Google e l’Ue: Almunia minaccia sanzioni

Joaquin Almunia minaccia Google di sanzioni

Il Commissario antitrust Ue Joaquin Almunia ha minacciato di imporre sanzioni a Google se non presenterà nuove concessioni in materia di ricerche online

Google sperava di aver definitivamente risolto la questione del posizionamento dei link all’interno del suo motore di ricerca ma un accordo con l’Ue sembra ancora lontano. Nel 2010 un consorzio di aziende aveva accusato Big G di favorire sulla sua piattaforma i propri servizi a sfavore di quelli dei concorrenti. In seguito la Commissione europea aveva aperto un’indagine preliminare per verificare che non fossero state attuate dall’azienda di Mountain View pratiche anti-concorrenziali. Dopo un lunghissimo tira e molla sembrava che il commissario antirtrust Joaquin Almunia avesse accettato la proposta di Google per risolvere la questione. Oggi la sua posizione si è invece irrigidita e ha minacciato di sanzionare Big G se  non cambierà radicalmente le sue policy. Le pressioni degli editori europei e di News Corp affinché l’Ue rigetti la proposta di Google sembrano avere avuto effetto sull’opinione di Almunia sulla questione.

Almunia: “Google presenti nuovi concessioni o arriveranno le sanzioni”

Almunia, in occasione della riunione della commissione affari economici del Parlamento europeo, ha dichiarato di aspettarsi “da Google nuove concessioni che possano venire incontro alle questioni sollevate” dai suoi concorrenti. Nel caso in cui Big G non presentasse una proposta ritenuta soddisfacente ” “il prossimo passo sarebbe l’invio di una lettera di obiezioni”, ovvero un documento in l’Ue apre formalmente un contenzioso che può portare a sanzioni. Dati i tempi piuttosto ristretti Almunia ha ammesso che se “Google presenta le sue concessioni entro la fine di ottobre, lavorerò sul caso fino all’ultimo munito del mio mandato  altrimenti “toccherà al mio successore”.

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La prossima Commissione sarà guidata da Jean-Claude Juncker e si riunirà a novembre. Dalle voci che circolano i nuovi membri non sembrano propensi ad accettare le proposte di Google a causa delle pressioni da parte di un gruppo governi europei capitanati dalla Germania, che recentemente ha chiesto a Big G di rivelare l’algoritmo utilizzato per il posizionamento dei link all’interno del suo motore di ricerca.