prism – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Mon, 08 Oct 2018 12:00:41 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png prism – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Nutanix, oltre l’iperconvergenza https://www.datamanager.it/2018/02/nutanix-oltre-liperconvergenza/ Thu, 01 Feb 2018 14:46:41 +0000 http://www.datamanager.it/?p=140208 Dai sistemi iperconvergenti alla visione di un cloud di tipo enterprise, gestito in maniera software defined Si completa l’evoluzione di Nutanix, sempre più protesa verso il mondo dell’enterprise cloud. Ed è su questo tema che si è dipanato a fine gennaio un incontro a Milano per presentare il nuovo volto dell’azienda californiana, che in meno […]

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Dai sistemi iperconvergenti alla visione di un cloud di tipo enterprise, gestito in maniera software defined

Si completa l’evoluzione di Nutanix, sempre più protesa verso il mondo dell’enterprise cloud. Ed è su questo tema che si è dipanato a fine gennaio un incontro a Milano per presentare il nuovo volto dell’azienda californiana, che in meno di dieci anni di vita si è ritagliata un posto di tutto rispetto nell’ambito delle soluzioni per data center. “Inizialmente eravamo legati al concetto di infrastruttura, con l’idea di ottimizzarla con le nostre soluzioni software”, esordisce Alberto Filisetti, Country Manager per l’Italia di Nutanix, sottolineando come “siamo sempre stati una società di software, anche se abbiamo proposto hardware iperconvergenti, comprendenti il computing, lo storage e il networking, ma sempre tramite OEM”. In sostanza, “l’idea fondante di Nutanix è sempre stata quella di portare i vantaggi tipici del cloud pubblico all’interno dei data center dei nostri clienti”, sintetizza Matteo Uva, Channel Manager di Nutanix Italia, spiegando che oggi l’obiettivo è quello di “andare oltre all’iperconvergenza, per gestire tramite il nostro software tutti i tipi di cloud, cioè privato, pubblico e distribuito, e realizzare il disegno dell’enterprise cloud”.

Il mondo software defined

È un paradigma che fa leva sul concetto di software defined per consentire alle aziende di arrivare a un data center ibrido che sfrutta risorse interne e risorse cloud gestite però da un unico punto di controllo, con la proposta Prism, l’interfaccia convergente di Nutanix per controllare tutti gli stack e per fornire strumenti di provisioning, planning e scaling, oltre a insight e reportistica avanzata. Prism è anche multi cloud, perché “la vera sfida di oggi è che tutti i cloud parlano una lingua diversa, e il problema è quello di riuscire ad avere un ambiente unificato per tutte le tre soluzioni di cloud privato, cloud pubblico e cloud distribuito”, spiega Matteo Uva. Non manca anche un hypervisor targato Nutanix: si chiama Acropolis ed è stato reso gratuitamente disponibile da circa tre anni nell’offerta Nutanix, arrivando a un tasso di adozione vicino al 30 per cento del totale. “Se 15 anni fa l’hypervisor ha rappresentato una rivoluzione, oggi è diventato una feature: non gode più dell’effetto ‘wow’, per il quale si era disposti a pagare a parte, tanto che si può quasi dire che la sua maturità lo ha reso una commodity, ed è per questo che lo abbiamo integrato nella nostra proposta”, fa notare Filisetti, sottolineando però che in ogni caso i clienti hanno la facoltà di utilizzare tutti gli altri hypervisor presenti sul mercato, come per esempio i classici Microsoft, VMware e Citrix.

Approccio “scale out”

Sempre nell’approccio della massima libertà consentito da Nutanix, è anche da sottolineare la possibilità di scalare le risorse, ma sempre con “un approccio scale out e non scale up, nel quale si aggiungono nuovi pezzi”, prosegue Filisetti, spiegando che “andiamo a creare un unico blocco hardware e un unico blocco software, dimensionati su quello che serve per partire, e poi si va avanti: non compro tutta l’infrastruttura subito come si farebbe con l’approccio tradizionale, ma aggiungo pezzi e scalo, con lo stesso livello di scalabilità consentito dal cloud pubblico”.

Go-to.market indiretto

Oggi, fanno sapere in Nutanix, la società ha un numero non lontano dagli 8mila clienti in 130 Paesi, con circa tremila persone, trenta delle quali in Italia. Il modello di go to market è al 100 per cento indiretto, con due modalità di base: da una parte quella classica con il distributore, che in Italia significa Exclusive Networks e Systematika, e i rivenditori certificati, che sono circa un centinaio distinti in Authorized, Premier ed Elite. L’altra modalità è quella che vede la presenza degli OEM, con contratti specifici quali quelli con DellEMC, Lenovo e IBM per i pSeries, e delle piattaforme certificate in modalità HCL, Hardware Compatibility List: è il caso di HPE e Cisco.

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In Europa si decide il post Prism https://www.datamanager.it/2015/06/in-europa-si-decide-il-post-prism/ Tue, 16 Jun 2015 18:00:03 +0000 http://www.datamanager.it/?p=76789 L’Unione fa un passo decisivo verso l’adozione di una normativa unica in difesa dei diritti digitali dei cittadini europei Il General Data Protection Regulation (GDPR) darà ai cittadini europei maggior controllo su ciò che succede ai loro dati personali quando vengono diffusi tramite servizi in rete. Il testo del GDPR è stato proposto dalla Commissione Europea […]

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L’Unione fa un passo decisivo verso l’adozione di una normativa unica in difesa dei diritti digitali dei cittadini europei

Il General Data Protection Regulation (GDPR) darà ai cittadini europei maggior controllo su ciò che succede ai loro dati personali quando vengono diffusi tramite servizi in rete. Il testo del GDPR è stato proposto dalla Commissione Europea nel 2012 come risposta allo scandalo Prism e nell’ottica di sostituire la Data Protection Directive del 1995. I ministri europei hanno accettato nella giornata di ieri la proposta normativa europea che dovrebbe blindare eventuali illeciti da parte di compagnie internazionali ai danni degli utenti della UE. La legge obbligherà le compagnie non europee a rispettare la legge unica che rappresenta solo il primo passo verso la creazione di un mercato digitale unico, come sottolineato dalla Commissione lo scorso mese.

Diritto all’oblio

Un punto cardine della normativa GDPR è il diritto all’oblio. Il testo prevede infatti che le compagnie notifichino agli utenti in maniera chiara e trasparente dove sono presenti i loro dati, qualora richiesto, e se sono stati oggetto di azioni da parte di hacker. Le autorità nazionali per la protezione delle informazioni personali potranno imporre sanzioni fino a 1 milione di euro o pari al 2% del fatturato annuo globale di un’azienda se dovesse violare la legge europea in via di definizione. Věra Jourová, commissario europeo per la giustizia e la parità di genere ha detto: “Oggi facciamo un grande passo verso lo sbarco dell’Europa nell’età digitale. I cittadini e i servizi professionali potranno contare su  una legge efficace che tiene il ritmo dei cambiamenti tecnologici. Sono convinta che possiamo raggiungere un accordo finale con il Parlamento Europeo e il Consiglio entro la fine dell’anno”.

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Il Senato USA boccia il Freedom Act https://www.datamanager.it/2014/11/senato-usa-boccia-freedom-act/ Wed, 19 Nov 2014 19:30:33 +0000 http://www.datamanager.it/?p=65228 58 contrari e 42 favorevoli alla proposta di legge che avrebbe riformato la NSA. Ma entro il 1 giugno 2015 qualcosa dovrà cambiare Come un fulmine a ciel sereno, è questa la sensazione che si ha alla notizia che il Senato degli Stati Uniti ha respinto la proposta di riforma della National Security Agency. Si […]

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58 contrari e 42 favorevoli alla proposta di legge che avrebbe riformato la NSA. Ma entro il 1 giugno 2015 qualcosa dovrà cambiare

Come un fulmine a ciel sereno, è questa la sensazione che si ha alla notizia che il Senato degli Stati Uniti ha respinto la proposta di riforma della National Security Agency. Si attendeva un esito ben diverso dalle votazioni tenute stanotte (ora italiana) presso il Senato USA. Alla fine sono stati 58 i voti contrari e 42 i favorevoli, troppo poco per arrivare ai 60 necessari per poter avviare l’iter di discussione sulla legge, che avrebbe messo fine alle controverse azioni della NSA nel collezionare i metadati telefonici e digitali degli americani (e non solo). Anche se le compagnie telefoniche avrebbero continuato a conservare una copia dei dati, sarebbe cambiato il modo in cui l’Agenzia di sicurezza nazionale avrebbe pescato in tali informazioni, con la necessità di avere più di un permesso da parte del discusso tribunale del Fisa.

Gioco dell’oca

Come detto ora siamo di nuovo al via. I politici statunitensi hanno deciso di bocciare la richiesta di riforma stilata nei mesi scorsi da Patrick Leahy, presidente pro-tempore del Senato. Una sconfitta per tutti, in primo luogo per le associazioni in difesa dei diritti civili, come la Electronic Frontier Foundation, che avevano cooperato con Lehay per la stesura del documento, considerato una rarità nel panorama costituzionale statunitense. Di certo qualcosa dovrà cambiare entro il 1 giugno del 2015. In quella data scadrà infatti la sezione sezione 215 dello USA Patriot Act, quella che permette ai capi dell’Intelligence di accedere alle registrazioni telefoniche delle persone considerate una minaccia per il paese. Che si voglia far proseguire la NSA nelle sue pratiche anarchiche di spionaggio o si decida di porre un freno, è certo che entro pochi mesi il Congresso dovrà prendere una decisione, con o senza Obama.

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NSA e i big della Silicon Valley: nemici amici https://www.datamanager.it/news/nsa-e-i-big-della-silicon-valley-nemici-amici-56113.html Wed, 07 May 2014 17:30:01 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/05/nsa-e-i-big-della-silicon-valley-nemici-amici/ Uno scambio di e-mail fra il co-fondatore di Google, Sergei Brin, e il direttore della NSA conferma che le aziende della Silicon Valley erano in buoni rapporti con l’intelligence USA Allo scoppio dello scandalo Datagate le grandi aziende della Silicon Valley, che sono state accusate di aver stretto un accordo per mitigare gli stipendi per […]

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Uno scambio di e-mail fra il co-fondatore di Google, Sergei Brin, e il direttore della NSA conferma che le aziende della Silicon Valley erano in buoni rapporti con l’intelligence USA

Allo scoppio dello scandalo Datagate le grandi aziende della Silicon Valley, che sono state accusate di aver stretto un accordo per mitigare gli stipendi per i rispettivi dipendenti, hanno subito dichiarato la propria estraneità alle attività di spionaggio effettuate dalla National Security Agency (NSA). Google, Microsoft, Facebook, Apple e molti altri, si sono scagliati anche con toni piuttosto accesi nei confronti dell’operato dell’intelligence statunitense. I loro rapporti però potrebbero non essere così tesi come si pensava.

Google e la NSA collaboravano

Al Jazeera ha pubblicato uno scambio di e-mail del 28 giugno 2012 fra Sergey Brin, co-fondatore di Google, e Keith Alexander, ex direttore della NSA. Nel messaggio, il numero uno dell’intelligence USA, che ha spiato Huwaei per avere informazioni sugli hacker cinesi, chiedeva con un tono piuttosto informale all’AD di Mountain View di partecipare a un meeting sulla sicurezza dei dispositivi mobili con altri manager dei big della Silicon Valley. La partecipazione di Google all’evento era definita “essenziale”. Brin rispondeva che purtroppo non poteva partecipare all’incontro per altri impegni e concludeva il messaggio con “mi farebbe piacere risentirci. Grazie! Eric”.

Lo scambio di e-mail non prova un coinvolgimento diretto di Google e soci nel progetto PRISM ma dimostra che le grandi aziende dell’hitech intrattenevano rapporti collaborativi e continui con la NSA. Ciò non aiuta certamente a rafforzare la credibilità di queste aziende nel difendere la privacy dei propri utenti.

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NSA: Obama tarda, il Brasile fa da sé https://www.datamanager.it/news/nsa-obama-tarda-il-brasile-fa-da-s-55006.html Wed, 26 Mar 2014 16:05:42 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/03/nsa-obama-tarda-il-brasile-fa-da-se/ Il paese sudamericano prova a mettere sul tavolo una propria legge contro lo spionaggio, in attesa che gli USA approvino la riforma dell'Intelligence

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Il paese sudamericano prova a mettere sul tavolo una propria legge contro lo spionaggio, in attesa che gli USA approvino la riforma dell’Intelligence

Nella giornata di ieri la Camera dei deputati del Congresso del Brasile ha apporvato una proprosta di legge che promette di garantire l’equità dell’accesso alla rete internet per i brasiliani e la protezione della privacy, sulla scia delle rivelazioni che riguardano gli Stati Uniti. Per assicurarsi il passaggio della legge, il governo ha dovuto abbandonare una disposizione precedente in cui si obbligavano le compagnie internet, che gestiscono anche dati di utenti brasiliani, a localizzare i server all’interno del territorio nazionale piuttosto che all’estero. 

La via brasiliana alla privacy

La disposizione era stata introdotta lo scorso anno a seguito delle rivelazioni di Edward Snowden sul Datagate, con l’obiettivo di centralizzare l’archiviazione e la gestione della privacy dei brasiliani all’interno di sttutture vicine e direttamente controllabili. La nuova proposta invece afferma come aziende del calibro di Google e Facebook, seppur memorizzino i dati dei cittadini all’interno di server localizzati altrove, sono soggette alle leggi e ai tribunali brasiliani, nei casi e nei contenziosi che riguardano le informazioni personali di persone residenti in Brasile.

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Edward Snowden: “La NSA è un pericolo per il web, bisogna fare qualcosa” https://www.datamanager.it/news/edward-snowden-la-nsa-un-pericolo-il-web-bisogna-fare-qualcosa-54488.html Wed, 12 Mar 2014 13:33:18 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/03/edward-snowden-la-nsa-e-un-pericolo-per-il-web-bisogna-fare-qualcosa/ Edward Snowden, la talpa del caso Datagate, ha parlato alla SXSW 2014: "La NSA è un pericolo per Internet. Qualcuno deve sorvegliare i sorveglianti"

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Edward Snowden, la talpa del caso Datagate, ha parlato alla SXSW 2014: “La NSA è un pericolo per Internet. Qualcuno deve sorvegliare i sorveglianti”

Ieri il wistleblower Edward Snowden è intervenuto alla South by Sothwest (SXSW) di Austin. In collegamento dalla Russia, dove ha cercato asilo anche per sfuggire ai tentativi di eliminarlo, la talpa del Datagate ha risposto alle domande dei partecipanti all’evento ed è ritornato sulle pratiche illecite portate avanti dall’intelligence statunitense.

“La NSA è un pericolo per Internet”

“Se permettiamo alla NSA di agire anche in futuro in modo così sfrenato, allora la comunità internazionale dovrà accettare che gli abusi continueranno.” – ha affermato Snowden – “Il tipo di sorveglianza di massa globale che fa l’NSA sta bruciando il futuro di Internet e le persone che si trovano in questa sala sono i vigili del fuoco. Abbiamo bisogno che ci aiutiate a risolverlo. Dobbiamo rendere sicuri i servizi”.

“Qualcuno deve fermare Washington”

Alla domanda di Tim Berners-Lee, il creatore del WWW che si è scagliato fortemente contro lo spionaggio della Rete, sulla possibilità di creare un sistema di controllo di Internet che punisca i trasgressori, Snowden ha risposto: “Credo che quello sia il punto chiave. Creare un sistema di questo tipo è molto complesso, tuttavia l’America non ha neanche iniziato a pensarci. Il problema è che i sorveglianti non sono interessati alla sorveglianza”. “Ora – ha continuato Snowden – abbiamo bisogno di un cane da guardia che controlli il Congresso”.

Snowden, l’NSA e l’Ue

Snowden è anche ritornato a parlare di Unione Europea, dopo aver accusato la NSA di aver guidato i programmi di spionaggio del Vecchio Continente. Per il whistelblower la raccolti di dati da parte dell’agenzia statunitense non si ferma a quelli personali degli utenti. Washington infatti avrebbe monitorato le attività dei mercati europei tramite il circuto Swift, la Società per le Telecomunicazioni Finanziarie Interbancarie Mondiali. Intanto l’Ue ha chiesto la creazione di un organo di controllo globale di Internet mentre la cancelliera tedesca Angela Merkel sostiene la costruzione di una Rete sicura che non comprenda gli Stati Uniti. 

Come ultima critica allo spionaggio incondizionato della NSA, Snowden ha citato il caso dell’attentato terroristico della maratona di Boston. “In quei giorni – ha sottolineato sarcastico la talpa del Datagate – stavano monitorando tutti, le comunicazioni di ognuno di noi, tranne che quelle dei sospetti”.

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Edward Snowden in diretta dalla SXSW https://www.datamanager.it/news/edward-snowden-diretta-dalla-sxsw-54311.html Wed, 05 Mar 2014 10:57:10 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/03/edward-snowden-in-diretta-dalla-sxsw/ La gola profonda del Datagate parlerà di privacy e NSA durante un'intervista video alla conferenza tecnologica South by Southwest 

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La gola profonda del Datagate parlerà di privacy e NSA durante un’intervista video alla conferenza tecnologica South by Southwest 

Un incontro per parlare di libertà della rete e diritti dei navigatori. Questo sarà lo speech di Edward Snowden, in rigorsa diretta streaming dalla Russia, all’interno del panel organizzato dalla American Civil LIberties Union (ACLU) del prossimo South by Southwest il prossimo 10 marzo. L’evento si tiene ad Austin in Texas ma sarà viaibile a tutto il mondo via streaming sul sito della SXSW.

Di cosa parlerà

“Le nostre comunicazioni non sono sicure. I nostri cellulari, email, testi e navigazioni web sono attività trasmesse senza sicurezza, rendendo semplice per i governi intercettarle, in blocco. In molti casi sono le stesse aziende a concedere ad altre il diritto di usarci a scopi pubblicitari. Ciò rende il compito della NSA ancora più semplice”. Questa è l’introduzione alla sessione che vedrà protagonista Edward Snowden con una serie di ingredienti davvero da non perdere.

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Così gli USA aumenteranno il monitoraggio di Prism https://www.datamanager.it/news/cos-gli-usa-aumenteranno-il-monitoraggio-di-prism-54189.html Fri, 28 Feb 2014 19:30:02 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/02/cosi-gli-usa-aumenteranno-il-monitoraggio-di-prism/ Il paradosso della giustizia americana: si accetta di limitare il lavoro della NSA ma allo stesso tempo si chiede di allungare il periodo di conservazione dei dati degli utenti. Ma solo per casi giuridici 

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Il paradosso della giustizia americana: si accetta di limitare il lavoro della NSA ma allo stesso tempo si chiede di allungare il periodo di conservazione dei dati degli utenti. Ma solo per casi giuridici 

E’ quanto avrebbe chiesto il Dipartimento della Giustizia degli Stati Uniti (DoJ) al tribunale del Foreign Intelligence Surveillance Act (FISA) nelle ultime ore. La richiesta concerne il tempo di permanenza, negli archivi governativi, delle informazioni personali prelevate dalle registrazioni telefoniche degli utenti. Un’importante specifica riguarda però il fatto che nessun agente governativo potrà accedere ai dati conservati che saranno visionabili solo da giudici e corti autorizzate.

ACLU e EFF contrarie

La richiesta del governo USA riguarda i cosiddetti metadata, che saranno tenuti “sotto stretto controllo” e accessibili solo “per scopi limitati”. L’ACLU, American Civil Liberties Union ha rilasciato un commento sulla questione: “Si tratta solo di un diversivo, noi non abbiamo nessuna obiezione sulla possibilità che il governo cancelli quelle registrazioni. Dovrebbero eliminare tutto il database”. La scorsa settimana la Electronic Frontier Foundation ha pubblicato una lettera in cui ha provato ad incoraggiare l’industria tecnologica a rendere più difficile il “compito della NSA” e dei governi nello spiare le comunicazioni dei cittadini. Ci riusciranno? E soprattutto: lo vorranno?

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Sexting su Yahoo! Chat: NSA e GCHQ hanno visto tutto https://www.datamanager.it/news/sexting-su-yahoo-chat-nsa-e-gchq-hanno-visto-tutto-54192.html Fri, 28 Feb 2014 09:47:13 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/02/sexting-su-yahoo-chat-nsa-e-gchq-hanno-visto-tutto/ La GCHQ, in collaborazione con la NSA, ha intercettato le conversazioni video sulla chat di Yahoo!. Tra i contenuti raccolti ci sarebbero anche quelli a sfondo sessuale

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La GCHQ, in collaborazione con la NSA, ha intercettato le conversazioni video sulla chat di Yahoo!. Tra i contenuti raccolti ci sarebbero anche quelli a sfondo sessuale

Che la NSA avesse spiato i server di Yahoo! è cosa nota già da tempo ma le ultime indiscrezioni rivelate dal The Guardian vanno ben oltre le semplici attività di spionaggio. Il quotidiano britannico ha rivelato che dal 2008 al 2010 l’intelligence USA e la GCHQ, che si è introdotta persino nelle suite dei diplomatici, hanno intercettato le conversazioni video via webcam sulle chat di Yahoo!. In 6 mesi il programma Optic Nerve ha raccolto immagini di 1,8 milioni di utenti dell’azienda di Sunnyvale, che ha cominciato a criptare tutti i suoi dati.

La GCHQ ha visto i tuoi sex tape

I contenuti che hanno più interessato le due agenzie sono ovviamente quelli a sfondo sessuale, come quelli che hanno messo nei guai diversi professionisti a Genova. Intercettazioni di questo tipo sono comunque la norma. Snowden aveva già rivelato che la NSA aveva spiato i siti pornografici per ricattare i possibili reclutatori e guide spirituali dei terroristi.

Yahoo! ha immediatamente affermato che non sapeva di queste attività e ha sottolineato come questa pratica realizzi “un intero nuovo livello di violazione della privacy dei nostri utenti”. La GCHQ, al contrario, non ha voluto commentare la notizia e ha ribadito che le operazione dell’agenzia sono eseguite in modo rigoroso e solo in conformità alle direttive del governo.

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Blackphone: lo smartphone anti PRISM presentato al MWC 2014 https://www.datamanager.it/news/blackphone-lo-smartphone-anti-prism-presentato-al-mwc-2014-54067.html Tue, 25 Feb 2014 13:23:51 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/02/blackphone-lo-smartphone-anti-prism-presentato-al-mwc-2014/ Al MWC 2014 è stato presentato Blackphone, lo smartphone la cui sicurezza contro violazioni e e intercettazioni è garantita da Phil Zimmermann

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Al MWC 2014 è stato presentato Blackphone, lo smartphone la cui sicurezza contro violazioni e e intercettazioni è garantita da Phil Zimmermann

Al Mobile World Congress 2014, evento durante il quale Nokia ha presentato i suoi smartphone Android, è stato finalmente tolto il velo a Blackphone, lo smartphone a prova di qualsiasi intromissione. La National Security Agency ha dimostrato la sua capacità di leggere SMS e intercettare le chiamate vocali ma difficilmente riuscirà nell’impresa di violare Blackphone. Questo smartphone è dedicato, come spiega l’AD di Blackphone, Toby Weir-Jones: “a tutti, dai manager ai comuni cittadini, per chi non vuole avere qualcuno che li spii costantemente e non desidera affidarsi ad aziende che fanno dei loro dati il proprio business”.

Caratteristiche tecniche

Esteticamente piuttosto spartano. Blackphone è dotato di un display da 4,7 pollici HD, 2 GB di RAM e 16 GB di spazio di archiviazione. Il processore è da 2 GHz mentre la fotocamera forntale è da più di 8 megapixel con flash. Il device è dotato di connettività 4G LTE, HSDPA+ e Bluetooth 4.0. Il sistema operativo è PrivatOS, una versione rivisitata di Android. La sicurezza nel download delle app su Play Store è assicurata da Security Center.

I software di sicurezza

Quello che caratterizza Blackphone non è però il comparto hardware quanto i software accessori per la sicurezza. All’acquisto dello smartphone sono compresi un abbonamento di due anni a Silent Circle, un’app per criptare chiamate e messaggi, e a Disconnect, un software che blocca i siti che tracciano la presenza dell’utente. Nel pacchetto è compreso anche un abbonamento biennale a SpiderOak, un servizio per memorizzare file in totale sicurezza, e l’integrazione con Kismet, un’app che analizza il traffico wireless. Tutti questi prodotti potranno essere estesi senza alcun esborso ad altri tre utenti iOS o Android.

“È giunto il momento per la telefonia sicura” – ha annunciato Phil Zimmermann, co-fondatore di Silent Circle – “Abbiamo lavorato direttamente sulla piattaforma creando un telefono pensato per la privacy e per essere protetto da attacchi esterni. Noi  – ha continuato il crittografo USA – non condividiamo le chiavi con nessuno né con il governo, né con le società di telecomunicazioni e tanto meno con gli hacker cinesi”.

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