Nuova Zelanda – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Thu, 08 Nov 2018 11:04:43 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Nuova Zelanda – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 La corte ha deciso: Kim Dotcom può essere estradato negli USA https://www.datamanager.it/2018/07/la-corte-ha-deciso-kim-dotcom-puo-essere-estradato-negli-usa/ Mon, 09 Jul 2018 18:00:18 +0000 http://www.datamanager.it/?p=150893 Le autorità della Nuova Zelanda hanno confermato la possibilità che l’ideatore di Megaupload venga trasferito negli Stati Uniti per affrontare le accuse a suo carico Ricorderete la curiosa storia di Kim Dotcom, ideatore di quello che fu Megaupload, primo vero e proprio servizio globale di p2p fuorilegge. Dopo varie vicissitudini, il ragazzo aveva fondato Mega, […]

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Le autorità della Nuova Zelanda hanno confermato la possibilità che l’ideatore di Megaupload venga trasferito negli Stati Uniti per affrontare le accuse a suo carico

Ricorderete la curiosa storia di Kim Dotcom, ideatore di quello che fu Megaupload, primo vero e proprio servizio globale di p2p fuorilegge. Dopo varie vicissitudini, il ragazzo aveva fondato Mega, client simile ma con una più spiccata vocazione alla privacy dei contenuti, del tipo “scambiate quello che vi pare, Mega non può saperlo”. Al di là del tentativo di scappatoia burocratica tentata dalla piattaforma, Kim si è ritrovato la polizia neozelandese in casa quando le accuse di riciclaggio e soprattutto violazione del copyright sono divenute pesanti.

Da quel momento, gli Stati Uniti, mittenti delle denunce, hanno cercato di portare Dotcom nel paese, per processarlo e giudicarlo con le leggi interne. Le autorità della Nuova Zelanda hanno deciso che l’estradizione può esservi, seppur non avverrà così facilmente, a detta dei difensori dell’imprenditore del web.

Cosa succede

Il team di legali di Dotcom ha affermato che non ci sono prove sufficienti per dimostrare che l’assistito ha commesso un crimine: “Abbiamo risposto a tre tribunali, ottenendo tre diverse analisi, una di queste ha chiaramente definito che non vi è stata alcuna violazione del copyright”. Come se non bastasse, Dotcom ha citato in giudizio il governo neozelandese per 6,7 miliardi di dollari e, secondo quanto riferito, avrebbe già ricevuto una proposta di accordo economico.

Per il momento però Kim è preoccupato che, se estradato negli Stati Uniti, dovrà affrontare tribunali ben poco amichevoli vista la pressione, probabilmente giusta, dei titolari di copyright e gli autori di contenuti che si sono sentiti lesi dalla diffusione dei loro lavori in maniera gratuita in rete. Non a caso, i pubblici ministeri statunitensi hanno perseguito aggressivamente, e con successo, siti di condivisione come Kick Ass Torrents e The Pirate Bay.

 

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Kim Dotcom batte la corte neozelandese (per ora) https://www.datamanager.it/2018/03/kim-dotcom-batte-la-corte-neozelandese-per-ora/ Thu, 29 Mar 2018 18:30:41 +0000 http://www.datamanager.it/?p=144672 Va all’imprenditore del web Il primo round che vede gli USA chiederne l’estradizione per alcune vicende fiscali legate al più ampio caso di pirateria e riciclaggio Non una piccola vittoria ma un grande segno a punto per Kim Dotcom, l’imprenditore tedesco accusato da diversi anni di pirateria e riciclaggio dagli Stati Uniti. La prima procedura […]

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Va all’imprenditore del web Il primo round che vede gli USA chiederne l’estradizione per alcune vicende fiscali legate al più ampio caso di pirateria e riciclaggio

Non una piccola vittoria ma un grande segno a punto per Kim Dotcom, l’imprenditore tedesco accusato da diversi anni di pirateria e riciclaggio dagli Stati Uniti. La prima procedura di appello, che si è conclusa nei giorni scorsi, ha dato ragione al giovane naturalizzato neozelandese, che ha ricevuto cospicue cifre per aver subito danni fisici e morali durante le operazioni di sequestro dei suoi beni (principalmente computer e hard-disk) avvenute a cavallo tra il 2012 e il 2016. Ed è per questo che la corte ha assegnato a Kim circa 15 mila sterline per l’hardware sottratto e circa 30 mila sterline per i danni alla sua dignità.

Cosa succede

Le accuse di pirateria e riciclaggio sono arrivate per l’attività con Megaupload, uno dei più famosi siti di p2p venuti alla ribalta nella prima decade dei 2000. A seguito della chiusura, l’FBI aveva cominciato a indagare sul ragazzo, residente in Nuova Zelanda. Il suo caso era stato preso a cuore dallo Human Rights Review Tribunal, che ha esultato per la prima decisione emessa dalla corte del paese, che potrebbe contare davvero molto per la sentenza più importante, quella che vede gli USA chiedere l’estradizione per un processo sul suolo casalingo degli accusatori.

Le autorità americane hanno accusato Dotcom e tre ex dirigenti di Megaupload di facilitare la pirateria con il loro servizio con studi cinematografici e case discografiche che affermano di aver perso più di 500 milioni di dollari a causa della piattaforma globale. Nel frattempo, si ritiene che Dotcom e i suoi colleghi abbiano guadagnato oltre 175 milioni di dollari dal sito che, a un certo punto della sua storia, era divenuto uno dei più visitati in rete.

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Larry Page mostra Cora, il primo taxi volante autonomo https://www.datamanager.it/2018/03/larry-page-mostra-cora-primo-taxi-volante-autonomo/ Thu, 15 Mar 2018 19:00:55 +0000 http://www.datamanager.it/?p=143654 Il co-fondatore di Google anticipa tutti presentando il prototipo di velivolo senza pilota realizzato dalla propria compagnia, Kitty Hawk Siamo ancora in attesa di vedere scendere in strada le automobili senza pilota che si affaccia già in cielo Cora, prototipo di taxi volante. A svelare il progetto è stato Larry Page, co-fondatore di Google, che […]

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Il co-fondatore di Google anticipa tutti presentando il prototipo di velivolo senza pilota realizzato dalla propria compagnia, Kitty Hawk

Siamo ancora in attesa di vedere scendere in strada le automobili senza pilota che si affaccia già in cielo Cora, prototipo di taxi volante. A svelare il progetto è stato Larry Page, co-fondatore di Google, che lo ha realizzato con la compagnia nata qualche anno fa, la Kitty Hawk, non a caso il nome con cui venne soprannominato il primo aeroplano della storia. I test sul velivolo sono stati condotti nel corso degli ultimi mesi tramite Zephyr Airworks, altra azienda creata dall’imprenditore statunitense. L’idea alla base di Cora è molto semplice: un mezzo di trasporto autonomo che faccia a meno del traffico cittadino, svolazzando per aria e spostando un paio di passeggeri per volta.

Quando lo vedremo

La Nuova Zelanda è stata scelta come destinataria dei primi test, anche grazie all’attenzione posta dal governo alla mobilità sostenibile, sia che si tratti di mezzi tradizionali che alternativi, come un piccolo aeroplano appunto. Queste le parole con Kitty Hawk ha dato il via all’era di Cora: “Dopo quasi otto anni di lavoro e affinamento, ci siamo riusciti. Abbiamo realizzato un taxi capace di decollare in verticale, come un elicottero e volare come un classico aereo. Le possibilità di utilizzo sono davvero illimitate”.

In merito alla fase di test, la compagnia ha spiegato il perché della Nuova Zelanda: “La Central Aviation Authority ci supporta nel nostro viaggio. La popolazione è naturalmente votata al futuro e sarà molto interessante far crescere qui Cora, una soluzione per un tipo di trasporto amico dell’ambiente ed efficiente”. Non si hanno notizie su quando cominceranno le prove ma è probabile che entro l’anno Larry Page voglia finalizzare il progetto per cominciare a racimolare partner che rendano concreta una costruzione su larga scala.

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Nuova Zelanda, medico offre 400.000 dollari all’anno per trovare un collega https://www.datamanager.it/2016/02/nuova-zelanda-medico-offre-400-000-dollari-allanno-trovare-un-collega/ Thu, 25 Feb 2016 15:51:50 +0000 http://www.datamanager.it/?p=95447 Nessuno finora ha risposto al disperato appello, nonostante l’offerta sia di uno stipendio esorbitante Si parla di 400.000 dollari di stipendio all’anno (circa 250mila euro), più tre mesi di vacanze pagate. E’ questa l’offerta del dottor Alan Kenny, l’unico medico di Tokoroa, nella regione di Waikato. The Guardian riporta che il medico avrebbe pubblicato un’inserzione […]

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Nessuno finora ha risposto al disperato appello, nonostante l’offerta sia di uno stipendio esorbitante

Si parla di 400.000 dollari di stipendio all’anno (circa 250mila euro), più tre mesi di vacanze pagate. E’ questa l’offerta del dottor Alan Kenny, l’unico medico di Tokoroa, nella regione di Waikato.

The Guardian riporta che il medico avrebbe pubblicato un’inserzione dichiarando di essere oberato di lavoro e di non riuscire da solo a portare a termine l’attività. Di qui la necessità di cercare un collega, che al momento però non è stato ancora trovato.

Oberato dal lavoro

“Amo il mio lavoro e vorrei restare qui – ha sottolineato Kenny – ma sto sbattendo la testa al muro nel tentativo di attrarre dottori”.

Il dottor Alan Kenny, che da due anni è alla ricerca di un collaboratore, è stato anche costretto a rinunciare alle sue ferie a molti fine settimana di riposo, dovendo lavorare senza sosta e a ritmi serrati.

Il medico ipotizza che probabilmente la posizione sia rimasta ancora vacante proprio a causa del pesante carico di lavoro, oltre che per l’isolamento geografico della regione in cui si trova.

Un sondaggio condotto dal Royal New Zealand College of General Practitioners nel 2015 ha rivelato che il 37 per cento degli studi medici che si trovano nei piccoli centri rurali della Nuova Zelanda registrano una notevole carenza di personale medico qualificato.

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Giudice da l’ok all’estradizione di Kim Dotcom negli USA https://www.datamanager.it/2015/12/giudice-lok-allestradizione-kim-dotcom-negli-usa/ Wed, 23 Dec 2015 18:30:11 +0000 http://www.datamanager.it/?p=91723 Un giudice neozelandese ha autorizzato l’estradizione negli USA di Kim Dotcom. Il fondatore di Megaupload rischia 50 anni di carcere La più grande paura di Kim Dotcom, fondatore del celebre sito di file sharing Megaupload, potrebbe presto realizzarsi. Un giudice neozelandese, Paese in cui risiede il programmatore di origini tedesche, ha autorizzato la sua estradizione […]

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Un giudice neozelandese ha autorizzato l’estradizione negli USA di Kim Dotcom. Il fondatore di Megaupload rischia 50 anni di carcere

La più grande paura di Kim Dotcom, fondatore del celebre sito di file sharing Megaupload, potrebbe presto realizzarsi. Un giudice neozelandese, Paese in cui risiede il programmatore di origini tedesche, ha autorizzato la sua estradizione verso gli Stati Uniti. Negli anni Kim Dotcom, alias  Kim Schmitz, è diventato il nemico numero uno degli USA sul fronte digitale e del diritto d’autore. Il programmatore, che l’anno scorso è stato portato in tribunale anche dalla Major di Hollywood, ha combattuto negli anni una dura battaglia per la liberalizzazione dei contenuti online dal copyright e ha addirittura fondato un partito politico il cui programma mette la privacy in Rete dei cittadini al primo posto. Nel 2013 l’Fbi aveva anche sequestrato alcuni suoi hard disk, salvo poi restituirglieli dopo una sentenza dell’Alta Corte della Nuova Zelanda.

Con la decisione del giudice sulla sua estradizione, Kim Dotcom e tre sue collaboratori ora dovranno rispondere di numerose accuse relative alla violazione di copyright. Il programmatore, che si è rilanciato con una nuova piattaforma di file sharing chiamata Mega, rischia fino a 50 anni di carcere.

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Kim Dotcom si butta in politica per un Internet libero https://www.datamanager.it/news/kim-dotcom-si-butta-politica-un-internet-libero-55106.html Fri, 28 Mar 2014 14:04:42 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/03/kim-dotcom-si-butta-in-politica-per-un-internet-libero/ Il creatore di Megaupload Kim Dotcom ha fondato in Nuova Zelanda un partito chiamato Internet Party, il cui scopo è creare una Rete libera, sicura e che tuteli la privacy degli utenti

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Il creatore di Megaupload Kim Dotcom ha fondato in Nuova Zelanda un partito chiamato Internet Party, il cui scopo è creare una Rete libera, sicura e che tuteli la privacy degli utenti

Kim Dotcom, fondatore di Mega e Baboom, ha ufficialmente iniziato la sua carriera politica. L’informatico tedesco ha lanciato un nuovo partito chiamato Internet Party che concorrerà alle elezioni del 20 settembre in Nuova Zelanda. Dotcom, che si è visto restituire dall’Fbi i dati confiscati, non essendo nato sull’isola dei kiwi non potrà candidarsi ma potrà agire come leader del partito. Per entrare in Parlamento, Internet Party dovrà superare lo scoglio del 5% dei voti ma nulla vieta che Dotcom si allei con altre forze politiche.

Anche il CEO di Facebook Mark Zuckerberg ha iniziato una carriera politica. La sua lobby Human Capital si propone di cambiare la legge sull’immigrazione negli Stati Uniti per favorire l’ingresso nella Silicon Valley di nuovi talenti da tutto il mondo.

Vota Internet Party per un Internet libero e sicuro

Alla presentazione del progetto nella sua villa di Auckland, Dotcom ha chiarito che Internet Party è “un movimento per la libertà di internet e della tecnologia, per la privacy e la riforma politica”. Gli sforzi del suo partito saranno indirizzati a ottenere “internet più veloce e meno costoso, creare posti di lavoro high-tech, proteggere la vostra privacy e salvaguardare la vostra indipendenza”.

Oltre a ciò, il fondatore di Mega ha promesso di introdurre “una valuta digitale sponsorizzata dal governo, sicura e criptata al massimo livello”. Da ciò si può dedurre che nonostante Dotcom accetti sulla sua piattaforma pagamenti in Bitcoin, che per la SEC sono una proprietà e non una moneta, ha comunque delle riserve sulla loro sicurezza.

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Huawei realizzerà le reti a banda larga ultra-veloce e LTE in Nuova Zelanda https://www.datamanager.it/news/huawei-realizzer-le-reti-banda-larga-ultra-veloce-e-lte-nuova-zelanda-46704.html Thu, 09 May 2013 18:15:01 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/05/huawei-realizzera-le-reti-a-banda-larga-ultra-veloce-e-lte-in-nuova-zelanda/ Ren Zhengfei, CEO di Huawei: “La Nuova Zelanda è uno dei mercati strategici più importanti”

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Ren Zhengfei, CEO di Huawei: “La Nuova Zelanda è uno dei mercati strategici più importanti”

Nel corso dell’intervista rilasciata durante la sua visita in Nuova Zelanda, Ren Zhengfei, CEO e fondatore di Huawei, azienda leader nelle soluzioni di Information e Communication Technology (ICT), ha confermato l’impegno dell’azienda nell’apportare valore aggiunto e contribuire all’economia digitale della nazione.

“La Nuova Zelanda è uno dei mercati strategicamente più importanti per Huawei “, ha affermato Ren Zhengfei. “Huawei è stata selezionata per la realizzazione delle reti a banda larga ultra-veloce (UFB) e 4G/LTE in Nuova Zelanda. Svilupperemo qui le più avanzate reti di telecomunicazione, riconosciute a livello mondiale, grazie alle nostre soluzioni di ultima generazione che garantiscono sicurezza e tecnologia avanzata”.

Huawei realizzerà la rete 4G/LTE di Telecom Nuova Zelanda

In Aprile, Huawei è stata scelta per la realizzazione della rete 4G/LTE di Telecom Nuova Zelanda, il cui completamento è previsto per ottobre 2013. Questo accordo fa seguito a quello del 2011/2012 che vede impegnata Huawei come fornitore principale per la rete UFB. Huawei è anche un riferimento per i più importanti operatori del Paese. Da sempre impegnata ad arricchire la vita delle persone attraverso la comunicazione e l’innovazione, Huawei ha introdotto per la prima volta al mondo la lingua Maori in uno smartphone attraverso la rete di telefonia mobile locale 2degrees.

Nel corso della sua visita ufficiale in Nuova Zelanda Mr. Ren ha aggiunto: “La Nuova Zelanda è meravigliosa; un Paese progressista che accoglie favorevolmente l’introduzione delle infrastrutture di telecomunicazioni di ultima generazione. Tutto ciò favorisce l’economia digitale della nazione mentregli investimenti ne rafforzano la competitività globale, gettando le basi per una continua crescita a livello mondiale. L’economia digitale in forte espansione in Nuova Zelanda negli ultimi anni aiuterà il settore ICT a diventare più diversificato, equilibrato e florido. All’interno di un ambiente così positivo, Huawei collabora attivamente per creare e condividere benefici strategici con i suoi clienti. Con questo incontro speriamo di rafforzare e migliorare il modello di cooperazione win-win nel settore ICT in Nuova Zelandae di diffondere in futuro tali modelli di cooperazione nel mondo”.

Huawei cresce in Nuova Zelanda

Huawei ha contribuito alla creazione di posti di lavoro a livello locale dal 2005, anno in cui ha iniziato ad operare in Nuova Zelanda. Oggi, l’azienda conta 120 persone –il 90% delle quali assunte localmente. Huawei intende aumentare ulteriormente il personale nonchè gli investimenti in Nuova Zelanda crescendo insieme al Paese. Nel corso degli ultimi tre anni, l’investimento complessivo diretto di Huawei è stato di 139 milioni di dollari neozelandesi. Huawei ha inoltre stipulato accordi di collaborazione con altre aziende del tessuto produttivo nazionale.

Ren Zhengfei ha sottolineato l’importanza di affrontare una delle sfide chiave dettate dall’ubiquità della banda larga (sia in Nuova Zelanda che nel mondo): la sicurezza informatica. “Dobbiamo garantire una rete stabile in tutte le circostanze, in particolare quando si verificano terremoti, tsunami e altre emergenze. Questa è la maggiore responsabilità che i produttori di infrastrutture di rete hanno verso la società. Quale azienda leader a livello mondiale, Huawei dà una grandissima rilevanza alla cyber-security”, ha dichiarato Ren. “La cyber-security è oggi una sfida importante da affrontare per la nostra industria a livello globale. L’argomento deve coinvolgere governi, operatori di telecomunicazioni e aziende ICT, tra cui Huawei e gli altri protagonisti del settore, così come gli utenti finali, per adottare approcci multilaterali, collaborativi e orientati alla soluzione per mitigare i rischi. Huawei incoraggia un dialogo aperto e trasparente e un approccio collaborativo per standard migliori nella sicurezza informatica”.

In merito alle vicende negli Stati Uniti legate alla sicurezza informatica, Mr. Ren ha aggiunto: “Le apparecchiature Huawei non sono attualmente in uso nelle reti americane. Non abbiamo mai venduto apparati chiave ai principali operatori degli Stati Uniti, né soluzioni ad agenzie governative americane. Huawei non ha alcun collegamento con i problemi di sicurezza informatica degli Stati Uniti riscontrati in passato o che potranno emergere in futuro”.

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Kim Dotcom porta in tribunale gli 007 neozelandesi https://www.datamanager.it/news/kim-dotcom-porta-tribunale-gli-007-neozelandesi-44926.html Fri, 08 Mar 2013 10:01:23 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/03/kim-dotcom-porta-in-tribunale-gli-007-neozelandesi/ La Corte d’appello della Nuova Zelanda ha dichiarato illegittima l’azione di spionaggio nei confronti di Dotcom da parte dei servizi segreti

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La Corte d’appello della Nuova Zelanda ha dichiarato illegittima l’azione di spionaggio nei confronti di Dotcom da parte dei servizi segreti

Una piccola vittoria per Kim Dotcom: la Corte d’appello neozelandese ha dato via libera al fondatore di Mega per intentare causa ai servizi segreti dell’isola che lo avevano spiato illegalmente.

La vicenda

Dotcom, che ha sfidato gli hacker a trovare una falla in Mega, era stato arrestato nel gennaio 2012 su richiesta dell’Fbi. Il fondatore di Megaupload, che ha la residenza in Nuova Zelanda, era stato poi rilasciato dopo un periodo di detenzione. Ora, la Corte d’appello ha respinto la richiesta del Governo di esonerare il Bureau Governativo di Sicurezza delle Comunicazioni (Gcsb), che ha collaborato con l’Fbi alle indagini, dal risarcimento preteso da Dotcom, il cui servizio Mega accetta anche i Bitcoin.

Il Gcsb è stato accusato di aver abusato del proprio potere, in quanto è autorizzato a spiare solamente chi non risiede in Nuova Zelanda, e di aver sequestrato illegalmente materiali e beni di Dotcom anche non relativi alle indagini.

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E’ morto il pinguino Happy Feet Jr https://www.datamanager.it/news/e-morto-il-pinguino-happy-feet-jr-44586.html Fri, 22 Feb 2013 20:00:14 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/02/e-morto-il-pinguino-happy-feet-jr/ Il pinguino reale ritrovato sulle coste della Nuova Zelanda dopo aver vagato per mare per quasi un anno è deceduto oggi

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Il pinguino reale ritrovato sulle coste della Nuova Zelanda dopo aver vagato per mare per quasi un anno è deceduto oggi

E’ finita nel modo peggiore la storia di Happy Feet Junior, l’esemplare di pinguino reale ritrovato sulle coste neozelandesi, vicino a Wellington, dopo aver navigato alla deriva per quasi un anno. L’animale è stato soccorso dal veterinario Lisa Argilla, che aveva tentato di rimetterlo in forze alimentandolo con frullato di pesce e vitamine.

A 2mila km da casa

Happy Feet Jr era stato spinto dalle correnti a oltre 2mila km dall’Antartide, dove questi uccelli vivono. L’animale era disidratato, affamato, tanto da non reggersi in piedi e colpito da collasso renale. Seppure le sue condizioni fossero disperate sembrava che le cure dell’uomo lo avessero ristabilito ma purtroppo non è stato così e oggi è deceduto.

Happy Feet

Non è la prima volta che i veterinari della Nuova Zelanda avevano tentato di salvare un pinguino disperso. Un altro animale, chiamato Happy Feet come il noto film della Dreamworks, era stato ritrovato morente dopo aver ingerito della sabbia credendola neve. Dopo che si era ristabilito era stato messo in libertà e se ne era persa ogni traccia. Probabilmente il povero pinguino era stato divorato da un predatore.

Per restare in tema di animali che hanno mosso a compassione l’umanità, anche l’orso italiano M13 è stato abbattuto nei giorni scorsi dalla Guardia Forestale svizzera perché troppo pericoloso. Su Facebook era nata una comunità che cercava di difenderlo ma alla fine ha prevalso la volontà di sopprimerlo.

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Megabox ha trovato casa: il 20 gennaio arriva Mega.co.nz https://www.datamanager.it/news/megabox-ha-trovato-casa-il-20-gennaio-arriva-megaconz-41977.html Mon, 12 Nov 2012 20:21:13 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2012/11/megabox-ha-trovato-casa-il-20-gennaio-arriva-mega-co-nz/ Dopo in problemi con lo stato del Gabon il nuovo progetto di Kim Dotcom approda su server della Nuova Zelanda

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Dopo in problemi con lo stato del Gabon il nuovo progetto di Kim Dotcom approda su server della Nuova Zelanda

Nemo propheta in patria, dicevano i latini. La cosa però non vale per Kim Dotcom che, dopo i problemi con il governo del Gabon e annesso furto del dominio ha annunciato su Twitter che l’indirizzo del sito web sarà Mega.co.nz.

Megabox, il servizio di filesharing musicale a prova di FBI, partirà il 20 gennaio dalla Nuova Zelanda, Paese in cui Dotcom risiede ed era agli arresti domiciliari per la violazione di copyright.

“Megabox è più scaltro dei suoi predecessori”

Su Twitter Dotcom ha annunciato che “la Nuova Zelanda sarà la casa di Megabox – supportato dalla legalità e protetto dalla legge”. “Mega sarà più grande e più scaltro dei suoi predecessori Megavideo e Megaupload, perché in grado di resistere a qualsiasi attacco, sia di tipo informatico che legale” ha concluso Dotcom.

Il design del sito è identico al precedente. Al centro della pagina campeggia la scritta MEGA e più in basso è presente un box in cui gli utenti possono inserire la propria email per ricevere tutti gli aggiornamenti sul servizio. Oltre a riconoscere i diritti d’autore agli artisti, MEGA è basato su una piattaforma cloud i cui server sono dislocati in diverse parti del mondo e protetti dalla crittografia, garantendo così la privacy degli utilizzatori.

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