Nintendo Switch ha risvegliato il mercato delle console portatili

L’ibrido di Nintendo è ancora in testa alle vendite mese su mese e per questo le rivali starebbero pensando alle loro iterazioni mobili

Nintendo lo aveva detto in tempi non sospetti: la nuova console sarà un prodotto unico, sbalorditivo, che attrarrà un sacco di persone. Forse gli analisti non ci credevano ma l’oggetto ha confermato le aspettative del produttore. Negli ultimi mesi Switch è saldamente in testa alle vendite di console a livello globale, avendo lasciato indietro Sony e Microsoft, che si appresta a lanciare la sua Xbox One X, vero mostro di potenza e prestazioni. Il successo della casa nipponica ha però riacceso gli entusiasmi del gioco in mobilità, quello che valica i limiti ancora evidenti di smartphone e tablet. Tra le tante compagnie, proprio Sony potrebbe rinvigorire la flotta di PSP, malamente caduta nell’oblio dopo i non esaltanti risultati di PS Vita.

Piccolo è bello

Nelle scorse settimane sembrava che il colosso giapponese stesse preparando il lancio di una nuova console portatile, con l’intento di raggiungere i fasti della PSP, vera icona della prima decade dei 2000. Eppure l’entourage nega tutto, forse per portare avanti una certa strategia di marketing nei confronti della diretta rivale connazionale, Nintendo appunto. Intervenendo su Bloomberg, Andrew House, presidente di Sony Interactive Entertainment, ha spiegato che all’orizzonte non vi è alcuna nuova PS Vita, fondamentalmente per la mancanza di domanda da parte del mercato; ma allora come si spiega il clamore intorno alla Switch?

“Quello di Nintendo è un dispositivo diverso, ibrido, che soddisfa bisogni differenti – ha spiegato – hanno seguito una strada diversa e si è rivelata vincente. Noi restiamo concentrati sul grande schermo, almeno per adesso”. Non è detto che Sony abbia mollato del tutto il contesto del gioco in mobilità. Di certo in un mondo che guarda soprattutto ai risultati di vendita, la Switch rappresenta un esempio da seguire per cercare di svecchiare metodologie di accesso e di fruizione dei videogame; un modello che la concorrenza potrebbe far proprio per riprendersi un mercato sempre più eterogeneo.

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