La NSA è dalla parte di Apple?

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L’ex capo della National Security Agency, Michael Hayden, si è espresso sulla possibilità che le compagnie installino backdoor nei loro prodotti

Il caso FBI vs Apple non ha termine. Dopo il botta e risposta tra i soggetti interessati, anche il resto del mondo hi-tech e politico si è espresso sulla situazione. Se i vari big della rete, come previsto, si sono posti sin da subito al fianco di Cupertino, desta maggiore interessa la stessa fazione scelta da Michael Hayden, che è stato per diversi anni direttore della National Security Agency. L’ex generale si è da sempre espresso a favore dei programmi di sorveglianza intrapresi dalla NSA a danno di milioni di americani, riconoscendoli come essenziali nella lotta al terrorismo, ma quando si tratta di ledere la privacy degli utenti le cose sono diverse.

La soluzione è nella collaborazione

Durante un’intervista a USA Today, l’uomo ha spiegato che alla base delle recenti richieste dei federali c’è la mancanza di collaborazione tra le multinazionali e gli investigatori. Un panorama che, se dovesse sfociare in un via libera delle forze dell’ordine ai sistemi mobili, potrebbe aprire le porte ad una serie di violazioni “controllate”, pericolose per tutti gli utenti smartphone e tablet. “Sono a favore del governo quando si tratta di sicurezza. Ma non posso che oppormi allo sforzo, in particolare del direttore dell’FBI, di infrangere le misure cautelative degli smartphone. Quello di cui gli americani hanno bisogno è un bilanciamento tra privacy e protezione; è difficile da raggiungere ma bisogna lavorarci”.

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