Francia – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Wed, 24 Oct 2018 10:08:24 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Francia – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 La Francia indaga su Apple e Google per “pratiche scorrette” https://www.datamanager.it/2018/03/la-francia-indaga-apple-google-pratiche-scorrette/ Wed, 14 Mar 2018 17:59:57 +0000 http://www.datamanager.it/?p=143538 Il ministro dell’Economia francese, Bruno Le Maire, minaccia sanzioni milionarie nei confronti dei colossi del web L’Unione Europea ha deciso di usare il pugno di ferro nei confronti delle aziende statunitensi del web che evadono le tasse ma anche i singoli Stati non sono da meno. La Germania ha imposto a Google regole molto più […]

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Il ministro dell’Economia francese, Bruno Le Maire, minaccia sanzioni milionarie nei confronti dei colossi del web

L’Unione Europea ha deciso di usare il pugno di ferro nei confronti delle aziende statunitensi del web che evadono le tasse ma anche i singoli Stati non sono da meno. La Germania ha imposto a Google regole molto più rigide in materia di tassazione e l’Italia ha multato Google, Apple e Amazon per centinaia di milioni di euro. Oggi anche la Francia sembra voler adottare la stessa strategia. Questa mattina il ministro dell’Economia e delle Finanze, Bruno Le Maire, ha annunciato l’inizio di una battaglia legale nei confronti dei due colossi hi-tech. “Credo in un’economia fondata sulla equità e giustizia – ha spiegato Le Maire alla radio Rtl – e quindi porterò Apple e Google davanti ai giudici del tribunale di Parigi per pratiche commerciali sleali”.

Il prossimo 21 marzo la Commissione europea presenterà la prima bozza della web tax. Il fulcro del documento è l’imposizione alle multinazionali extra continentali di un prelievo fisso del 5% sui ricavi generati nei singoli Paesi dell’Unione. Facebook ha già annunciato che modificherà il suo sistema di fatturazione entro la metà del 2019 ma molti ritengono che non sarà comunque sufficiente a rispettare i parametri Ue. La legge potrà entrare in vigore solo con il consenso di tutte le nazioni e come è successo in passato sarà difficile convincere quei governi che hanno guadagnato dal sistema attuale come l’Irlanda e il Lussemburgo, entrambe deferite dall’Ue per gli aiuti di stato ingiustificati assegnati ad aziende come Apple.

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Amazon si accorda col Fisco in Francia e paga 200 mln di euro https://www.datamanager.it/2018/02/amazon-si-accorda-col-fisco-francia-paga-200-mln-euro/ Tue, 06 Feb 2018 17:59:25 +0000 http://www.datamanager.it/?p=140520 Amazon ha subito dalla Francia una sanzione da 200 milioni di euro per non aver corrisposto la giusta quantità di tasse Amazon è tra i colossi americani nel mirino dell’Unione Europea per aver sfruttato una tassazione favorevole offerta da alcuni Paesi (principalmente Irlanda e Lussemburgo) ed evitare così di pagare le imposte dovute. Oggi il […]

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Amazon ha subito dalla Francia una sanzione da 200 milioni di euro per non aver corrisposto la giusta quantità di tasse

Amazon è tra i colossi americani nel mirino dell’Unione Europea per aver sfruttato una tassazione favorevole offerta da alcuni Paesi (principalmente Irlanda e Lussemburgo) ed evitare così di pagare le imposte dovute. Oggi il colosso dell’e-commerce ha chiuso un contenzioso aperto nel 2012 con il ministero dell’Economia francese pagando una multa da 200 milioni di euro. L’accordo “transattivo” serve a risarcire le tasse arretrate per il periodo che va dal 2006 al 2010 ed è simile a quello stretto dall’azienda di Jeff Bezos con il Fisco italiano. Parigi inoltre accusa l’azienda di abuso di posizione dominante tramite clausole contrattuali troppo severe imposte ai piccoli negozianti.

Amazon non ha potuto fare a meno di arrendersi alla Francia in quanto il presidente Emannuel Macron è il primo promotore di una legge europea che imponga ai giganti d’Oltreoceano di pagare le tasse nel Paese in cui erogano i propri servizi. Amazon, che è stata fortemente criticata per un brevetto relativo ad un braccialetto smart per controllare i movimenti dei dipendenti, si è comunque difesa affermando di aver aperto una filiale francese ad agosto 2015 con “tutti i ricavi al dettaglio, le spese, i profitti e le imposte dovute ora in Francia”. Inoltre, l’azienda sostiene di aver investito nel Paese ben 2 miliardi di euro e di aver creato 5.500 nuovi posti di lavoro. Amazon può comunque consolarsi col fatto che i risultati finanziari per l’ultimo trimestre del 2017 sono stati molto ad di sopra delle attese e che il suo marchio, valutato 150 miliardi di dollari, è il primo al mondo davanti a Google ed Apple.

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La Francia indaga sull’obsolescenza programmata di iPhone https://www.datamanager.it/2018/01/la-francia-indaga-sullabsolescenza-programmata-iphone/ Tue, 09 Jan 2018 11:38:15 +0000 http://www.datamanager.it/?p=138585 Le autorità francesi accusano Apple di “obsolescenza programmata e truffa” dopo lo scandalo dei vecchi modelli di iPhone volutamente rallentati iPhone è il prodotto più venduto di Apple ma negli ultimi tempi è diventato la spina nel fianco del colosso di Cupertino. Recentemente è emerso che la Mela utilizza i suoi aggiornamenti software per rallentare […]

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Le autorità francesi accusano Apple di “obsolescenza programmata e truffa” dopo lo scandalo dei vecchi modelli di iPhone volutamente rallentati

iPhone è il prodotto più venduto di Apple ma negli ultimi tempi è diventato la spina nel fianco del colosso di Cupertino. Recentemente è emerso che la Mela utilizza i suoi aggiornamenti software per rallentare le prestazioni dei vecchi modelli. In molti hanno subito pensato al fenomeno della obsolescenza programmata. Diversi esperti sono infatti convinti che quasi tutte le aziende del settore tecnologico abbiano imposto ai loro prodotti un ciclo di vita ben definito in modo da favorire il ricambio con i nuovi modelli. Apple ha ammesso che gli iPhone meno recenti sono stati volutamente rallentati ma non per scucire ulteriori soldi ai clienti ma per preservarne la batteria. La Mela si è quindi detta disposta a sostituire questa componente anche nel caso non sia deteriorata. Le rassicurazioni del colosso di Cupertino non hanno però convinto le autorità francesi che hanno deciso di aprire un’inchiesta ufficiale.

Parigi accusa Apple di “obsolescenza programmata e truffa” per aver deliberatamente agito sulle prestazioni di iPhone in modo da favorirne il ricambio. Le indagini sono portate avanti dal Servizio investigativo nazionale della Direzione generale della concorrenza, degli affari dei consumatori e del controllo delle frodi (DGCCRF) e seguono la denuncia dell’associazione “Alt all’obsolescenza programmata” (HOP). In Francia l’obsolescenza programmata è considerata reato grazie alla legge Benoit Hamon del 2016. Nel caso di condanna è prevista una pena detentiva fino a 2 anni a cui si aggiunge una multa che va da 300mila euro fino a una somma pari al 5% del fatturato registrato durante il periodo contestato.

I guai per Apple non finiscono comunque qui. Due suoi importanti azionisti, Jana Partners e Calstrs, hanno chiesto all’azienda di assumersi maggiore responsabilità per limitare l’effetto di dipendenza che iPhone può provocare nei bambini. “Apple può svolgere un ruolo determinante nel prestare particolare attenzione alla salute e allo sviluppo della prossima generazione. E’ un buon affare e anche la cosa più giusta da fare”, hanno scritto in una lettera inviata ai vertici di Cupertino.

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Amazon nei guai in Francia per abuso di posizione dominante https://www.datamanager.it/2017/12/amazon-nei-guai-francia-abuso-posizione-dominante/ Tue, 19 Dec 2017 18:30:30 +0000 http://www.datamanager.it/?p=137774 Amazon rischia in Francia una multa di 10 milioni di dollari per aver imposto ai commercianti locali clausole contrattuali troppo restrittive Non sarà certo un felice Natale per Amazon almeno dal punto di vista legale. Il quotidiano Le Parisien riferisce che il Ministro dell’Economia francese, Bruno Le Maire, ha denunciato il colosso dell’e-commerce per abuso […]

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Amazon rischia in Francia una multa di 10 milioni di dollari per aver imposto ai commercianti locali clausole contrattuali troppo restrittive

Non sarà certo un felice Natale per Amazon almeno dal punto di vista legale. Il quotidiano Le Parisien riferisce che il Ministro dell’Economia francese, Bruno Le Maire, ha denunciato il colosso dell’e-commerce per abuso di posizione dominante. L’azienda di Jeff Bezos, che molto probabilmente dovrà restituire al Fisco italiano circa 100 milioni di euro di tasse non pagate, avrebbe approfittato del suo potere per imporre clausole contrattuali unilaterali ai piccoli venditori locali presenti sul Marketplace. Amazon avrebbe portato alcuni di questi commercianti al fallimento costringendoli ad assumersi i costi per la merce danneggiata o eventuali problemi durante le consegne. La multinazionale statunitense li avrebbe inoltre minacciati di escluderli dal suo negozio digitale oltre ad aver modificato i contratti a piacimento anche in orario notturno.

La denuncia presentata da Le Maire arriva dopo un’indagine di 2 anni condotta dalla DGCCRF (Direction générale de la concurrence, de la consommation et de la répression des fraudes) che si occupa di controllare che il mercato resti concorrenziale. L’organizzazione ha tenuto conto non solo dei contratti stipulati da Amazon con i negozianti del Marketplace ma anche dei feedback di 10mila piccole aziende e le opinioni da loro espresse sul forum a loro dedicato. Il colosso dell’e-commerce, che è stato pubblicamente attaccato da Spotify per la sua politica legata allo streaming, è nei guai in Francia anche per altri motivi. L’amministrazione di Parigi ritiene infatti che la piattaforma Prime possa influire in modo negativo sulle piccole aziende locali come negozi al dettaglio e ristoranti.

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La Francia contro WhatsApp per la condivisione dati con Facebook https://www.datamanager.it/2017/12/la-francia-whatsapp-la-condivisione-dati-facebook/ Tue, 19 Dec 2017 11:25:52 +0000 http://www.datamanager.it/?p=137784 Il Garante per la protezione dei dati personali francese chiede a WhatsApp di interrompere lo scambio di dati con Facebook se non vuole rischiare una multa salatissima Nuovi guai per WhatsApp e la sua politica per tutelare la privacy degli utenti. La chat l’anno scorso ha avviato lo scambio di dati personali con Facebook allo […]

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Il Garante per la protezione dei dati personali francese chiede a WhatsApp di interrompere lo scambio di dati con Facebook se non vuole rischiare una multa salatissima

Nuovi guai per WhatsApp e la sua politica per tutelare la privacy degli utenti. La chat l’anno scorso ha avviato lo scambio di dati personali con Facebook allo scopo di implementare la sicurezza ma soprattutto dare ulteriore supporto alle attività di marketing dell’azienda proprietaria. Oggi in Francia il CNIL, l’omologo d’Oltralpe del nostro Garante della privacy, impone all’app di messaggistica la sospensione di questa operazione che avviene senza il consenso degli utilizzatori. WhatsApp ha 30 giorni di tempo per evitare di incorrere in una multa milionaria.

La vicenda tra il CNIL e la chat più utilizzata al mondo è iniziata quando l’autorità ha chiesto un campione dei dati trasferiti verso i server di Facebook. WhatsApp si è rifiutata di fornire questo tipo di informazioni in quanto soggetta solamente alle leggi statunitensi e visto il suo atteggiamento poco collaborativo è arrivata la minaccia della sanzione. L’agenzia francese ritiene infatti che lo scambio di dati tra le due aziende sia poco trasparente e difficilmente annullabile da parte degli utenti. L’app di proprietà di Facebook, che ha qualche problema con la nuova funzione che consente di cancellare i messaggi già inviati, ha dovuto sospendere la raccolta e condivisione di informazioni anche in Germani e Regno Unito mentre in Italia è stata multata di 3 milioni di euro dall’AGCM (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato). Per lo stesso motivo il social network ha invece ricevuto una sanzione di 110 milioni di euro dall’Unione Europea.

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L’Ue studia la Web Tax, sono guai per Google, Amazon e Facebook https://www.datamanager.it/2017/09/lue-studia-la-web-tax-guai-google-amazon-facebook/ Mon, 11 Sep 2017 11:09:24 +0000 http://www.datamanager.it/?p=130432 I ministri dell’Economia di Francia, Spagna, Italia e Germania chiedono all’Unione Europea l’approvazione di una Web Tax che porrà fine alla tassazione favorevole per le multinazionali del web Per anni i Paesi europei hanno cercato di imporre ai big della Silicon Valley una tassazione più consona all’enorme giro d’affari che queste aziende hanno nel Vecchio […]

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I ministri dell’Economia di Francia, Spagna, Italia e Germania chiedono all’Unione Europea l’approvazione di una Web Tax che porrà fine alla tassazione favorevole per le multinazionali del web

Per anni i Paesi europei hanno cercato di imporre ai big della Silicon Valley una tassazione più consona all’enorme giro d’affari che queste aziende hanno nel Vecchio Continente. Multinazionali come Apple, Google, Amazon e Facebook hanno subito multe anche piuttosto pesanti a causa di un sistema nei fatti legittimo che gli consente di pagare imposte ridicole ma fino ad oggi non è stato possibile farlo crollare. Google ad esempio ha ricevuto una sanzione da 2,42 miliardi di euro mentre ad Apple è stata imposta una multa più ridotta. Nel weekend i quattro principali Paesi della zona euro (Germania, Francia, Italia e Spagna) hanno sostenuto insieme la creazione di una Web Tax che uniformerà la tassazione per i colossi del web statunitensi in tutta l’Unione Europea.

Il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan ha affermato di aver firmato una dichiarazione congiunta per ottenere questo risultato e firmata anche da Bruno Le Maire, Wolfgang Schaeuble e Luis de Guindos, rispettivamente ministri dell’Economia di Francia, Germania e Spagna. La lettera è stata inviata al collega estone Toomas Toniste, che ricopre la presidenza di turno dell’Ecofin informale che si terrà il 15/16 settembre a Tallinn. L’Ue chiede quindi l'”equiparazione fiscale sul fatturato generato in Europa dalle compagnie digitali” in quanto, come sottolinea Padoan, la situazione attuale influisce negativamente “i principi di equità fiscale e la sostenibilità del modello economico e sociale del Continente”. La proposta è quella di imporre un’aliquota minima del 5% sul fatturato generato in Ue. Ciò si prevede che consentirebbe di ottenere entrate fiscali decisamente maggiori a quelle finora corrisposte da Google, Facebook, Amazon, Airbnb e Booking in Francia, Spagna, Germania e Italia.

Come è successo in passato, la nascita della Web Tax potrebbe però trovare un ostacolo non indifferente nei Paesi che hanno guadagnato dall’attuale sistema e che spesso sono finiti nel mirino della Commissione Ue come Lussemburgo, Irlanda, Olanda, Cipro e Malta. Anche il presidente USA Donald Trump, che ha sempre sostenuto gli interessi delle multinazionali statunitensi all’estero, potrebbe cercare di fermare la stretta fiscale decisa da Bruxelles.

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La Francia usa le aquile per scovare i droni stranieri https://www.datamanager.it/2017/02/la-francia-usa-le-aquile-scovare-droni-stranieri/ Thu, 23 Feb 2017 10:13:01 +0000 http://www.datamanager.it/?p=119872 Le forze militari del paese stanno addestrando quattro volatili con l’obiettivo di fermare l’avanzata dei droni in possibili attacchi Se la guerra del nuovo millennio si sposta sempre più sulle vie del digitale, dal cielo possono ancora arrivare problemi. Non parliamo di caccia e bombardieri, non solo almeno, ma dei droni, che nell’ottica del terrorismo […]

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Le forze militari del paese stanno addestrando quattro volatili con l’obiettivo di fermare l’avanzata dei droni in possibili attacchi

Se la guerra del nuovo millennio si sposta sempre più sulle vie del digitale, dal cielo possono ancora arrivare problemi. Non parliamo di caccia e bombardieri, non solo almeno, ma dei droni, che nell’ottica del terrorismo rappresentano il metodo migliore per mietere terrore senza dare nell’occhio. Per questo le forze militari francesi, tra le più sensibili a quanto succede dal punto di vista della sicurezza nel continente, hanno deciso di munirsi di una flotta molto particolare di vedette: quattro aquile. Emblematico anche il nome dato alle sentinelle: d’Artagnan, Athos, Porthos e Aramis, proprio come i protagonisti dei Tre Moschettieri.

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Controllo dei cieli

Dopo mesi di addestramento, adesso le aquile sono pronte ad avviare il loro servizio sui cieli francesi, essendo diventate quasi esperte di intercettazione. Si pensi che all’inizio di febbraio, durate un test, in poco più di 20 secondi d’Artagnan è partito da una torre militare, ha percorso 200 metri e si è diretto contro un drone, scaraventandolo a terra dove si è distrutto. Stando ad alcune informazioni, gli uccelli, sin da piccoli, sono stati abituati a volare tra i droni, dietro ai quali i trainer piazzavano ricompense in cibo, così da spingerli a catturarli e metterli fuori gioco per guadagnare sostanziosi pezzi di carne. Determinata a implementare una soluzione di difesa priva di armi, la Francia ha puntato seriamente sugli anti-droni, seguendo l’esempio della polizia olandese, che ha sperimentato un simile stratagemma esattamente un anno fa.

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In Francia mai più e-mail di lavoro usciti dall’ufficio https://www.datamanager.it/2017/01/francia-mai-piu-mail-lavoro-usciti-dallufficio/ Tue, 03 Jan 2017 16:00:39 +0000 http://www.datamanager.it/?p=116701 La nuova riforma del lavoro francese prevede la possibilità per i lavoratori di ignorare e-mail di lavoro ricevute oltre l’orario di ufficio Nel corso degli anni si è molto discusso sull’utilità o meno di un vero e proprio orario d’ufficio. La diffusione del BYOD e del telelavoro consente di accedere ai sistemi aziendali in ogni […]

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La nuova riforma del lavoro francese prevede la possibilità per i lavoratori di ignorare e-mail di lavoro ricevute oltre l’orario di ufficio

Nel corso degli anni si è molto discusso sull’utilità o meno di un vero e proprio orario d’ufficio. La diffusione del BYOD e del telelavoro consente di accedere ai sistemi aziendali in ogni momento ma allo stesso tempo in molti sottolineano che in questo modo non si stacca mai veramente la spina dal lavoro. D’altronde la maggior parte di noi la prima cosa che fa la mattina appena sveglio è quella di controllare le e-mail e altrettanti lo fanno anche a tarda notte. In Francia il problema è stato risolto con l’ultima discussa riforma del lavoro in vigore dal 1 gennaio 2017. Nella “Loi Travail” è stato infatti esplicitato il “diritto alla sconnessione”. All’interno di alcune fasce orarie e precisi giorni della settimana i lavoratori di aziende con più di 50 dipendenti potranno deliberatamente ignorare e-mail, messaggi in chat e chiamate di lavoro senza il timore di incorrere in sanzioni di qualunque tipo.

La nuova legge non elimina comunque gli straordinari. Durante la stesura del contratto il datore di lavoro dovrà “spiegare esplicitamente quali siano le sue aspettative” in termini di attività fuori orario.

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Per la Francia Windows 10 raccoglie troppi dati sugli utenti https://www.datamanager.it/2016/07/la-francia-windows-10-raccoglie-troppi-dati-sugli-utenti/ Fri, 22 Jul 2016 18:30:18 +0000 http://www.datamanager.it/?p=106587 La commissione nazionale sull’informatica e la libertà ha ordinato alla compagnia di apportare entro tre mesi le dovute modifiche al monitoraggio Se Microsoft vuole raggiungere, anche dopo il 2018, il miliardo di dispositivi con a bordo Windows 10, dovrà farlo al netto di quelli presenti in Francia. O almeno questo è il rischio se entro […]

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La commissione nazionale sull’informatica e la libertà ha ordinato alla compagnia di apportare entro tre mesi le dovute modifiche al monitoraggio

Se Microsoft vuole raggiungere, anche dopo il 2018, il miliardo di dispositivi con a bordo Windows 10, dovrà farlo al netto di quelli presenti in Francia. O almeno questo è il rischio se entro 3 mesi non risponderà alle accuse mosse dal governo di Parigi. Secondo la Commission Nationale de l’Informatique et des Libertés, la compagnia di Redmond ha un problema con Windows 10, o meglio, ce l’hanno gli utenti del paese che, utilizzando il più recente sistema operativo per PC, finiscono con il regalare troppe informazioni alla società americana. La commissione nazionale sull’informatica e la libertà dice di aver avviato un’indagine a riguardo nell’aprile del 2016, durate tre mesi, e durante la quale ha studiato per bene alcune funzioni di Windows 10.

Il problema

I primi risultati hanno disegnato un quadro abbastanza inquietante circa le capacità di raccolta dati dell’OS. “Microsoft raccoglie dati irrilevanti ed eccessivi, come quelli sulla diagnostica e l’uso del servizio di telemetria, le modalità di uso del Windows Store, il tempo speso sulle app scaricate e tanto altro. Si tratta di una serie di azioni che non sono necessarie per il supporto e la corretta fruizione dei servizi di Windows. C’è poi un problema sicurezza: Microsoft permette gli utenti di scegliere un PIN da quattro caratteri per autenticarsi sulle diverse piattaforme gestite. Ma il numero di tentativi per l’immissione di tale codice non sono limitati, il che vuol dure che un attacco potrebbe sottrarre i dati, che non sono al sicuro e protetti” –  si legge nel documento prodotto dal CNIL.

La stessa commissione ha spiegato di voler concedere tre mesi di tempo a Microsoft per risolvere le questioni; dopo tale termine la Francia avvierà un processo sanzionatorio inderogabile. La compagnia guidata da Satya Nadella ha già risposto all’organo transalpino, spiegando di voler collaborare per raggiungere una soluzione valida per entrambi sulle questioni sollevate.

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Bing sa chi vincerà Euro 2016 grazie ai big data https://www.datamanager.it/2016/06/bing-sa-vincera-euro-2016-grazie-ai-big-data/ Thu, 09 Jun 2016 17:30:39 +0000 http://www.datamanager.it/?p=103079 Bing utilizzerà l’analisi dei big data per effettuare previsioni sulle partite di Euro 2016 Questo venerdì si aprirà Euro 2016 con la partita inaugurale Francia-Romania. Anche questa volta il motore di ricerca Bing si prepara a realizzare i propri pronostici, che in passato si sono rivelati molto spesso corretti. Il software di Microsoft, che ha […]

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Bing utilizzerà l’analisi dei big data per effettuare previsioni sulle partite di Euro 2016

Questo venerdì si aprirà Euro 2016 con la partita inaugurale Francia-Romania. Anche questa volta il motore di ricerca Bing si prepara a realizzare i propri pronostici, che in passato si sono rivelati molto spesso corretti. Il software di Microsoft, che ha confermato di essere interessata alle self driving car ma non di volerne costruire una, utilizza i big data per le sue previsioni e a breve permetterà a tutti di visualizzarle con una semplice ricerca online tramite le keyword “Euro 2016” o “Pronostici 2016”. In passato il motore di ricerca aveva indovinato l’esito di 15 dei 16 incontri a eliminazione diretta della Coppa del Mondo di Brasile 2014.

Bing basa le sue previsioni su diversi parametri. Il motore di ricerca ha stimato il livello di forza di ogni squadra basandosi su fattori come le vittorie pregresse ma anche basandosi su aspetti come le condizioni meteorologiche che hanno portato i 3 punti e i gol di scarto. Bing ha anche tenuto conto delle informazioni sulle selezioni raccolte online come infortuni e cambi di formazione. I pronostici non sono ancora disponibili in Rete ma sappiamo che secondo Bing la più accreditata a vincere Euro 2016 è la Germania.

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