Kepler, il telescopio che cercava i gemelli della Terra, si è spento

La NASA spegn Kepler
Kepler, il satellite scopritore di esopianeti, si è spento

La NASA ha mandato in pensione Kepler, il telescopio che dal 2009 ha scoperto più di 5mila esopianeti ed era stato riparato appena l’anno scorso

La NASA ha dovuto dire addio a Kepler uno dei più famosi telescopi in attività. Il compito di questo satellite era quello di individuare gli esopianeti, ovvero corpi celesti con caratteristiche simili a quella della Terra, e ha svolto il suo compito alla perfezione. Il telescopio è stato lanciato il 6 marzo del 2009 e la sua missione sarebbe dovuta prolungare 3 anni e mezzo. L’agenzia spaziale americana ha poi deciso di estenderla fino al 2016 ma c’è stato un momento in cui sembrava tutto perduto. Kepler ha riscontrato un malfunzionamento nel 2013 che fortunatamente è stato risolto l’anno successivo. Nei suoi 9 anni di attività il telescopio ha monitorato oltre 530mila stelle nelle costellazioni del Cigno e della Lira,  individuando 2.600 gemelli del nostro pianeta al di fuori del Sistema Solare e altri 2.900 ancora più distanti. Oggi però il satellite ha finito il carburante e sarà quindi dismesso.

“Kepler è stata la prima missione a caccia di pianeti della NASA e ha aperto la strada alla ricerca della vita oltre il Sistema Solare”, ha detto Thomas Zurbuchen, del Direttorato delle missioni scientifiche dell’agenzia spaziale. “Quando abbiamo concepito questa missione, 35 anni fa, non conoscevamo alcun pianeta esterno al Sistema Solare”, ha sottolineato il responsabile della missione, William Borucki, del Centro di ricerca Ames della NASA. Dalle analisi di Kepler gli scienziati hanno potuto dedurre che circa il 50% delle stelle visibili nel cielo può ospitare pianeti simili al nostro e forse anche la vita. “Abbiamo dimostrato – ha aggiunto Borucki – che ci sono più pianeti che stelle nella Via Lattea, che molti somigliano alla Terra” e che alcuni di essi “sono alla giusta distanza dalla stella per ospitare acqua liquida, una condizionale favorevole alla vita”.

Leggi anche:  Amazon intende aprire più di 3mila negozi Go