Huawei licenzia il dipendente arrestato in Polonia

Huawei licenzia il dipendente arrestato in Polonia

Huawei ha licenziato il dipendente arrestato in Polonia per spionaggio per conto della Cina. La posizione dell’azienda in campo internazionale si aggrava

Huawei sta vivendo il momento più difficile della sua storia. Al contrario di colossi come Apple e Samsung, che hanno visto calare le previsioni di vendita dei propri smartphone, il produttore cinese non ha problemi dal lato commerciale ma da quello politico. La scorsa settimana un suo dipendente, Weijing Wang, è stato arrestato in Polonia con l’accusa di spionaggio per contro del governo cinese. Il terzo produttore di smartphone al mondo è stato spesso accusato di avere rapporti troppo stretti con il Partito e ha motivato la sua decisione affermando che è stata presa per evitare “ulteriori critiche” sul proprio operato e perché il lavoratore in questione ha danneggiato l’immagine dalla società. Joachim Brudzinski, ministro polacco per gli Affari Interni, ha chiesto ufficialmente all’Unione Europea e alla NATO un coordinamento per eventuali sanzioni nei confronti di Huawei o per il bando dei suoi dispositivi. La Polonia comunque si è detta disposta a collaborare con la Cina per far luce sulla questione mentre altri Paesi europei hanno un atteggiamento molto meno amichevole nei confronti dell’azienda di Shenzhen.

L’intera vicenda è esplosa con l’arresto in Canada di Meng Wanzhou, CFO di Huawei e figlia del fondatore, con l’accusa di aver aggirato le sanzioni nei confronti dell’Iran. Gli Stati Uniti ne hanno richiesto l’estradizione facendo infuriare Pechino. La donna è stata poi rilasciata su cauzione ma non prima che alcuni cittadini canadesi venissero fermati in Cina. In seguito sono emersi nuovi documenti che confermerebbero i rapporti tra Huawei, Iran e Sira e l’arresto di Wang. Nel frattempo altre nazioni oltre gli USA hanno deciso per il bando dei dispositivi del produttore per evitare il rischio di spionaggio o gli hanno impedito di costruire la sua infrastruttura di rete per il 5G. Dietro a tutta questa vicenda si nasconde infatti uno scontro tra l’Occidente e la Cina per il controllo di questa tecnologia.

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