GCHQ – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Thu, 20 Jul 2017 14:48:13 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png GCHQ – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Hacker nelle centrali elettriche europee: cosa sappiamo https://www.datamanager.it/2017/07/hacker-nelle-centrali-elettriche-europee-cosa-sappiamo/ Thu, 20 Jul 2017 18:30:34 +0000 http://www.datamanager.it/?p=129025 Le talpe governative russe avrebbero puntato i sistemi del Regno Unito, dai quali partire per compiere danni maggiori Non ci sono solo le centrali americane tra gli obiettivi degli hacker. Che provengano dalla Cina o dalla Russia, la preoccupazione sulla crescente ondata di violazioni a infrastrutture critiche è reale, soprattutto dopo quanto successo nel 2015 […]

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Le talpe governative russe avrebbero puntato i sistemi del Regno Unito, dai quali partire per compiere danni maggiori

Non ci sono solo le centrali americane tra gli obiettivi degli hacker. Che provengano dalla Cina o dalla Russia, la preoccupazione sulla crescente ondata di violazioni a infrastrutture critiche è reale, soprattutto dopo quanto successo nel 2015 e 2016 in Ucraina. A est dell’Europa infatti il malware BlackEnergy è quello che ha aperto la strada alle infiltrazioni industriali, in particolar modo in stabilimenti di fornitura elettrica. Le migliaia di persone rimaste senza corrente nei mesi scorsi potrebbero diventare molte di più qualora si dovesse concretizzare un attacco su larga scala coordinato. Solo ipotesi? Purtroppo no.

Occhi aperti

I primi ad aver scovato diverse intrusioni già andate a segno in patria sono gli specialisti del National Cyber Security Centre (NCSC) della GCHQ, la NSA del Regno Unito. Stando alle loro ricerche, vari sistemi di controllo industriali sarebbero stati compromessi di recente, sotto i colpi degli hacker supportati da governi esteri. Nel documento di report fornito dall’Intelligence non vengono tirati in ballo gruppi specifici ma un probabile collegamento con una violazione avvenuta presso una centrale elettrica nella Repubblica di Irlanda lascia intendere che parte del merito sia della Russia o comunque di team legati a Mosca. Il pericolo valica i confini d’Albione. Pare infatti che la stessa attività di breach, condotta tramite mail phishing, individuata a nord del paese, sia inserita in una campagna più ampia, partita l’8 giugno e diretta al settore dell’energia e dell’acqua. Un’azione del genere potrebbe allargarsi velocemente al resto dell’Europa, mirando a colpire simili infrastrutture nel continente, Italia compresa.

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NSA non docet: il Regno Unito pronto ad adottare la nuova legge sul monitoraggio https://www.datamanager.it/2016/11/nsa-non-docet-regno-unito-pronto-ad-adottare-la-nuova-legge-sul-monitoraggio/ Fri, 18 Nov 2016 08:52:50 +0000 http://www.datamanager.it/?p=113906 Si chiama IP Bill la riforma già ribattezza Snoopers Charter 2.0 che presto verrà convertita in legge: perché è un rischio per la privacy dei cittadini La Camera dei Lord ha dato il via libera alla IP Bill, meglio conosciuta come Investigatory Bill, legge che intende riformare le modalità con cui le autorità britanniche possono […]

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Si chiama IP Bill la riforma già ribattezza Snoopers Charter 2.0 che presto verrà convertita in legge: perché è un rischio per la privacy dei cittadini

La Camera dei Lord ha dato il via libera alla IP Bill, meglio conosciuta come Investigatory Bill, legge che intende riformare le modalità con cui le autorità britanniche possono controllare le informazioni dei cittadini. Quella che i detrattori hanno definito Snoopers Charter 2.0, ovvero il prosieguo della “carta degli spioni”, è stata fortemente osteggiata da una parte del governo, con in testa il partito dei verdi. Non a caso, dopo la notizia del passaggio alla Camera, su Twitter gli attivisti si sono lasciati andare allo scontento, simile a quello che per anni ha segnato le operazioni dei sostenitori di Snowden. Jenny Jones, membro del Green Party ha scritto: “La IP Bill è diventata realtà e presto verrà convertita in legge. Stiamo concedendo ai servizi di sicurezza il potere di spiarci come mai prima d’ora”.

Cosa prevede

Nella pratica, con la Snoopers Chart il governo potrà obbligare le compagnie telefoniche, e chi offre servizi web, a conservare, per un periodo massimo di 12 mesi, i dati sensibili degli utenti, compresi i siti visitati e i numeri di cellulare contattati. Il tutto sarà accessibile da parte delle agenzie specifiche, come gli organi di polizia e la GCHQ, partner storico della NSA statunitense. Ma non solo: quella che diventerà una vera e propria legge, assicura ai soggetti con potere legale di monitorare in proprio i cittadini del Regno Unito, di fatto violando le misure di protezione sui dispositivi personali, tra cui computer e smartphone. Ciò sarà possibile solo sfruttando falle nei sistemi hardware e software, scovate in proprio oppure tramite la pressione su produttori e sviluppatori. Ci sarà un nuovo caso Apple-FBI? Non è da escludere, visto che su ordine del ministro degli interni, il Government Communications Headquarter potrà agire a più livelli, rintracciando conversazioni e contenuti nel dettaglio (persino le app usate) ben oltre i semplici metadati.

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Snowden: i nuovi documenti incastrano le spie inglesi https://www.datamanager.it/2016/09/snowden-nuovi-documenti-incastrano-le-spie-inglesi/ Thu, 08 Sep 2016 18:30:33 +0000 http://www.datamanager.it/?p=107584 Una stazione satellitare nello Yorkshire è stata usata per anni con lo scopo di intercettare il traffico internet dei cittadini inglesi. Compresi i clienti degli Internet Café E pensare che siamo solo all’inizio. Quando nel 2013 venne chiesto all’editore del Guardian che impatto avrebbero avuto i documenti di Snowden sulle relazioni politiche internazionali, Alan Rusbridger […]

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Una stazione satellitare nello Yorkshire è stata usata per anni con lo scopo di intercettare il traffico internet dei cittadini inglesi. Compresi i clienti degli Internet Café

E pensare che siamo solo all’inizio. Quando nel 2013 venne chiesto all’editore del Guardian che impatto avrebbero avuto i documenti di Snowden sulle relazioni politiche internazionali, Alan Rusbridger rispose che non era così semplice immaginare il futuro post-Snowden a seguito del solo 1% pubblicato del materiale consegnato dal ragazzo. A quanto saremmo oggi: 2%, 3% al massimo 4%? Vi rendete conto che c’è ancora un bel po’ da scoprire. Per anni, forse decenni, Edward Snowden potrebbe continuare a pubblicare i suoi file, lasciando che il Datagate diventi la spy-story più seguita di sempre, anche dei nostalgici telefilm sudamericani.

Le nuove rivelazioni

Nelle scorse ore si è aggiunto un nuovo pezzo alla vicenda. Questa volto sotto la lente vengono messe le spie inglesi, che rispondo al GCHQ, partner fidatissimo della NSA. Secondo i documenti, l’organizzazione britannica avrebbe utilizzato per anni una stazione di sorveglianza a Menwith Hill, nello Yorkshire, per intercettare le comunicazioni dei telefonini e del Wi-Fi tramite vari satelliti. Lo scopo era quello di scovare il traffico di individui particolari e di strutture pubbliche, come gli Internet Café, dislocati all’interno del paese e all’estero. Un orecchio molto attento era infatti rivolto allo Yemen e all’Afghanistan, dove le spie di Londra potevano arrivare attraverso i canali insicuri dei sistemi VSAT, che sfruttano line commerciali a 16Mbps. Gli strumenti nelle mani della GCHQ e della NSA vanno dal tool di raccolta chiamato Asphalt, a quello di monitoraggio conosciuto come Blacktop, un software per processare le informazioni dal nome Tarmac e GTE/Index, necessario per il data mining.

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GCHQ: è legale spiare i cittadini inglesi https://www.datamanager.it/2016/02/gchq-legale-spiare-cittadini-inglesi/ Tue, 16 Feb 2016 19:30:38 +0000 http://www.datamanager.it/?p=94717 Secondo un tribunale britannico, la controparte europea della NSA ha tutto il poter di sorvegliare gli utenti tramite il proprio codice di condotta Un pesante colpo alla libertà digitale dei cittadini europei è arrivato dall’Investigatory Powers Tribunal (IPT) inglese, che ha sentenziato come le spie della Government Communication Headquarter, partner britannico della NSA, possono svolgere tranquillamente […]

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Secondo un tribunale britannico, la controparte europea della NSA ha tutto il poter di sorvegliare gli utenti tramite il proprio codice di condotta

Un pesante colpo alla libertà digitale dei cittadini europei è arrivato dall’Investigatory Powers Tribunal (IPT) inglese, che ha sentenziato come le spie della Government Communication Headquarter, partner britannico della NSA, possono svolgere tranquillamente il loro lavoro di spionaggio a danno degli utenti di sua maestà, senza ledere alcun diritto. Secondo l’IPT, le azioni dell’agenzia sono in regola con il codice di condotta autoimposto agli agenti, che legittima alcune operazioni e consente di non andare oltre ciò che l’organo deve svolgere in difesa della sicurezza nazionale.

Cosa può fare

Uno dei modus operandi principali della GCHQ è l’installazione di malware all’interno di computer individuati, che possono prendere il controllo della videocamera e del microfono degli intercettati, monitorati poi anche tramite segnale GPS e metadati lasciati in rete. Nulla di più e nulla di meno di quanto è possibile ai federali della National Security Agency, presi come esempio dalla controparte europea. I dubbi sulle manovre della GCHQ erano stati sollevati  dagli attivisti di Privacy International che, assieme ai provider britannici, avevano chiesto al tribunale di avviare una procedura di verifica sugli interventi degli agenti. Da parte sua la denuncia era servita per far ammettere all’agenzia l’uso di alcune tecniche “estreme” di sabotaggio telematico, eticamente poco condivisibili ma, stando all’IPT, del tutto consentite.

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Sorveglianza digitale: il GCHQ ammette tutto https://www.datamanager.it/2015/12/sorveglianza-digitale-gchq-ammette/ Fri, 18 Dec 2015 19:00:54 +0000 http://www.datamanager.it/?p=91363 La controparte britannica della NSA afferma di aver hackerato computer e altri dispositivi civili per proteggere la sicurezza nazionale Alla fine è caduto. Il Government Communications Headquarters britannico, partner europeo della National Security Agency, ha ammesso le proprie colpe. La violazione di computer e dispositivi mobili dei cittadini inglesi è avvenuta senza il rilascio di uno […]

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La controparte britannica della NSA afferma di aver hackerato computer e altri dispositivi civili per proteggere la sicurezza nazionale

Alla fine è caduto. Il Government Communications Headquarters britannico, partner europeo della National Security Agency, ha ammesso le proprie colpe. La violazione di computer e dispositivi mobili dei cittadini inglesi è avvenuta senza il rilascio di uno specifico permesso da parte di un tribunale o di una corte preposta, nel corso degli ultimi anni. Ad affermarlo è il direttore generale del GCHQ che ha dichiarato come il CNE (computer and network exploitation) sia uno degli strumenti essenziali dell’attività dell’agenzia, per monitorare attività e individui sospetti online.

Cosa poteva fare

A distanza di anni dallo scoppio del Datagate, ci si sorprende ancora nel leggere le possibilità investigative di NSA e soci. Per quanto riguarda la GCHQ, il direttore Ciaran Martin ha spiegato vari tool in possesso dell’ente, tra cui alcuni in grado di lanciare trojan e malware nei dispositivi fissi e mobili in via diretta, senza che l’utente potesse accorgersi di nulla. “I programmi CNE, in certi casi, erano i soli che potevano garantire la copertura di Intelligence per tracciare i movimenti di presunti terroristi – ha detto – per lungo tempo la computer and network exploitation è stata parte integrante delle attività del GCHQ e nel futuro diventerà ancora più importante”. Un’affermazione che non sa per nulla di resa. L’agenzia filo-NSA ha dunque intenzione, e visto le dichiarazioni anche il via libera burocratico, per proseguire le scorribande telematiche alla ricerca dei cattivi, pur inserendo nella rete una vasta gamma di utenti innocui e convinti di mantenere al sicuro le proprie informazioni. Fin quando l’Unione Europea si deciderà a volgere l’attenzione anche a chi non rispetta la legge dentro casa, e non solo in quel di Washington.

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Edward Snowden sbarca su Twitter https://www.datamanager.it/2015/09/edward-snowden-sbarca-su-twitter/ Wed, 30 Sep 2015 09:38:30 +0000 http://www.datamanager.it/?p=84661 Edward Snowden, la talpa del Datagate che ha portato alla luce le attività di sorveglianza della NSA, ha un profilo verificato su Twitter Edward Snowden è l’uomo che ha messo in luce quanto la privacy dei cittadini di tutto il mondo sia a rischio. L’ex contractor della NSA (National Security Agency) ha rivelato come l’intelligence […]

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Edward Snowden, la talpa del Datagate che ha portato alla luce le attività di sorveglianza della NSA, ha un profilo verificato su Twitter

Edward Snowden è l’uomo che ha messo in luce quanto la privacy dei cittadini di tutto il mondo sia a rischio. L’ex contractor della NSA (National Security Agency) ha rivelato come l’intelligence statunitense e quella britannica (GCHQ) abbiano creato un illecito sistema di sorveglianza globale che andava molto al di là delle loro competenze. L’NSA ha spiato i produttori di antivirus e  SIM e milioni di PC e smartphone di persone che poco o nulla c’entravano con il terrorismo o attività illegali. Ieri 29 settembre, Edward Snowden è sbarcato su Twitter e ha sottolineato che il suo compito è quello di proteggere la privacy dei cittadini.

Edward Snowden nel sua descrizione ha scritto “una volta lavoravo per il Governo, ora lavoro per il pubblico” e il suo primo tweet è stato invece diretto a tutto il popolo di Twitter: “Mi sentite ora?”. L’ex contractor ha scelto con non poca ironia di seguire sul social network solamente la NSA come gli aveva suggerito l’astrofisico Neil deGrasse Tyson, lo stesso che gli aveva consigliato di scegliere l’account @snowden.

In molti hanno scelto di dare il proprio sostegno al whistleblower del Datagate. Ad appena un giorno dall’apertura del suo profilo verificato, Edward Snowden ha ottenuto ben 90.1000 follower. La notizia dello sbarco dell’ex contractor è stata ovviamente riportata da The Intercept, il quotidiano online fondato dal suo amico e collega Glenn Greenwald.

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Spionaggio: nel mirino anche Amnesty International https://www.datamanager.it/2015/07/spionaggio-nel-mirino-anche-amnesty-international/ Fri, 03 Jul 2015 10:55:17 +0000 http://www.datamanager.it/?p=80046 La britannica GCHQ avrebbe spiato illegalmente l’organizzazione in difesa dei diritti umani. La notifica dell’Investigatory Powers Tribunal Spiare, spiare a tutti i costi soprattutto quei gruppi teoricamente avversi al potere e alle sue logiche. Si può spiegare in questo modo l’ultima malefatta della General Communication Headquarter di Londra, il polo europeo della National Security Agency. […]

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La britannica GCHQ avrebbe spiato illegalmente l’organizzazione in difesa dei diritti umani. La notifica dell’Investigatory Powers Tribunal

Spiare, spiare a tutti i costi soprattutto quei gruppi teoricamente avversi al potere e alle sue logiche. Si può spiegare in questo modo l’ultima malefatta della General Communication Headquarter di Londra, il polo europeo della National Security Agency. Secondo il tribunale dell’Investigatory Powers, l’agenzia britannica avrebbe spiato le attività di Amnesty International e quelle del Legal Resources Centre in Sud Africa. Il tribunale non ha spiegato quali fossero i documenti o le attività di interesse della GCHQ o quali informazioni abbiano ottenuto ma è chiaro che grazie agli innumerevoli software a disposizione, può valer la pena entrare nei sistemi di organizzazioni del genere pur uscendone con un pugno di mosche.

Tempo di cambiare

Salil Shetty, segretario generale di Amnesty International ha spiegato alla stampa: “Dopo 18 mesi di contenziosi e una serie di sotterfugi, adesso abbiamo la conferma di essere stati vittime della sorveglianza di massa del governo britannico. E’ scandaloso come una serie di azioni indicate spesso come dispotiche si siano verificate all’interno dello stato inglese”. Ancora una volta gli esperti puntano il dito sulla mancanza di un’adeguata legislazione in materia di monitoraggio. Come negli Stati Uniti, anche in Europa si avverte l’eccessivo potere nelle mani di pochi elementi in grado di scandagliare la rete e le reti di telecomunicazione per ottenere dati privati, senza avere il permesso legale di farlo. “Vogliamo sapere perché è successo – ha spiegato Eric King, vicedirettore di Privacy International – è completamente svanita la fiducia riposta nella GCHQ. Quello che servono sono riforme radicali”.

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Datagate: NSA e GHCQ hanno spiato gli antivirus https://www.datamanager.it/2015/06/datagate-nsa-e-ghcq-hanno-spiato-gli-antivirus/ Wed, 24 Jun 2015 17:29:36 +0000 http://www.datamanager.it/?p=77597 Nuovi documenti di Edward Snowden rivelano che la NSA e la GCHQ hanno monitorato le attività di 23 aziende nel settore degli antivirus Le rivelazioni della talpa del Datagate Edward Snowden hanno dimostrato che l’occhio vigile della National Security Agency (NSA) ha monitorato praticamente ogni servizio digitale possibile. Gli ultimi documenti diffusi dall’ex contractor affermano […]

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Nuovi documenti di Edward Snowden rivelano che la NSA e la GCHQ hanno monitorato le attività di 23 aziende nel settore degli antivirus

Le rivelazioni della talpa del Datagate Edward Snowden hanno dimostrato che l’occhio vigile della National Security Agency (NSA) ha monitorato praticamente ogni servizio digitale possibile. Gli ultimi documenti diffusi dall’ex contractor affermano che l’agenzia statunitense e la sua omologa britannica (GCHQ) si sono interessate anche anche agli antivirus. Nemmeno i sistemi che normalmente utilizziamo per proteggerci da virus e hacker sono immuni dallo spionaggio governativo.

La NSA ha spiato gli antivirus

Nei file diffusi da Snowden si afferma che NSA e GCHQ hanno chiesto a 23 aziende nel settore della sicurezza informativa di avere accesso continuativo ai loro software antivirus per esaminarne le vulnerabilità. Attraverso queste operazioni le due agenzie hanno potuto valutare l’efficacia dei sistemi antispionaggio e, pare, sono riuscite anche a introdursi nei server di queste aziende. Tra gli obiettivi dell’operazione “Camberdada” figurano due realtà italiane (Novirusthanks  e Tg Soft) e colossi come Avast, F-Secure e  Kaspersky Lab. Quest’ultima, che ha realizzato diversi sistemi per evitare lo spionaggio informatico, è la più citata nei documenti.

“Prodotti per la sicurezza personale come l’antivirus dell’azienda russa Kaspersky  – si legge in un file leak dell’intelligence britannica – continuano a porre una minaccia per le capacità di sorveglianza del GCHQ e una operazione di reverse engineering è indispensabile per essere in grado di penetrare tali software ed evitare che scoprano le nostre operazioni. L’esame di Kaspersky e di altri prodotti simili continua”.

I servizi di sorveglianza della NSA non si fermano però solamente agli antivirus. Gli 007 statunitensi hanno spiato anche gli utenti che visionavano pornografia in Rete e si è introdotta nei sistemi del più grande produttore di SIM al mondo. Inoltre, è di poche ore fa la notizia che gli USA hanno messo sotto controllo il governo francese già da diversi anni.

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La NSA ha spiato il più grande produttore di SIM al mondo https://www.datamanager.it/2015/02/nsa-spiato-grande-produttore-sim-mondo/ Fri, 20 Feb 2015 14:05:56 +0000 http://www.datamanager.it/?p=70034 Gli ultimi documenti diffusi da Snowden accusano la NSA e la GCHQ di aver violato i sistemi di Gemalto, primo produttore di SIM al mondo Secondo gli ultimi documenti diffusi da Edward Snowden su The Intercept, il quotidiano online sul Datagate fondato da Gleen Greenwald, la NSA e la GHCQ avrebbero violato i sistemi di […]

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Gli ultimi documenti diffusi da Snowden accusano la NSA e la GCHQ di aver violato i sistemi di Gemalto, primo produttore di SIM al mondo

Secondo gli ultimi documenti diffusi da Edward Snowden su The Intercept, il quotidiano online sul Datagate fondato da Gleen Greenwald, la NSA e la GHCQ avrebbero violato i sistemi di diversi impianti del produttore di SIM olandese Gemalto. L’azienda produce smart card per telefoni e carte di credito e opera in 85 Paesi nel mondo. Tra gli stabilimenti hackerati uno avrebbe sede in Italia.

La NSA ha spiato 2 miliardi di SIM in tutto il mondo

La NSA e la sua omologa britannica, che ha fatto chiarezza sulla cyberguerra fra USA e Corea del Nord, avrebbero ottenuto attraverso questa operazione  milioni di codici criptati per la protezione della privacy dell’utente e altrettanti dati personali come telefonate, chat, e-mail e contenuti delle conversazioni. Per capire la portata dell’attività di spionaggio portata avanti dall’intelligence USA e britannica, Gemalto produce ogni anno 2 miliardi di SIM e conta tra i suoi clienti colossi come At&T, Verizion, T-Mobile, Sprint e altri 450 altri operatori in tutto il mondo.  “Pensiamo di avere in mano la loro intera rete”, si legge in un documento segreto sottratto alla GCHQ.

Inoltre, gli 007 non si sarebbero limitati ai codici di criptaggio ma avrebbero violato e-mail e account social di decine di dipendenti di Gemalto per penetrare nei servizi di posta di big del web come Yahoo! e Google, che l’anno scorso ha svelato tutte le richieste avanzate dalla NSA.

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Twitter: crescono le richieste dei governi https://www.datamanager.it/2015/02/twitter-crescono-richieste-dei-governi/ Wed, 11 Feb 2015 11:32:58 +0000 http://www.datamanager.it/?p=69447 Gli organi di controllo hanno aumentato le domande di accesso ai dati personali degli utenti: boom di richieste da Russia e Turchia Se i social network sono diventati specchio della nostra società, è quantomai logico che governi e istituzioni cerchino di analizzare qui le azioni di singoli, gruppi di fomentatori e possibili terroristi. Il problema è che […]

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Gli organi di controllo hanno aumentato le domande di accesso ai dati personali degli utenti: boom di richieste da Russia e Turchia

Se i social network sono diventati specchio della nostra società, è quantomai logico che governi e istituzioni cerchino di analizzare qui le azioni di singoli, gruppi di fomentatori e possibili terroristi. Il problema è che per farlo mettono in discussione anche le libertà individuali di ognuno, violandone la privacy digitale. A seguito dello scandalo della NSA, le principali aziende operanti nel settore hi-tech hanno incentivato sempre di più l’utilizzo legale delle richieste per accedere ai dati dei loro utenti. Da anni Google pubblica il suo rapporto di trasparenza ma è dalla rivelazione del Datagate che il sistema ha assunto un significato maggiore, prendendo piedi anche in altri contesti.

Il trend: Italia positiva

Uno di questi è Twitter che ha appena rilasciato il suo nuovo report di trasparenza mettendo in risalto alcuni trend preoccupanti. Tra luglio e dicembre del 2014 il sito ha infatti ricevuto 2.871 domande di accesso, il 40% in più rispetto al primo semestre del 2014. In particolare alcune nazioni, complici le difficili situazioni sociali vissute all’interno del paese, hanno dato una forte accelerata alle richieste fatte alla piattaforma. La Russia è passata dalle zero domande tra gennaio e giugno del 2014 alle 108 nei successivi sei mesi; quelle della Turchia sono invece aumentate del 150% mentre uno dei pochi paesi ad aver ridotto le richieste è proprio l’Italia con le 10 del primo semestre alle zero del secondo.

Oggetto del desiderio

Quello che i governi chiedono a Twitter è di poter avere gli indirizzi email associati agli iscritti oltre ai loro indirizzi IP per motivi che vanno dal prosieguo di indagini per crimini già compiuti alla cosiddetta “sicurezza nazionale” a cui spesso si sono appellate l’americana NSA e la britannica GCHQ. Proprio in merito a queste ultime, Twitter da mesi sta cercando di ottenere il permesso di pubblicare le richieste mosse dal governo statunitense, un’azione che aumenterebbe il senso del controllo sulla privacy ma che potrebbe anche mettere in pericolo il lavoro di polizia, FBI e agenzie di sicurezza.

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