Se fosse Elon Musk l’inventore dei Bitcoin?

Elon Musk: nel 2020 auto elettriche con 1.200 km di autonomia bitcoin

Un ex dipendente di SpaceX afferma che Elon Musk è il vero creatore dei Bitcoin. Il miliardario nega ma i grandi media non sono così scettici sulla veridicità della notizia

Mai come in questi giorni i Bitcoin sono sulla bocca di tutti. Le cryptomonete hanno superato un valore di 10mila dollari tanto che in molti hanno già cominciato a parlare di bolla speculativa. Tutti sappiamo che questa valuta digitale è stata creata da Satoshi Nakamoto ma chi si nasconda dietro a questo pseudonimo è rimasto un mistero. Negli anni sono comparsi moltissimi presunti inventori dei Bitcoin ma alla fine si sono rivelati solamente dei millantatori. Sahil Gupta, ex stagista di SpaceX, è convinto che Nakamoto sia in realtà Elon Musk e lo ha detto apertamente su Medium. La notizia è stata ripresa da Bloomberg che ritiene questa indiscrezione piuttosto credibile.

Innanzitutto Musk è un profondo conoscitore del linguaggio C++ utilizzato per scrivere il codice di Bitcoin. Bisogna anche dire che il CEO di Tesla non è l’unico ad avere questa capacità. Il miliardario inoltre è sempre stato piuttosto avverso al sistema bancario nella sua forma attuale e nel 1998 ha fondato PayPal per fornire un’alternativa più sicura e trasparente. Non bisogna poi dimenticare che Musk è fondamentalmente un visionario e si è impegnato per trovare soluzioni a problemi globali. Basta pensare ai suoi investimenti nel campo delle energie alternative e trasporto pubblico o il suo desiderio di portare l’uomo su Marte. Queste sono ovviamente solo prove indiziare e c’è un aspetto importante della personalità di Musk da tenere in considerazione. Il re della mobilità elettrica ha un rapporto piuttosto morboso con i media e non perde occasione di vantarsi dei suoi successi. Se avesse davvero creato i Bitcoin difficilmente lo avrebbe nascosto al mondo. Musk ha infatti negato di essere Nakamoto e anzi ha detto di aver ricevuto in regalo alcune cryptomonete ma di non ricordare più in quale computer le conserva.

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