabilità scoperte a livello di sicurezza:

  • La mancanza di meccanismi di difesa dagli attacchi di tipo “man-in-the-middle”. Questo significa che, mentre un utente crede di essere collegato a un sito web legittimo, il traffico viene a tutti gli effetti reindirizzato verso il sito dei cybercriminali, permettendo loro di raccogliere qualunque tipo di dato personale inserito dalla vittima (come login, password, PIN, ecc.)
  • La mancanza di meccanismi di difesa dal “reverse engineering” di una app. I cybercriminali potrebbero comprendere il funzionamento di una app e individuare una vulnerabilità che permetta loro di ottenere l’accesso all’infrastruttura lato server.
  • L’assenza di tecniche di “rooting detection”. I permessi di root possono mettere a disposizione di utenti malintenzionati funzionalità quasi illimitate, lasciando la app priva di difese.
  • La mancanza di protezione contro le tecniche di overlay delle app. Questo aiuta le app dannose a mostrare finestre di phishing e a rubare le credenziali degli utenti.
  • Il fatto che meno della metà delle applicazioni richiede password complesse agli utenti: questo significa che i cybercriminali possono attaccare la vittima attraverso un semplice attacco di tipo “forza bruta”.

In caso di successo, un attaccante può ottenere in modo discreto il controllo del veicolo o usarlo per scopi illeciti – come viaggiare gratuitamente o spiare gli utenti, fino ad arrivare al furto del veicolo stesso o delle sue informazioni, e addirittura arrivare a scenari più preoccupanti, come il furto di dati personali degli utenti e la successiva vendita sul mercato nero per ottenerne un guadagno economico. Tutto questo potrebbe portare i criminali ad attuare azioni illegali e anche pericolose sulle nostre strade, usando identità di altri come copertura.

“Le nostre ricerche hanno concluso che, allo stato attuale, le applicazioni per i servizi di car sharing non sono pronte a resistere a possibili attacchi malware. Non abbiamo ancora rilevato casi di attacchi sofisticati contro i servizi di car sharing, ma i cybercriminali comprendono bene il valore che hanno questo tipo di app; le offerte già presenti sul mercato nero indicano che i fornitori non hanno il tempo per rimuovere le possibili vulnerabilità”, ha commentato Morten Lehn, General Manager Italy di Kaspersky Lab.

I ricercatori di Kaspersky Lab consigliano agli utenti che usano le app per il car sharing di seguire alcuni consigli per proteggere le auto che usano e i propri dati privati da possibili attacchi informatici:

  • Non eseguire il root del proprio dispositivo Android; potrebbe dare funzionalità quasi illimitate alle app dannose;
  • Aggiornare sempre il sistema operativo del proprio dispositivo, per ridurre le vulnerabilità del software e diminuire il rischio di possibili attacchi;
  • Installare una soluzione di sicurezza testata, in modo da proteggere il dispositivo dai cyberattacchi.

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Uber controllerà i suoi driver in tempo reale https://www.datamanager.it/2018/07/uber-controllera-i-suoi-driver-in-tempo-reale/ Wed, 18 Jul 2018 14:47:59 +0000 http://www.datamanager.it/?p=151612 Uber ha deciso di monitorare la fedina penale e il comportamento dei suoi driver in tempo reale in modo da escludere gli autisti che commettono reati o violenze L’immagine di Uber nel mondo è molto cambiata nel corso degli ultimi mesi. L’app resta la più utilizzata per muoversi in città ma è stata anche coinvolta […]

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Uber ha deciso di monitorare la fedina penale e il comportamento dei suoi driver in tempo reale in modo da escludere gli autisti che commettono reati o violenze

L’immagine di Uber nel mondo è molto cambiata nel corso degli ultimi mesi. L’app resta la più utilizzata per muoversi in città ma è stata anche coinvolta in numero scandali. L’azienda di San Francisco è stata scoperta a spiare i movimenti degli utenti ben oltre il consentito e a utilizzare tecnologie all’avanguardia per sfuggire ai controlli delle autorità. Non solo, alcuni dei sui driver e persino l’ex numero uno e fondatore, Travis Kalanick, sono stati accusati di violenze e molestie. La CNN afferma che negli ultimi 4 anni sono 130 gli autisti di Uber finiti sotto processo e 31 di essi sono stati condannati. L’azienda di San Francisco, che ha ripreso a lavorare a Londra anche se a tempo determinato, aveva promesso in aprile che si sarebbe impegnata a effettuare più di un controllo all’anno per garantire la sicurezza dei passeggeri ma oggi il monitoraggio è diventato decisamente più accurato come imposto dal nuovo corso dettato dal CEO Dara Khosrowshahi.

Uber, che riprenderà ad agosto i test su strada per le self driving car, si concentrerà in particolare su indagini, pendenze penali in corso e condanne per reati violenti, abusi e molestie sessuali o altri crimini vari. Le persone che verranno scoperte avere pendenze con la legge non potranno ovviamente operare per l’app di ride sharing. Nel caso in cui questi venissero assolti o le accuse cadano potranno riavere l’autorizzazione al trasporto dei passeggeri.

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La Volkswagen offrirà servizi di car sharing a zero emissioni https://www.datamanager.it/2018/07/la-volkswagen-offrira-servizi-di-car-sharing-a-zero-emissioni/ Sat, 07 Jul 2018 12:00:38 +0000 http://www.datamanager.it/?p=150838 Servizi di mobilità a richiesta, in particolare car sharing, espandono l’offerta della piattaforma Volkswagen We Nel futuro, la marca Volkswagen offrirà ai suoi Clienti anche servizi di car sharing. Dal 2019, la piattaforma Volkswagen We comincerà a offrire in Germania servizi di mobilità a richiesta, in particolare il car sharing. Già nel 2020, questi servizi […]

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Servizi di mobilità a richiesta, in particolare car sharing, espandono l’offerta della piattaforma Volkswagen We

Nel futuro, la marca Volkswagen offrirà ai suoi Clienti anche servizi di car sharing. Dal 2019, la piattaforma Volkswagen We comincerà a offrire in Germania servizi di mobilità a richiesta, in particolare il car sharing. Già nel 2020, questi servizi verranno poi estesi ad altre città principali in Europa, America settentrionale e Asia. Questo l’annuncio del Membro del Consiglio d’Amministrazione per le Vendite Jürgen Stackmann durante un evento a Berlino.

“Siamo convinti che il mercato del car sharing abbia del potenziale. Perciò stiamo iniziando a entrare nel settore con un approccio olistico che copra tutti i bisogni di mobilità, dal breve spostamento di pochi minuti al viaggio delle vacanze. Le nostre flotte di veicoli a richiesta saranno composte solo di auto elettriche, fornendo così mobilità sostenibile a zero emissioni. Un modo intelligente di rendere più vivibili le aree urbane”, ha spiegato Jürgen Stackmann.

Oltre al car sharing, i servizi a richiesta potranno includere anche le cosiddette soluzioni di micromobilità. Con l’I.D. Cityskater e lo studio I.D. Streetmate, la Volkswagen ha presentato di recente innovativi dispositivi di mobilità elettrica per i centri urbani. In prospettiva, i servizi a richiesta della piattaforma Volkswagen We, che potrebbe anche essere utilizzata per fornire servizi quali app per il parcheggio, sono progettati per essere complementari alle soluzioni di mobilità offerte da MOIA.

I prodotti di MOIA si concentreranno soprattutto sul ride hailing (corse a chiamata) e sulla condivisione, il pooling.

I servizi di mobilità a richiesta disponibili sulla piattaforma Volkswagen We saranno gestiti dalla UMI Urban Mobility International GmbH di Berlino, una sussidiaria interamente di proprietà della Volkswagen AG guidata dal CEO Philip Reth. UMI ha cominciato a operare quest’anno con una squadra di circa 30 persone. Come ha commentato Philip Reth: “I nostri Clienti si aspettano una flotta ecosostenibile che li porti a destinazione velocemente e a un prezzo onesto; questa è esattamente l’esperienza che offriremo”.

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Uber, ad agosto riprendono i test per le self driving car https://www.datamanager.it/2018/07/uber-ad-agosto-riprendono-i-test-per-le-self-driving-car/ Tue, 03 Jul 2018 16:59:21 +0000 http://www.datamanager.it/?p=150585 Uber ripartirà in agosto con i test su strada per le self driving car. L’app ha stabilito nuove e più stringenti regole per evitare nuovi incidenti Uber è tra le aziende più all’avanguardia per quanto riguarda la guida autonoma ma ha dovuto sospendere i test su strada per le sue vetture dopo l’incidente mortale avvenuto […]

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Uber ripartirà in agosto con i test su strada per le self driving car. L’app ha stabilito nuove e più stringenti regole per evitare nuovi incidenti

Uber è tra le aziende più all’avanguardia per quanto riguarda la guida autonoma ma ha dovuto sospendere i test su strada per le sue vetture dopo l’incidente mortale avvenuto lo scorso marzo a Tempe, in Arizona. L’app di ride sharing non ha abbandonato l’idea di lanciare un servizio taxi senza conducente e in agosto riprenderà la sperimentazione dei suoi sistemi per self driving car non solo nello stato del sud ovest ma anche a Pittsburgh. L’azienda di San Francisco, che è tornata a lavorare liberamente a Londra, ha lavorato a stretto contratto con il National Transportation Safety Board, l’organismo federale che si occupa di indagare sulle cause degli incidenti, e ha stabilito regole più severe per evitare problemi alla guida.

Uber, che sta progettando un sistema per ridurre le tariffe di viaggio, non solo ha assunto l’ex presidente del NTSB, Christopher Hart, come suo consulente per la sicurezza ma anche annunciato ai dipendenti che verrà adottato un nuovo regolamento in 16 punti per i futuri test sulle self driving car. In primis, a bordo delle vetture ci sarà sempre un conducente umano in grado di prendere i comandi quando lo riterrà necessario. Inoltre, Uber introdurrà un secondo sistema di frenata automatica da affiancare a quello già installato sulle sue auto su suggerimento dell’autorità federale. Il sindaco di Pittsburgh ha poi richiesto alcune condizioni all’app di ride sharing prima di concedere il via libera ai test. Le self driving car ad esempio non potranno viaggiare a più di 40 chilometri all’ora.

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Uber torna a lavorare a Londra (per ora) https://www.datamanager.it/2018/06/uber-torna-a-lavorare-a-londra-per-ora/ Wed, 27 Jun 2018 16:59:51 +0000 http://www.datamanager.it/?p=150284 Uber ha riottenuto la licenza per poter operare a Londra ma potrà farlo solo per i prossimi 15 mesi. L’app prende tempo per poter raggiungere un accordo con le autorità cittadine Uber è l’app di ride sharing più utilizzata al mondo ma l’azienda di San Francisco non è particolarmente ben voluta né da tassisti, che […]

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Uber ha riottenuto la licenza per poter operare a Londra ma potrà farlo solo per i prossimi 15 mesi. L’app prende tempo per poter raggiungere un accordo con le autorità cittadine

Uber è l’app di ride sharing più utilizzata al mondo ma l’azienda di San Francisco non è particolarmente ben voluta né da tassisti, che la vedono come un nemico che sfrutta mezzi illegali, né da molti governi. In Italia ad esempio non è possibile accedere alla piattaforma UberPop mentre a Londra teoricamente non sarebbe possibile nemmeno prenotare le eleganti auto nere. Lo scorso settembre l’autorità per i trasporti della capitale della Gran Bretagna non ha rinnovato a Uber la licenza perché preoccupata dalla sua poca trasparenza in termini di trattamento dei dati degli utenti e per la sicurezza dei viaggiatori. L’app ha presentato ricorso e ha continuato a fornire il suo servizio in attesa della decisione dei giudici.

Il tribunale ha deciso di concedere a Uber una licenza di prova per la durata di appena 15 mesi contro i 4 anni di quelle dei servizi taxi classici. Il colosso del ride sharing, che sta testando una soluzione per abbassare le tariffe di viaggio, ha dovuto provvedere a dei cambiamenti per ottenere questo risultato. L’intero management della sede di Londra dovrà essere sostituito e inoltre dovrà essere nominata una commissione indipendente il cui compito sarà quello di monitorare le attività dei rider in città. Quest’ultimi, che in alcuni casi sono stati anche accusati di molestie e abusi ai danni dei passeggeri, subiranno controlli più serrati per evitare che guidino stanchi. Inoltre, l’app ha accettato di condividere con le autorità i dati sugli spostamenti delle sue vetture.

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Uber porta il bike sharing di Jump in Europa https://www.datamanager.it/2018/06/uber-porta-il-bike-sharing-di-jump-in-europa/ Fri, 08 Jun 2018 17:30:13 +0000 http://www.datamanager.it/?p=149259 Uber ha lanciato da qualche mese il suo servizio di bike sharing Jump negli USA. Il debutto in Europa partirà dalla Germania per poi estendersi ad altri Paesi Uber è la prima azienda nel settore del ride sharing e dopo aver conquistato le quattro ruote si prepara a fare lo stesso anche in quello delle […]

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Uber ha lanciato da qualche mese il suo servizio di bike sharing Jump negli USA. Il debutto in Europa partirà dalla Germania per poi estendersi ad altri Paesi

Uber è la prima azienda nel settore del ride sharing e dopo aver conquistato le quattro ruote si prepara a fare lo stesso anche in quello delle biciclette a noleggio. L’azienda di San Francisco, che aprirà a Parigi un centro specializzato nello sviluppo dei futuristici taxi volanti, ha acquisito poco tempo fa la startup di bike sharing Jump per una cifra vicina ai 100 milioni di dollari. Il servizio è già attivo negli Stati Uniti da qualche mese e presto debutterà anche in Europa a partire dalla Germania. “La nostra squadra sta lavorando alacremente per permettere il lancio di Jump partendo da Berlino al termine dell’estate – ha spiegato in una conferenza stampa il CEO dell’azienda di San Francisco, Dara Khosrowshahi – e nei nostri piani c’è l’avvio del servizio in altre città europee nei prossimi mesi”. Stando agli ultimi rumors, Jump potrebbe arrivare anche in Italia a partire dal prossimo autunno.

Jump è un servizio di mobilità di fascia alta che permette di accedere a biciclette con pedalata assistita. I mezzi dotati di GPS possono essere sbloccati utilizzando lo smartphone. Una volta arrivati a destinazione le bici devono poi essere riposte negli appositi spazi sparsi per la città. Per Uber, che sta preparando il debutto alla Borsa di Wall Street, sarà comunque piuttosto complicato imporsi in questo settore. In Europa infatti sono i servizi di bike sharing Made in China come Ofo e Mobike a dominare il mercato nonostante qualche problema con gli utenti incivili.

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Uber prepara il debutto alla Borsa di Wall Street https://www.datamanager.it/2018/06/uber-prepara-il-debutto-alla-borsa-di-wall-street/ Mon, 04 Jun 2018 17:30:52 +0000 http://www.datamanager.it/?p=148929 Il CEO di Uber ha confermato che l’azienda intende quotarsi a Wall Street entro la seconda metà del prossimo anno. L’azienda è valutata 72 miliardi di dollari Uber sembra aver superato i problemi che hanno caratterizzato gli ultimi anni della gestione dell’ex CEO e fondatore, Travis Kalanick. L’app di ride sharing è passata dalle proteste […]

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Il CEO di Uber ha confermato che l’azienda intende quotarsi a Wall Street entro la seconda metà del prossimo anno. L’azienda è valutata 72 miliardi di dollari

Uber sembra aver superato i problemi che hanno caratterizzato gli ultimi anni della gestione dell’ex CEO e fondatore, Travis Kalanick. L’app di ride sharing è passata dalle proteste dei tassisti alle accuse di sorveglianza illecita degli utenti e concorrenti fino alla scoperta di un sistema altamente tecnologico per eludere le indagini delle autorità. Poi sono arrivate le denunce di molestie sessuali e violenze ai danni dei riders. Il nuovo CEO Dara Khosrowshahi ha riportato la situazione alla normalità e come ha confermato a CNBC l’azienda è “a buon punto per quanto riguarda il suo profilo aziendale, i profitti e il miglioramento dei margini”. Tutto questo le consentirà di quotarsi in Borsa entro la seconda metà del 2019.

Uber, che aprirà in Francia un centro per lo sviluppo dei futuri taxi volanti, si sta preparando per la sua IPO (Offerta Pubblica di Acquisto) ma al momento non ha ancora avviato i contatti con le banche per avviare i processi preliminari necessari a presentare la propria domanda di quotazione. Quella dell’app di ride sharing non sarà un debutto in Borsa da record come quello di Facebook ma l’azienda suscita ancora l’interesse degli investitori. Al momento il valore della società, che ha dovuto sospendere i suoi test sulle auto a guida autonoma dopo la morte di un pedone, è stato stimato attorno ai 72 miliardi di dollari. Anche un’altra importante azienda si prepara a sbarcare in Borsa anche se non a Wall Street. Xiaomi intende quotarsi ad Hong Kong con una IPO che potrebbe superare i 100 miliardi di dollari.

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Uber apre in Francia un centro dedicato ai taxi volanti https://www.datamanager.it/2018/05/uber-apre-in-francia-un-centro-dedicato-ai-taxi-volanti/ Thu, 24 May 2018 16:59:59 +0000 http://www.datamanager.it/?p=148332 Uber aprirà a Parigi un centro dedicato allo sviluppo del progetto Elevate e ai taxi volanti. La struttura collaborerà anche con un ateneo locale e le istituzioni per sostenere la mobilità elettrica Uber ha dovuto sospendere negli Stati Uniti i suoi test su strada dedicati alle vetture a guida autonoma dopo un incidente mortale, ma […]

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Uber aprirà a Parigi un centro dedicato allo sviluppo del progetto Elevate e ai taxi volanti. La struttura collaborerà anche con un ateneo locale e le istituzioni per sostenere la mobilità elettrica

Uber ha dovuto sospendere negli Stati Uniti i suoi test su strada dedicati alle vetture a guida autonoma dopo un incidente mortale, ma non ha invece abbandonato l’idea di realizzare i primi taxi volanti. L’app di ride sharing aprirà a Parigi il primo Centro di Tecnologie Avanzate (ATCP) al di fuori degli USA. La struttura sarà inaugurata in autunno e si concentrerà sullo sviluppo del progetto Uber Elevate. “Nel corso dei prossimi cinque anni investiremo 20 milioni di euro nello sviluppo di nuove tecnologie e nuove competenze per portare avanti la nostra visione – ha spiegato l’azienda di San Francisco – Questo avrà inizio con lo sviluppo di sistemi di intelligenza artificiale e di gestione dello spazio aereo per supportare UberAIR su larga scala, la chiave per raggiungere l’obiettivo di avere i primi voli dimostrativi a Dallas, Los Angeles e una terza città internazionale entro 2020”.

Il progetto Uber Elevate prevede la realizzazione di velivoli controllati da remoto a decollo e atterraggio verticale che potranno ospitare fino a 4 passeggeri. L’obiettivo non è quello di sostituire le vetture tradizionali ma quello di fornire un’alternativa che possa ridurre il traffico nelle grandi città. Inizialmente i taxi volanti saranno guidati da personale umano o almeno fino a quando la tecnologia per la gestione autonoma del volo non sarà abbastanza evoluta. Il lancio ufficiale del servizio dovrebbe avvenire nel 2023.

“Con gli ingegneri di livello mondiale e un ruolo di primo piano nel settore dell’aviazione globale, la Francia è il luogo perfetto per far avanzare il nostro eccellente programma e le nuove iniziative tecnologiche”, ha detto il CEO di Uber, Dara Khosrowshahi. Il centro d’Oltralpe lavorerà con urbanisti e legislatori europei per progettare le future infrastrutture per il trasporto elettrico e avvierà una partnership di 5 anni con l’École Polytechnique a sostegno del corso universitario di “Mobilità Urbana Integrata”. Gli studenti collaboreranno con Uber a progetti sull’intelligenza artificiale, aviazione e mobilità green.

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Uber, ecco gli oggetti più strani persi durante le corse https://www.datamanager.it/2018/04/uber-ecco-gli-oggetti-piu-strani-persi-durante-le-corse/ Fri, 20 Apr 2018 16:59:24 +0000 http://www.datamanager.it/?p=146340 Durante le corse su Uber i passeggeri perdono moltissimi oggetti. Al primo posto c’è lo smartphone ma nelle auto vengono ritrovati anche denti finti e abiti da sposa I tassisti sanno bene quando i passeggeri possano essere sbadati. Alla fine del turno è molto facile trovare sui sedili del proprio mezzo gli oggetti smarriti più […]

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Durante le corse su Uber i passeggeri perdono moltissimi oggetti. Al primo posto c’è lo smartphone ma nelle auto vengono ritrovati anche denti finti e abiti da sposa

I tassisti sanno bene quando i passeggeri possano essere sbadati. Alla fine del turno è molto facile trovare sui sedili del proprio mezzo gli oggetti smarriti più strani e disparati. Lo stesso vale anche per i driver di Uber, che qualche settimana fa ha completato l’acquisizione di un popolare servizio di bike sharing. L’app di San Francisco ha voluto stilare una lista delle cose dimenticate durante le corse dagli utenti e tra queste ci sono delle vere e proprie sorprese.

L’oggetto smarrito più presente sulle vetture di Uber non poteva essere che lo smartphone, seguito dal portafoglio e le chiavi. In classifica troviamo anche cose di uso comune come occhiali, zaini e gioielli e altre più particolari come torte, friggitrici, denti e artigli finti, un certificato di morte e persino abiti da sposa. C’è da chiedersi cosa abbia indossato durante la cerimonia questa utente sbadata. L’Italia si pizza in quinta posizione nella graduatoria della distrazione e pare che il momento in cui bisogna fare maggiore attenzione ai propri oggetti mentre si viaggia con Uber a Roma e Milano sia il venerdì. Madrid, Varsavia, Lisbona e Praga sono le città in cui gli utenti perdono la maggior parte dei loro effetti personali.

Fortunatamente Uber, che ha dovuto sospendere i test sulla tecnologia per la guida autonoma, consente di recuperare quello che si è perso con una certa facilità (a meno che qualcuno non se ne sia appropriato nel frattempo). Basta accedere alla sezione “Le mie corse” del proprio profilo e selezionare l’opzione “Ho smarrito un oggetto”. Il software vi metterà in contatto con il conducente per organizzare un incontro entro 24 ore. Alla fine di questo lasso di tempo sarà Uber a fornire supporto diretto al cliente.

 

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Uber ti porta dal medico con Health https://www.datamanager.it/2018/03/uber-ti-porta-dal-medico-health/ Tue, 06 Mar 2018 15:50:12 +0000 http://www.datamanager.it/?p=142906 Uber Health consente a medici e strutture ospedaliere di prenotare corse per i pazienti anche se quest’ultimi non possiedono uno smartphone Uber sta lavorando sodo per riguadagnare la fiducia di utenti e investitori dopo le accuse di violenze e molestie che hanno caratterizzato la guida dell’ex CEO, Travis Kalanick. Chiusa la questione con Waymo per […]

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Uber Health consente a medici e strutture ospedaliere di prenotare corse per i pazienti anche se quest’ultimi non possiedono uno smartphone

Uber sta lavorando sodo per riguadagnare la fiducia di utenti e investitori dopo le accuse di violenze e molestie che hanno caratterizzato la guida dell’ex CEO, Travis Kalanick. Chiusa la questione con Waymo per il furto di segreti industriali, l’app di ride sharing sta sfornando nuovi servizi e tra questi c’è non solo una piattaforma che unisce il carpooling ad un classico servizio autobus ma anche il taxi per i malati.

Uber Health consente a dottori, medici, centri di riabilitazione e strutture ospedaliere pubbliche o private di prenotare una corsa per i propri pazienti con un anticipo fino a 30 giorni. L’aspetto interessante è che il cliente non deve necessariamente aver scaricato l’app e persino possedere uno smartphone. Il costo del servizio sarà inoltre totalmente addebitato alla clinica. “Ci sono tante persone che non vanno dal medico perché non riescono a farcela fisicamente”, ha spiegato il dirigente di Uber Health, Jay Holley. Il servizio è stato testato dallo scorso luglio in 100 ospedali statunitensi e probabilmente la sua disponibilità verrà estesa in altre città e nazioni entro pochi mesi. Bisogna però dire che la nuova piattaforma di Uber non è un’idea del tutto inedita. La sua rivale Lyft propone infatti un servizio simile chiamato Concierge.

Uber sta anche lavorando a progetti ancora più innovativi. L’app di San Francisco ha confermato che entro l’anno prossimo non solo utilizzerà le automobili a guida autonoma per il suo servizio ma anche che tra circa 5-10 anni verranno finalmente presentati i primi prototipi funzionati di taxi volanti.

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