Il nuovo MacBook Pro 16 arriva a settembre

Il nuovo MacBook Pro 16 arriva a settembre

Apple potrebbe lanciare il suo prossimo portatile, con display più ampio, durante l’evento di presentazione degli iPhone 11

Attendiamo oramai da lungo tempo un nuovo MacBook pro, magari con schermo più grande, da 16 pollici. Ed ecco che un rapporto di Ming-Chi Kuo, da sempre vicino ai fatti Apple, dichiara che un nuovo portatile non sarà sugli scaffali prima del 2020, addirittura 2021. Non la pensa così l’analista di mercato di IHS, Jeff Lin, che si aspetta che il MacBook 16 venga presentato a settembre, insieme all’iPhone 11. “Prevediamo che Apple rilascerà un nuovo prodotto all’evento del 19 settembre, sempre che non vi siano problemi di sviluppo dell’ultimo momento” – ha detto Lin in una e-mail inviata a Forbes.

Cosa sappiamo del MacBook Pro 16

Lin nota anche che, nonostante le recenti chiacchiere circa il fatto che Samsung abbia discusso con Apple la possibilità di fornire display Oled per il MacBook Pro 16, il laptop utilizzerà un pannello LCD di LG Display con una risoluzione da 3072 x 1920 pixel, comunque di più dei 2.880 × 1.800 pixel del modello Pro da 15 pollici. Il MacBook Pro 16, ovviamente, sarà dotato anche di una nuova CPU, con voci precedenti che suggerivano come potrebbe essere uno dei primi portatili a beneficiare dei chipset Intel Core Serie 9 di decima generazione che probabilmente saranno abbinati ad almeno 8 GB RAM e 128 o 256 GB di storage SSD.

Ma non solo: entro l’anno dovremmo vedere anche aggiornamenti dei MacBook Air e MacBook Pro da 13 pollici, con nuovi processori. Difficile dire se anche questo hardware vedrà la luce durante il keynote di settembre ma nulla è dato per scontato o impossibile. Non ci sono parole invece su un aggiornamento al MacBook 12, che non viene aggiornato dal 2017 e ancora potenziato da un processore Intel Core m3 di settima generazione. Anche se Apple non ha commentato la voce, l’azienda ha recentemente presentato una serie di nuovi modelli Mac presso il database Eurasian Economic Commission, e potrebbe trattarsi proprio dei dispositivi citati sopra.

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