Matteo Testa – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Thu, 28 Feb 2019 20:35:48 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Matteo Testa – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Netflix sonda la reazione a prezzi più alti, ma non ci saranno rincari (forse) https://www.datamanager.it/2019/02/netflix-sonda-la-reazione-a-prezzi-piu-alti-ma-non-ci-saranno-rincari-forse/ Thu, 28 Feb 2019 18:30:40 +0000 http://www.datamanager.it/?p=184625 Netflix in questi giorni sta proponendo prezzi diversi per i suoi piani rispetto a quelli ufficiali ma si tratterebbe solo di un esperimento In questi giorni una delle certezze degli utenti Netflix, ovvero il costo dell’abbonamento, è venuta meno. L’azienda di Los Gatos infatti sta proponendo tariffe diverse da quelle dichiarate fino ad oggi lasciando […]

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Netflix in questi giorni sta proponendo prezzi diversi per i suoi piani rispetto a quelli ufficiali ma si tratterebbe solo di un esperimento

In questi giorni una delle certezze degli utenti Netflix, ovvero il costo dell’abbonamento, è venuta meno. L’azienda di Los Gatos infatti sta proponendo tariffe diverse da quelle dichiarate fino ad oggi lasciando sbigottiti i potenziali nuovi clienti, che si sono trovati davanti costi superiori a quelli “ufficiali”. Il piano Base prima dell’attuale caos costava 7,99 euro, quello Standard 10,99 euro e il Premium 13,99 euro. Se invece si accede oggi alla piattaforma è possibile trovare abbonamenti Base a 8,99 euro o Premium da 15,99 a 16,99 euro al mese. Netflix comunque non è impazzita ma sta semplicemente tastando la reazione del pubblico di fronte ad un aumento del costo del suo servizio. Andando a completare la procedura d’acquisto, infatti, i prezzi tornano quelli ufficiali.

“Stiamo testando prezzi leggermente diversi per capire meglio come i nostri consumatori valutano Netflix”, ha fatto sapere Netflix Italia a Tom’s Hardware – Non tutti vedranno questo test e potremmo non applicare mai questi prezzi al di là del test. Il nostro obiettivo è assicurarci che Netflix abbia sempre un elevato rapporto qualità-prezzo”. Insomma, l’azienda di Los Gatos, che a breve dovrà vedersela con una nuova offerta di streaming TV targata Apple, non sembra intenzionata a voler aumentare i prezzi ma allo stesso tempo non è stata propriamente trasparente con i suoi utilizzatori attuali e futuri. Non c’è comunque la certezza definitiva che in Italia i rincari non arriveranno, in quanto negli Stati Uniti e in Sud America è già in programma di alzare l’asticella

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Swatch accusa Samsung: “Copia i quadranti dei nostri orologi” https://www.datamanager.it/2019/02/swatch-accusa-samsung-copia-i-quadranti-dei-nostri-orologi/ Thu, 28 Feb 2019 16:00:51 +0000 http://www.datamanager.it/?p=184581 Swatch ha denunciato Samsung per violazione del copyright relativo ai quadranti degli orologi di alcuni suoi marchi e chiede 100 milioni di dollari di risarcimento Swatch è certamente una delle aziende leader nel settore degli orologi svizzeri ma ha ottenuto alterne fortune in quello degli smartwatch. Altre aziende come Apple, Samsung e Xiaomi hanno venduto […]

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Swatch ha denunciato Samsung per violazione del copyright relativo ai quadranti degli orologi di alcuni suoi marchi e chiede 100 milioni di dollari di risarcimento

Swatch è certamente una delle aziende leader nel settore degli orologi svizzeri ma ha ottenuto alterne fortune in quello degli smartwatch. Altre aziende come Apple, Samsung e Xiaomi hanno venduto un numero di pezzi decisamente superiore all’azienda elvetica ma questa non ci sta a chinare il capo quando ritiene di aver subito un plagio, come era già successo nel caso della campagna “Tick Different” del colosso di Cupertino. Swatch infatti ha depositato una denuncia negli Stati Uniti nei confronti di Samsung accusandola di aver realizzato i quadranti digitali per i propri smartwatch copiando quelli dei marchi Longines, Omega e Tissot di sua proprietà. Nei documenti presentati ai giudici si afferma che gli orologi intelligenti della società coreana, che ha ufficialmente ampliato la famiglia di questi prodotti durante l’evento unpacked 2019,  presentano “caratteristiche identiche o virtualmente identiche”. “Questa copia sfacciata dei nostri marchi  – afferma l’azienda svizzera – può avere un unico scopo: approfittarsi della fama, della reputazione e del valore dei prodotti e dei marchi delle società che fanno parte del Gruppo Swatch, costruite con cura per decenni”.

Swatch per la violazione dei suo copyright avrebbe chiesto un risarcimento di 100 milioni di dollari ma molti ritengono che alla fine probabilmente si arriverà a un accordo extra giudiziario. I quadranti per smartwatch sono infatti offerti non solo da Samsung ma anche da app di terze parti e per questo, come sottolinea Fortune, potrebbe essere difficile proteggere questo tipo di design. Nel 2012 anche Apple era finita ai ferri corti con un’azienda svizzera per colpa dell’orologio presente in iOS 6 per iPad. Hans Hilfiker l’accusava di aver copiato il design dei suoi prodotti, che si trovano nelle stazioni ferroviarie di tutta la confederazione, nel realizzare il suo segnatempo digitale. Alla fine la multinazionale di Steve Jobs dovette sborsare 21 milioni di euro di risarcimento.

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Xiaomi lavora a Black Shark 2: ecco le prime immagini https://www.datamanager.it/2019/02/xiaomi-lavora-a-black-shark-2-ecco-le-prime-immagini/ Thu, 28 Feb 2019 13:25:57 +0000 http://www.datamanager.it/?p=184570 In Rete sono apparse le prime immagini di Black Shark 2. Lo smartphone per il gaming di Xiaomi avrà un design meno estremo e una doppia fotocamera posteriore Xiaomi è entrata prepotentemente nel mondo gaming con il lancio di Black Shark, uno smartphone ottimizzato proprio per soddisfare le esigenze dei videogiocatori in ambito mobile. Lo […]

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In Rete sono apparse le prime immagini di Black Shark 2. Lo smartphone per il gaming di Xiaomi avrà un design meno estremo e una doppia fotocamera posteriore

Xiaomi è entrata prepotentemente nel mondo gaming con il lancio di Black Shark, uno smartphone ottimizzato proprio per soddisfare le esigenze dei videogiocatori in ambito mobile. Lo scorso ottobre l’azienda cinese ha lanciato la versione Helo del suo terminale ma nel frattempo già lavorava alla seconda generazione. Il dispositivo in questione dovrebbe essere presentato nei prossimi mesi ma già oggi sono apparsi i primi scatti che ne svelano, almeno in parte, il design. Le immagini sono state condivise dall’account Twitter @xiaomishka e confermano che il form factor è molto simile a Black Shark e meno aggressivo rispetto al modello Helo.

Dai pochi scatti rubati si può notare il marchio Black Shark al centro della scocca posteriore e una doppia fotocamera principale nell’angolo in alto a sinistra. All’interno dello chassis potrebbero anche essere inseriti dei LED colorati per illuminare alcune parti del telefono. Al momento non sono trapelate informazioni relative alla scheda tecnica dello smartphone ma c’è la certezza che sarà particolarmente potente. Il modello Helo dispone di un display da 5,9″ con risoluzione FHD+ (2.160 x 1.080 pixel) e refresh a 60 Hz, processore Qualcomm Snapdragon 845, GPU Adreno 630, 8 GB di RAM e batteria da 4.000 mAh. Ulteriori informazioni sul prossimo smartphone per il gaming di Xiaomi, che vuole espandere la sua presenza in Europa aprendo nuovi flagship store, dovrebbero comunque trapelare nelle prossime settimane.

 

 

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Apple Music arriva su Google Home e device con Assistant https://www.datamanager.it/2019/02/apple-music-arriva-su-google-home-e-device-con-assistant/ Thu, 28 Feb 2019 09:55:52 +0000 http://www.datamanager.it/?p=184512 Stando agli ultimi rumors, Apple Music potrebbe debuttare su Google Home e sui dispositivi che supportano Google Assistant Apple Music sta rosicchiando quote di mercato a Spotify grazie a una crescita costante anno su anno ma resta comunque al secondo posto nella classifica delle piattaforme di streaming musicale più utilizzate al mondo. Una grande spinta […]

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Stando agli ultimi rumors, Apple Music potrebbe debuttare su Google Home e sui dispositivi che supportano Google Assistant

Apple Music sta rosicchiando quote di mercato a Spotify grazie a una crescita costante anno su anno ma resta comunque al secondo posto nella classifica delle piattaforme di streaming musicale più utilizzate al mondo. Una grande spinta all’espansione del servizio della Mela a livello globale potrebbe arrivare con il debutto sui dispositivi Google Home e che utilizzano Google Assistant, ovvero l’assistente personale più efficiente sul mercato. MacRumors infatti riporta che Apple Music è citata nella sotto sezione “Altri servizi musicali” dell’app associata agli smart speaker di Big G. Al momento non è possibile effettuare il login al servizio di streaming tramite il software di Mountain View né riprodurre brani musicali ma è chiaro che l’idea è quella di garantire il supporto ad Apple Music in un prossimo futuro. D’altronde la versione Android della piattaforma della Mela esiste fin dal 2015 e in una precedente versione dell’app di Google Home era citata tra i “servizi con disponibilità limitata”, quindi accessibile solo su dispositivi iOS.

Apple punta molto sui servizi data la crisi dei suoi prodotti hardware. Apple Music, Apple Pay, iCloud e simili oggi generano ricavi in costante aumento al contrario di iPhone e Mac. Ampliarne la disponibilità al maggior numero di device possibili giocherebbe solo a suo favore. Un’ulteriore conferma di questo nuovo approccio arriva dal fatto che il servizio di streaming musicale è stato integrato negli altoparlanti Amazon Echo, anche se solo nel mercato statunitense.

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Steve Wozniak aspetta l’iPhone pieghevole di Apple https://www.datamanager.it/2019/02/steve-wozniak-aspetta-liphone-pieghevole-di-apple/ Wed, 27 Feb 2019 18:30:20 +0000 http://www.datamanager.it/?p=184564 Wozniak è preoccupato dal fatto che Apple è meno innovativa in termini di design e pone grande fiducia nello smartphone pieghevole Nell’ultima settimana sono stati finalmente svelati gli smartphone flessibili dei grandi produttori. Tutte le maggiori aziende del settore mobile stanno lavorando a un progetto simile ma ad oggi abbiamo visto solo Galaxy Fold di […]

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Wozniak è preoccupato dal fatto che Apple è meno innovativa in termini di design e pone grande fiducia nello smartphone pieghevole

Nell’ultima settimana sono stati finalmente svelati gli smartphone flessibili dei grandi produttori. Tutte le maggiori aziende del settore mobile stanno lavorando a un progetto simile ma ad oggi abbiamo visto solo Galaxy Fold di Samsung e Mate X di Huawei. Oppo ha preferito ritardare il lancio del suo dispositivo pieghevole a quando il mercato sarà più maturo nei confronti di questa tecnologia mentre Apple al momento si è limitata a depositare qualche brevetto. Steve Wozniak, co-fondatore della Mela, negli ultimi anni non è mai stato particolarmente clemente con il colosso di Cupertino ma durante un’intervista a Bloomberg ha confermato che attende con ansia di vedere il tanto atteso iPhone pieghevole.

Wozniak ha sottolineato che Apple ha mantenuto il primato nel settore mobile grazie a piccole innovazioni come Touch ID, Face ID e Apple Pay ma in termini di form factor è rimasta indietro rispetto alla concorrenza. The Woz si è detto preoccupato da questa situazione e pensa che l’iPhone pieghevole potrebbe essere un’importante innovazione. L’ingegnere informatico non teme comunque per la salute di Apple alla luce della crescita del settore servizi, anche se preferisce ancora il suo dongle Roku piuttosto che Apple TV. Stando alle ultime informazioni, il colosso di Cupertino avrebbe scelto di adottare uno stile molto simile a Galaxy Fold per il suo terminale pieghevole, che stando alla descrizione contenuta nel brevetto pare possa piegarsi in tre sezioni.

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Facebook: condizioni lavorative pessime per i suoi moderatori https://www.datamanager.it/2019/02/facebook-condizioni-lavorative-pessime-per-i-suoi-moderatori/ Wed, 27 Feb 2019 15:43:26 +0000 http://www.datamanager.it/?p=184538 I moderatori di Facebook sarebbero sottoposti a orari massacranti a fronte di una retribuzione poco superiore al limite legale. Inoltre, a causa della costante esposizione a contenuti violenti, molti soffrono di disturbi mentali Facebook è tra le aziende più impegnate nella lotta alla diffusione online di fake news, bufale e contenuti violenti, offensivi, misogeni e […]

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I moderatori di Facebook sarebbero sottoposti a orari massacranti a fronte di una retribuzione poco superiore al limite legale. Inoltre, a causa della costante esposizione a contenuti violenti, molti soffrono di disturbi mentali

Facebook è tra le aziende più impegnate nella lotta alla diffusione online di fake news, bufale e contenuti violenti, offensivi, misogeni e razzisti. Il social network a tale scopo ha allestito un team di 15mila persone che 24 ore su 24 in 20 diverse sedi sparse nel mondo si occupano di moderare ciò che viene pubblicato sulla piattaforma per identificare ed eliminare ciò che viola le policy dell’azienda. Stando a quanto emerge da una inchiesta di The Verge, le condizioni di lavoro di questi moderatori non sono proprio ottimali. Il sito di tecnologia in particolare è riuscito a scoprire cosa avviene all’interno di Cognizant, azienda di Phoenix a cui  Facebook appalta una parte di questa attività di monitoraggio.

Alcuni dipendenti ed ex lavoratori di Cognizant hanno raccontato di turni stressanti e con orari stringenti e del fatto che la costante visione di contenuti violenti ne abbia messo a rischio l’equilibrio psicofisico. Diverse delle persone intervistate, il cui guadagno medio è inferiore ai 30mila dollari all’anno contro i 240mila dei dipendenti di Facebook, hanno lasciato l’azienda dopo appena un anno lamentando problemi di salute mentale. Ad alcuni sono stati diagnosticati disturbi post-traumatici da stress e ansia mentre altri sono arrivati a convincersi che le teorie complottiste sono reali. Anche l’organizzazione del lavoro non è delle migliori. I dipendenti hanno due pause di 15 minuti, che per la maggior parte trascorrono in coda ai servizi igienici, più mezz’ora per il pranzo. I moderatori poi sottolineano che in media hanno 30 secondi per decidere se un contenuto debba essere rimosso o meno e lamentano un grande stato di confusione in quanto le policy in merito cambiano costantemente.

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Apple Watch: in arrivo una funzione per monitorare il sonno https://www.datamanager.it/2019/02/apple-watch-in-arrivo-una-funzione-per-monitorare-il-sonno/ Wed, 27 Feb 2019 13:43:14 +0000 http://www.datamanager.it/?p=184523 Apple Watch nel 2020 potrebbe offrire una funzione per migliorare la qualità del sonno. Apple per realizzarla pare abbia lavorato sull’autonomia dello smartwatch Apple Watch è considerato all’unanimità lo smartwatch migliore sul mercato ma non è ovviamente perfetto. Prodotti anche decisamente più economici disponibili sul mercato come gli ultimi dispositivi wearable presentati da Samsung e […]

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Apple Watch nel 2020 potrebbe offrire una funzione per migliorare la qualità del sonno. Apple per realizzarla pare abbia lavorato sull’autonomia dello smartwatch

Apple Watch è considerato all’unanimità lo smartwatch migliore sul mercato ma non è ovviamente perfetto. Prodotti anche decisamente più economici disponibili sul mercato come gli ultimi dispositivi wearable presentati da Samsung e Fitbit dispongono di una funzione per monitorare il sonno. La Mela, che è ben consapevole del fatto che il prezzo dei suoi terminali è decisamente elevato, si è comunque messa a lavoro per porre rimedio a questa lacuna. Stando a quanto riporta Bloomberg, l’azienda di Cupertino ha completato la fase di test preliminari per un sistema di rilevamento della qualità del sonno e lo ha già sottoposto ai suoi dipendenti per ottenere utili feedback.

Apple con ogni probabilità ha messo a punto una funzione all’altezza di quelle proposte della concorrenza, che consentirà quindi di monitorare tutte le fasi del sonno e offrirà consigli su come riequilibrare il ritmo cicardiano. Questa tecnologia dovrebbe debuttare nel 2020 su Apple Watch. Il ritardo della Mela nel rilascio di questa tecnologia è dovuta all’autonomia del suo smartwatch, che al momento non arriva a 24 ore. L’idea è che gli utenti ricarichino il wearable proprio nelle ore notturne. Se la funzione effettivamente arriverà, è probabile che il colosso di Cupertino abbia lavorato per aumentare la capacità della batteria dell’orologio o abbia ottimizzato al massimo il consumo energetico dei suoi sensori.

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Xiaomi progetta di triplicare il numero di Mi Store in Europa https://www.datamanager.it/2019/02/xiaomi-progetta-di-triplicare-il-numero-di-mi-store-in-europa/ Wed, 27 Feb 2019 10:19:36 +0000 http://www.datamanager.it/?p=184521 Xiaomi ha confermato che entro la fine dell’anno verranno aperti altri 100 negozi flagship Mi Store in Europa oltre ai 50 già attivi Xiaomi ha conquistato buona parte del mercato autoctono e alcuni paesi chiave come l’India, ma l’obiettivo è quello di espandersi capillarmente in tutto il mondo. L’Europa gioca un ruolo chiave all’interno dello […]

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Xiaomi ha confermato che entro la fine dell’anno verranno aperti altri 100 negozi flagship Mi Store in Europa oltre ai 50 già attivi

Xiaomi ha conquistato buona parte del mercato autoctono e alcuni paesi chiave come l’India, ma l’obiettivo è quello di espandersi capillarmente in tutto il mondo. L’Europa gioca un ruolo chiave all’interno dello scacchiere mobile e l’azienda cinese ha deciso di aumentare la sua presenza nel Vecchio Continente in modo da sostenere quella larga fetta di utenti che hanno scelto i suoi prodotti. Il senior vice president di Xiaomi, Wang Xiang, ha dichiarato che entro la fine del 2019 verrà triplicato il numero di Mi Store europei, che passeranno quindi dai 50 punti vendita dell’anno scorso a 150. Il produttore, per quanto riguarda l’Italia, ha aperto i propri negozi al centro commerciale di Arese, Novate Milanese, Venezia e nell’aeroporto di Orio al Serio.

L’Europa è un mercato fondamentale per Xiaomi. Il brand cinese è quello che è cresciuto di più rispetto alle altre aziende top nel Vecchio Continente (+62% nel 2018) ed è il solo insieme a Huawei a non aver chiuso l’anno in negativo per quanto riguarda la distribuzione di smartphone. Una maggiore diffusione dei Mi Store, pensati non solo come vetrine per i prodotti ma anche come centri di aggregazione in stile Apple Store, potrebbe spingere ulteriormente le vendite.

 

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Microsoft presenta gli Hololens 2 al MWC 2019 https://www.datamanager.it/2019/02/microsoft-presenta-gli-hololens-2-al-mwc-2019/ Tue, 26 Feb 2019 18:30:45 +0000 http://www.datamanager.it/?p=184453 Microsoft con HoloLens 2 propone un visore con un campo visivo più ampio, potente, comodo da indossare e personalizzabile Microsoft come da copione ha presentato nel weekend al Mobile World Congress 2019 la sua seconda generazione di HoloLens. Il nuovo visore per la mixed reality offre un campo visivo più che raddoppiato con la sessa […]

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Microsoft con HoloLens 2 propone un visore con un campo visivo più ampio, potente, comodo da indossare e personalizzabile

Microsoft come da copione ha presentato nel weekend al Mobile World Congress 2019 la sua seconda generazione di HoloLens. Il nuovo visore per la mixed reality offre un campo visivo più che raddoppiato con la sessa densità olografica di 47 pixel per grado di visione. “HoloLens 2 contiene un nuovo display di sistema che ci permette di raggiungere significativi avanzamenti nelle prestazioni con un basso consumo. – afferma l’azienda di Redmond – Abbiamo completamente rinnovato il modo in cui interagite con gli ologrammi. Avvantaggiandoci del nostro nuovo sensore di profondità ToF (time of flight), combinato alla comprensione integrata di IA e semantica, HoloLens 2 permette la manipolazione diretta degli ologrammi con la stessa gestualità istintiva che usate per interagire con gli oggetti fisici nel mondo reale”.

HoloLens 2 dispone di un processore Qualcomm Snapdragon 850 e la generazione successiva della Holographic Processing Unit. I visori sfruttano uno schermo 2K 3:2 e a livello di connettività supportano Wi-Fi 802.11ac, Bluetooth 5.0 e USB C. L’autonomia con un utilizzo medio si attesta su 2/3 ore. HoloLens 2 è particolarmente comodo da indossare grazie ad alcuni accorgimenti tecnici come l’utilizzo della fibra di carbonio e un nuovo sistema per indossarlo senza doverlo regolare. “HoloLens 2 contiene anche sensore per il tracciamento degli occhi che permette l’interazione con gli ologrammi in modo ancora più naturale. – continua Microsoft – Potete autenticarvi con Windows Hello tramite il riconoscimento dell’iride, facilitando la condivisione del dispositivo con più persone rapidamente e in sicurezza”.

A livello software, l’azienda di Redmond ha creato applicazioni per la mixed reality come Dynamics 365 Remote Assist, Dynamics 365 Layout e Dynamics 365 Guides per l’e-learning. Non solo, Mozilla ha stretto una collaborazione con Microsoft per portare il browser Firefox Reality sul dispositivo AR/VR. Gli Azure Mixed Reality Services aiutano gli sviluppatori a creare software ottimizzati, multi-piattaforma e contestuali per la realtà mista e con l’HoloLens Customization Program e possibile personalizzare il visore a seconda delle proprie esigenze aziendali.

HoloLens 2 sarà disponibile da quest’anno a 3.500 dollari inizialmente solo in USA, Giappone, Cina, Germania, Canada, Regno Unito, Irlanda, Francia, Australia e Nuova Zelanda. Il bundle con Dynamics 365 Remote Assist partirà invece da 125 dollari al mese.

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Il COO di Apple, Williams: “Siamo consapevoli dei prezzi alti” https://www.datamanager.it/2019/02/il-coo-di-apple-williams-siamo-consapevoli-dei-prezzi-alti/ Tue, 26 Feb 2019 14:20:19 +0000 http://www.datamanager.it/?p=184450 Il COO di Apple, Jeff Williams, ha spiegato che l’azienda è consapevole che i prezzi sono alti ma anche che vengono scelti con i giusti criteri Mentre i servizi online di Apple macinano utili con una crescita costante, non si può dire lo stesso dell’hardware. Prodotti come iPhone e Mac stanno vivendo un considerevole calo […]

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Il COO di Apple, Jeff Williams, ha spiegato che l’azienda è consapevole che i prezzi sono alti ma anche che vengono scelti con i giusti criteri

Mentre i servizi online di Apple macinano utili con una crescita costante, non si può dire lo stesso dell’hardware. Prodotti come iPhone e Mac stanno vivendo un considerevole calo della domanda, tanto che la Mela per porre rimedio alla crisi si è vista costretta ad abbassare i prezzi degli smartphone in alcuni Paesi (Cina in primis), vendere dispositivi ricondizionati direttamente sul proprio sito e a proporre forme di sconti e finanziamento. Il costo, unito al fatto che gli utenti oggi sono sempre più restii a cambiare spesso il telefono di cui dispongono, è uno dei fattori che hanno portato al calo della domanda. Jeff William, Chief Operating Officer di Apple, durante una Q&A con gli studenti della Elon University ha parlato del suo esordio nell’azienda di Cupertino avvenuto ormai 21 anni fa, e della situazione di iPhone e Mac. Uno dei ragazzi presenti all’evento gli ha chiesto se Apple non avesse considerato di tagliare ulteriormente i prezzi considerando gli ampi margini di guadagno confermati da diversi analisti e Williams ha risposto smentendo tali report e spiegando come Apple sceglie il prezzo dei suoi prodotti.

“Le storie sui costi che sosteniamo per produrre i nostri prodotti sono state la rovina della mia esistenza dall’inizio dei tempi, compresi i miei primi giorni in azienda. Gli analisti non capiscono quale sia il reale costo delle cose che facciamo e quanta cura mettiamo nel realizzare ogni singolo dispositivo”, ha detto Williams. Per realizzare il tracker per l’attività fisica di Apple Watch, ad esempio, è stato creato un laboratorio di fisiologia con 40 infermieri e sono state assoldate 10mila persone per effettuare i test. Il COO della Mela ha poi sottolineato che l’azienda valuta con molta attenzione il costo finale: “Siamo consapevoli dei prezzi alti. Non vogliamo essere un’azienda elitaria. Vogliamo essere un’azienda egualitaria e abbiamo un sacco di idee soprattutto per i mercati in via di sviluppo”.

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