Altea, innovazione per l’industria

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Ormai capofila di un vero e proprio Gruppo, il system integrator prosegue nel suo percorso di crescita che poggia sulla proposta di soluzioni innovative e su nuove modalità organizzative, dove spicca la presenza di aziende “federate” accanto a quelle controllate direttamente

Per Altea, anche il 2014 si chiude con una crescita a due cifre. Intorno al 10%, come è in grado di anticipare con comprensibile orgoglio Andrea Ruscica, fondatore e presidente della società di consulenza nata nel 1993 in Piemonte e affermatasi oggi come un Gruppo di aziende: 450 persone e oltre 41 milioni di euro di fatturato, con sedi a Milano, Torino, Maranello, Bologna e a Baveno sul Lago Maggiore. In un contesto economico che tuttora lascia scarsi spazi alla crescita, la vitalità di Altea rappresenta un elemento di ottimismo, ulteriormente rafforzato dal fatto che la società sta mettendo a segno incrementi a due cifre da quattro anni consecutivi. Che tra l’altro gli sono valsi una posizione di centro classifica nella Top 100 nel Software e Servizi di IDC Italia, conquistando il 53esimo posto rispetto all’89esimo dell’anno precedente. Il segreto? «Siamo nati nella consulenza organizzativa per le aziende, soprattutto per quelle attive nell’ambito del manifatturiero discreto, e poi ci siamo affacciati al mondo degli ERP, cogliendo il boom di fine anni Novanta legato all’introduzione dell’euro e del Millennium bug. Il mercato ha riconosciuto la nostra capacità di essere bravi consulenti e anche bravi implementatori» – ricorda Ruscica.

Consulenza e implementazione

Proprio questa duplice natura permette alla società di proporre alle aziende soluzioni innovative per assistere i percorsi di trasformazione organizzativa e tecnologica sempre più indispensabili per rimanere competitivi sul mercato. «Crediamo da sempre che la tecnologia sia uno strumento abilitatore e non un fine ultimo» – sottolinea Ruscica. «Per questo, proponiamo soluzioni ad alto contenuto innovativo, con un’offerta che spazia in numerosi ambiti, dall’ERP alla gestione della supply chain e dalle risorse umane al cloud, accompagnando le aziende nel loro processo di trasformazione sia tecnologico sia organizzativo, lungo le direttrici fondamentali che sono persone, sistemi e organizzazione». Per fare questo, Altea opera principalmente con tre vendor di primo piano, che “pesano” con quote più o meno analoghe nel mix di fatturato della società: si tratta di SAP, di cui viene implementata l’intera gamma di soluzioni, di Microsoft, con tutta l’offerta Dynamics e CRM, e Infor, che ha anche raccolto l’eredità di Baan, primo storico ERP a essere implementato da Altea nel 1997.

Acquisizioni di rilievo

Per quanto riguarda i settori di attività, la società è focalizzata da sempre nell’ambito industriale, coprendo un po’ tutti i segmenti: dal chimico-farma dell’industria di processo alla distribuzione del fashion & retail, alle aziende di machinery e di ingegneria, fino ai servizi professionali. «La maggior parte dei nostri clienti sono aziende che operano nella realizzazione di prodotti» – sintetizza Ruscica. Una specializzazione nell’ambito delle aziende di produzione che abbraccia anche la fase dello sviluppo prodotti, grazie all’acquisizione, avvenuta nel 2004, di PLM Systems, società con sede principale a Torino che si occupa appunto di product lifecycle management, e che mette Altea in grado di «coordinare e supportare tutti i processi di un’azienda, contestualizzando al massimo le diverse fasi del ciclo di sviluppo in modo da trarre il maggior valore possibile» – spiega Ruscica. Un’altra acquisizione di rilievo è stata quella, avvenuta nel 2012, del ramo d’azienda di Reno Sistemi attivo in ambito Microsoft Dynamics, «tramite il quale abbiamo costituito la società Alterna, forte di 130 persone interamente impegnate in ambito Dynamics e che si colloca tra i primi tre partner italiani di Microsoft» – sottolinea Ruscica.

Nuovo modello organizzativo

Emerge così il modello organizzativo del Gruppo Altea, che è costituito da un “core” di aziende controllate, «tutte con una dimensione critica di almeno 10 milioni di euro di fatturato, che di fatto costituisce il requisito per avere dignità di company a sé stante» – puntualizza Ruscica – e un nuovo sistema federativo di società collegate a elevata specializzazione.

Se a tutt’oggi, a fine 2014, le controllate sono appunto PLM Systems e Alterna, dal primo gennaio 2015 si aggiungerà AlteaIN, dedicata all’ambito Infor, mentre per il 2016 si sta predisponendo il “distacco” del nucleo che si occupa di SAP, sempre in base al criterio di focalizzazione di competenze. Al termine di questo processo, «Altea propriamente detta si concentrerà maggiormente nel ruolo di holding, ma non puramente finanziaria, quanto di capogruppo con vero e proprio carattere industriale, per supportare i processi “core” del Gruppo e ottimizzarli al meglio» – spiega Ruscica. Lo scopo di questa ricerca di sempre maggiore efficienza per Altea come capogruppo significa «porsi sempre più quale laboratorio di innovazione a servizio dei clienti e della nostra organizzazione, in modo da anticipare i bisogni e offrire nuove soluzioni» – prosegue Ruscica.

L’approccio federativo

Ma proprio perché «negli ultimi cinque anni, lo scenario IT è cambiato completamente e vede una molteplicità di temi da sviluppare, che richiederebbero tempi troppo lunghi per garantire una visione strategica comune, abbiamo deciso di adottare un approccio per così dire “federativo”, nel quale vengono riunite sia le nostre aziende controllate sia le aziende federate» – fa sapere Ruscica. Di queste ultime, ve ne sono attualmente tre: Helianthos, che si occupa di management consulting indirizzato ai CFO; Briefing, attiva in ambito SAP CRM e SAP Financial, e infine Cyrius2, per le soluzioni SAP nell’area automotive. Tratto comune alle aziende “federate” è quello di essere snelle, con un organico di 20-30 persone, e di conferire una quota societaria di minoranza ad Altea, riservando di conseguenza un posto nel Consiglio d’Amministrazione al presidente Andrea Ruscica. Date le esperienze più che positive fin qui avute, l’idea è quella di ampliare il modello, facendo entrare altre aziende nel novero delle federate, «scegliendole tra quelle che non si sovrappongono con le nostre attività e le nostre competenze, ma che completano l’offerta e la copertura territoriale» – spiega Ruscica. Ma non solo: «Tenendo presente una strategia di internazionalizzazione, andremo ad acquisire quote qualificate di aziende per espanderci fuori dall’Italia». Non a caso, i due recentissimi esempi di nuove federate sono rispettivamente AppForGood, che si occupa di digital transformation rivolgendosi soprattutto ai chief marketing officer, e Eurodesk, società con sede a Belgrado attiva nei servizi di continuità.

Il valore degli skill consulenziali

Infine, c’è un altro aspetto che contraddistingue Altea: l’attenzione alla gestione delle persone. «Investiamo molto sui “soft skill”. Se sul mercato non è difficile trovare bravi tecnici, quello che è raro sono i bravi consulenti – per esempio – quelli che sappiano relazionarsi con diversi interlocutori, esprimendo uno standing adeguato e la capacità di governare i progetti complessi, interpretando i processi di business e padroneggiando le tecnologie. Si tratta di un fattore differenziante che noi come Altea portiamo nel nostro DNA consulenziale. Per questo motivo, lo coltiviamo nei giovani che formiamo ogni anno nelle nostre Academy. Capacità che ci vengono riconosciute dai clienti, tanto da chiederci di formare anche i loro talenti. Un ottimo riconoscimento per il nostro operato» – conclude Andrea Ruscica.

Foto di Gabriele Sandrini


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Categorie: Mercato