Gran Bretagna – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Sat, 06 Oct 2018 13:14:49 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Gran Bretagna – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 NHS Digital stringe un accordo di prevenzione cyber con Microsoft https://www.datamanager.it/2018/01/nhs-digital-stringe-un-accordo-prevenzione-cyber-microsoft/ Fri, 26 Jan 2018 10:08:01 +0000 http://www.datamanager.it/?p=139689 L’Enterprise Threat Detection Service aiuterà la catena ospedaliera britannica a combattere le eventuali trasformazioni di WannaCry Quando nel 2017 WannaCry ha cominciato a colpire l’Europa, una delle prime vittime è stata la NHS, catena che gestisce gli ospedali pubblici nel Regno Unito. Lo scalpore dovuto al malfunzionamento delle strutture e relative conseguenze per i pazienti […]

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L’Enterprise Threat Detection Service aiuterà la catena ospedaliera britannica a combattere le eventuali trasformazioni di WannaCry

Quando nel 2017 WannaCry ha cominciato a colpire l’Europa, una delle prime vittime è stata la NHS, catena che gestisce gli ospedali pubblici nel Regno Unito. Lo scalpore dovuto al malfunzionamento delle strutture e relative conseguenze per i pazienti ha innalzato il livello di attenzione della massa verso problematiche del genere, già molto conosciute dagli addetti ai lavori. Per evitare che i figli di WannaCry creino simili danni in futuro, il reparto speciale NHS Digital ha concluso un accordo di fornitura con Microsoft per riconoscere e prevenire minacce informatiche lungo tutta la rete nazionale.

A supportare il lavoro del team dedicato sarà la piattaforma Enterprise Threat Detection Service, che invierà notifiche periodiche sullo stato dei network, soprattutto in prossimità di falle e bug e rischi sfruttabili dagli hacker. Saranno poi gli esperti di Redmond a mettersi in contatto con NHS per l’attivazione delle migliori procedure del caso.

Proteggere i dati sensibili

Queste le parole di Dan Taylor, direttore della sicurezza di NHS Digital: “L’accordo con Microsoft rafforzerà ulteriormente la protezione delle strutture. Il nostro compito sarà quello di avvisare le singole organizzazioni per renderle consapevoli dei pericoli riscontrati e aiutarli a prendere le misure necessarie per minimizzarli. Si tratta di un cambiamento nell’approccio, che diventa maggiormente proattivo, con l’obiettivo di proteggere la salute dei pazienti”.

L’Enterprise Threat Detection Service raggiungerà un numero di computer che vagli attuali 30 mila agli oltre 1,5 milioni di cui sono dotati gli ospedali del gruppo, non solo computer ma tutti i dispositivi usati a scopo professionale. L’obiettivo è anche sensibilizzare sul tema, soprattutto in contesti che dovrebbero fare della sicurezza informatica un caposaldo della propria attività. Non è un caso se le prime indagini su come era stato diffuso WannaCry avevano evidenziato che se fossero state intraprese pratiche basilari di cyber-security sarebbero state evitate la maggior parte delle conseguenze sofferte dai sistemi vittima dell’attacco.

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Terrorismo: la Gran Bretagna vuole un accesso preferenziale ai social network https://www.datamanager.it/2017/05/terrorismo-la-gran-bretagna-vuole-un-accesso-preferenziale-ai-social-network/ Thu, 25 May 2017 18:30:53 +0000 http://www.datamanager.it/?p=125515 Il partito conservatore spinge per l’adozione delle Technical Capability Notices e attacca: “Per troppo tempo chi gestisce le piattaforme social ci ha riso in faccia” I ministri del Regno Unito sono (quasi) tutti concordi: i social network devono consentire al governo un accesso preferenziale ai dati che producono, ne va dell’incolumità di migliaia di persone. […]

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Il partito conservatore spinge per l’adozione delle Technical Capability Notices e attacca: “Per troppo tempo chi gestisce le piattaforme social ci ha riso in faccia”

I ministri del Regno Unito sono (quasi) tutti concordi: i social network devono consentire al governo un accesso preferenziale ai dati che producono, ne va dell’incolumità di migliaia di persone. La presa di posizione arriva dopo la strage all’Arena di Manchester in cui hanno perso la vita 22 ragazzi e decine sono dispersi. Secondo un report del nazionale The Sun, i rappresentanti dei Conservatori, capitanati dal Primo Ministro Theresa May, stanno spingendo l’adozione di nuove norme, già conosciute come Technical Capability Notices (TCN), che prevedono una serie di procedure che compagnie come WhatsApp e Facebook dovrebbero attivare per ordine degli organi politici di controllo. La proposta verrà discussa e votata dopo le elezioni generali dell’8 giugno.

Cosa prevede

Qualora dovesse passare, la norma obbligherebbe tutte le piattaforme che memorizzano dati personali dei navigatori sul suolo britannico (e contribuiscono a generare informazioni ulteriori sugli stessi) a fornire tutte le informazioni necessarie sugli iscritti, richieste dalla polizia e dal servizio di sicurezza nazionale, l’MI5. Non c’è volontà, da parte delle compagnie, di dar seguito a un invito del genere ma è chiaro che quando ci si trova dinanzi a una legge in vigore le cose cambiano. La convinzione dei big è che creare ponti per un accesso forzato causerebbe un precedente pericoloso, di cui la politica potrebbe abusare. E non solo: c’è il rischio, come ha spiegato Apple, che una backdoor perenne a uso delle agenzie governative, possa facilitare un ingresso fraudolento degli hacker nei sistemi, con un evidente rischio di violazione della privacy.

“Siamo giunti a un livello per cui non è più possibile aspettare. Non c’è tempo da perdere. Troppo a lungo le compagnie che gestiscono i social network ci hanno riso in faccia” – avrebbe detto un ministro inglese al The Sun. Al voto manca davvero poco e la sensazione è che qualora arrivasse la conferma del Partito Conservatore, le Technical Capability Notices si appresterebbero a diventare più reali di quanto lo siano oggi.

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Gli ospedali inglesi (e non solo) colpiti da un attacco hacker https://www.datamanager.it/2017/05/gli-ospedali-inglesi-non-solo-colpiti-un-attacco-hacker/ Mon, 15 May 2017 09:26:20 +0000 http://www.datamanager.it/?p=124828 La catena NHS ha subito un vasto attacco cyber basato su una campagna di ransomware simile a quella indirizzata alle aziende. Coinvolta anche l’Italia Nessuno escluso. Il National Health Service è il sistema sanitario britannico, che vanta una serie di ospedali lungo tutta l’isola. A questi hanno mirato gli hacker quando, nel fine settimana, hanno lanciato una […]

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La catena NHS ha subito un vasto attacco cyber basato su una campagna di ransomware simile a quella indirizzata alle aziende. Coinvolta anche l’Italia

Nessuno escluso. Il National Health Service è il sistema sanitario britannico, che vanta una serie di ospedali lungo tutta l’isola. A questi hanno mirato gli hacker quando, nel fine settimana, hanno lanciato una campagna di ransomware, mirata a nascondere l’accesso e tutti i dati conservati sia sui computer locali che sulla rete. L’attacco è probabilmente il più ampio subito da un ente del genere in Europa mentre negli States casi simili si susseguono oramai da tempo. L’evidenza della minaccia si è palesata quando i principali istituti hanno cominciato a visualizzare sullo schermo dei PC il seguente messaggio: “I tuoi computer sono sotto controllo e stanno contribuendo a ricavare un bel po’ di soldi. Adesso è tutto andato”. Il metodo per riottenere i dati è sempre lo stesso: pagare tramite bitcoin o mettersi nelle mani degli esperti.

Cosa è successo

Le macchine infette hanno ampliato la potenza di fuoco di diverse botnet, all’opera in tutto il mondo, basate principalmente sullo sfruttamento di una falla nell’Smb Server di Windows, risolta già da tempo tramite la patch MS17-010 di Microsoft, evidentemente non installata da tutti e, a quanto pare, scoperta già dalla NSA in tempi non sospetti. Ad ogni modo, la rete ospedaliera britannica ha attivato un numero di emergenza per i casi più urgenti, durante il lavoro dell’IT per il ripristino dei sistemi. “Subito dopo l’accaduto, i tecnici hanno isolato gli ambienti, tagliando fuori anche le telefonate in arrivo” – si legge in un comunicato diffuso venerdì.

Anche l’Italia

Secondo la BBC, l’attacco non riguarderebbe solo il Regno Unito ma anche altri paesi in Europa, tra cui le strutture dell’operatore Telefonica e in parte anche l’Italia, dove a essere coinvolti sarebbero stati alcuni computer universitari. A questo punto pare che dietro la mossa non vi sia una campagna generica ma un’azione coordinata e gestita da una vera organizzazione. Intanto Intel ha diffuso una mappa aggiornata in tempo reale con i paesi colpiti dal ransomware WannaCryptor, indicato come principale responsabile della minaccia, una variante del precedente Win32/WannaCrypt.

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Jaguar Land Rover testerà 100 auto senza pilota entro il 2020 https://www.datamanager.it/2016/07/jaguar-land-rover-testera-100-auto-senza-pilota-entro-2020/ Thu, 14 Jul 2016 09:35:18 +0000 http://www.datamanager.it/?p=105697 Il costruttore britannico metterà in pista le sue vetture intelligenti per valutarne l’efficienza sul lungo periodo Il settore automotive comincia a farsi davvero interessante con tante aziende oramai in procinto di svelare i progetti nel campo della guida senza pilota. Nonostante le ultime vicende legate a Tesla e alla modalità semi-automatica (comunque diversa dal self-driving), […]

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Il costruttore britannico metterà in pista le sue vetture intelligenti per valutarne l’efficienza sul lungo periodo

Il settore automotive comincia a farsi davvero interessante con tante aziende oramai in procinto di svelare i progetti nel campo della guida senza pilota. Nonostante le ultime vicende legate a Tesla e alla modalità semi-automatica (comunque diversa dal self-driving), il futuro è sempre più delle macchine senzienti, in grado di portarci da un posto all’altro della città senza mettere le mani sul volante. Il prossimo marchio deciso a imprimere il proprio nome tra i pionieri del mercato delle auto intelligenti è Jaguar Land Rover che ha in programma di mettere in pista almeno 100 veicoli smart nel giro di quattro anni; il primo dovrebbe partire già alla fine del 2016 e vedrà come terreno di allenamento qualche strada impervia del Regno Unito.

Decisa accelerata

Il costruttore britannico proverà inizialmente i mezzi su un tracciato di 66 km, comprendente percorsi urbani e autostrade nei pressi del quartier generale di Coventry, nel centro del paese. Successivamente dovrebbe dirigere i motori anche altrove, magari anche in zone più trafficate, come Londra. Prima o poi automobili del genere dovranno infatti confrontarsi con la dura realtà del traffico nell’ora di punta, per capire come rispondono gli umani quando sono agitati e sotto stress. Da sempre il governo di Sua Maestà appoggia la guida senza pilota, credendo forte in un mercato che presto potrebbe valere oltre 1,29 trilioni di dollari. Non a caso la Gran Bretagna ha annunciato a marzo i piani per aggiornare le assicurazioni di automobili e motocicli entro il 2020, per contemplare anche sinistri nel quale rientrano veicoli guidati da un’intelligenza artificiale.

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Dynatrace e l’impatto della Brexit: il primo a rallentare è il sito della borsa di Londra https://www.datamanager.it/2016/06/dynatrace-limpatto-della-brexit-primo-rallentare-sito-della-borsa-londra/ Thu, 30 Jun 2016 16:00:46 +0000 http://www.datamanager.it/?p=104596 Dynatrace ha tracciato le reazioni alla decisione della Gran Bretagna di lasciare l’Unione europea, aggregando le prestazioni dei siti web finanziari per settore e per Paese. L’impatto online più immediato della decisione ha riguardato i siti di intermediazione con sede nel Regno Unito, i cui tempi di risposta si sono rivelati da subito più lenti […]

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Dynatrace ha tracciato le reazioni alla decisione della Gran Bretagna di lasciare l’Unione europea, aggregando le prestazioni dei siti web finanziari per settore e per Paese.

L’impatto online più immediato della decisione ha riguardato i siti di intermediazione con sede nel Regno Unito, i cui tempi di risposta si sono rivelati da subito più lenti e la disponibilità è calata mano a mano che gli utenti tentavano di accedere ai servizi e alle informazioni online.

Come ci si aspettava, uno dei siti che ha subito maggiormente l’impatto della Brexit è quello della borsa di Londra. Un website complesso che offre più di 1,7 MB di dati ogni volta che viene caricato, con 99 connessioni per recuperare 119 oggetti su 20 diversi host. La London Stock Exchange ha mostrato una sofferenza evidente anche online, con rallentamenti sia sul lato server sia sul lato della rete, che, guardando nel dettaglio, sono imputabili in modo evidente proprio al picco di traffico.

Dynatrace ha anche tracciato l’evento sul territorio per capire l’impatto sul traffico e il throughput rispetto a tutto il Regno Unito e le varie nazioni europee.

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La figura seguente mostra come il traffico online dei financial service è cambiato nel vecchio continente.

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Ecco, infine, la Brexit ha influenzato i risultati delle varie Piazze europee: dalla peggiore (Londra) alla migliore (Amsterdam).

markets

“Il futuro in questo momento sembra veramente incerto per i mercati europei”, commenta David Jones Director, Sales Engineering APM Evangelist. “I servizi finanziari dovranno essere sempre più preparati ad affrontare anche online le ripercussioni di macro eventi come la Brexit. Solo adottando una piattaforma per le Digital Performance potranno assicurarsi che gli utenti finali non siano colpiti ancora di più di quanto già finanziariamente accada.”

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Apple Store? Un incubo per i dipendenti https://www.datamanager.it/2016/05/apple-store-un-incubo-dipendenti/ Tue, 31 May 2016 12:35:10 +0000 http://www.datamanager.it/?p=102553 Una ex dipendente di Apple Store ha raccontato gli abusi e le difficoltà subite nei negozi della Mela Dietro il sorriso di ogni dipendente degli Apple Store si nasconde un profondo disagio. La rivelazione arriva da una ex dipendente della Mela intervistata da Business Insider. La donna ha trascorso quattro anni lavorando in uno dei […]

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Una ex dipendente di Apple Store ha raccontato gli abusi e le difficoltà subite nei negozi della Mela

Dietro il sorriso di ogni dipendente degli Apple Store si nasconde un profondo disagio. La rivelazione arriva da una ex dipendente della Mela intervistata da Business Insider. La donna ha trascorso quattro anni lavorando in uno dei negozi fisici della Mela in Gran Bretagna e la sua esperienza non è stata delle migliori. L’ex commessa ha voluto restare anonima in quanto tutti i dipendenti devono sottoscrivere un contratto che gli vieta di condividere all’esterno ogni informazione sul funzionamento degli Apple Store. Anche i selfie in divisa, ad esempio, sono vietati.

La donna ha rivelato che ogni lavoratore è sottoposto a una supervisione continua da parte dei superiori e che questi sono costretti a stringere rapporti fin troppo stretti con i clienti, tanto che viene richiesto di domandargli “quale gusto di gelato preferiscono”. A questo si aggiunge la sostanziale impossibilità di far carriera e una busta paga non proprio elevata (8 sterline all’ora) che non viene certamente compensata dallo sconto del 15% riservato ai dipendenti. Quest’ultimi inoltre non ricevono alcun bonus in caso di aumento delle vendite. Unico aspetto positivo è il rapporto diretto con il CEO Tim Cook, che ha viaggiato a Pechino sui taxi nell’azienda neo entrata nel mondo Apple, Didi Chugxing.

I problemi maggiori non arrivano comunque dal management degli Apple Store ma dai clienti. Molti si lamentano prima ancora di essere indirizzati al Genius Bar per l’assistenza tecnica e non sono rari insulti e persino minacce di morte. L’ambiente interno agli Apple Store non è quindi così gioioso e creativo come si possa pensare.

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Gran Bretagna, al via gli esperimenti sugli embrioni umani https://www.datamanager.it/2016/02/gran-bretagna-al-via-gli-esperimenti-sugli-embrioni-umani/ Tue, 02 Feb 2016 13:46:22 +0000 http://www.datamanager.it/?p=93635 La Bbc riferisce che l’Autorità per la fertilità e l’embriologia (Hfea) ha autorizzato gli scienziati inglesi ad effettuare test su embrioni umani non destinati alla riproduzione Si tratta del primo esperimento della storia del Paese, con lo scopo di comprendere i primissimi stadi dello sviluppo embrionale, indagando per esempio il fenomeno degli aborti spontanei. Si […]

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La Bbc riferisce che l’Autorità per la fertilità e l’embriologia (Hfea) ha autorizzato gli scienziati inglesi ad effettuare test su embrioni umani non destinati alla riproduzione

Si tratta del primo esperimento della storia del Paese, con lo scopo di comprendere i primissimi stadi dello sviluppo embrionale, indagando per esempio il fenomeno degli aborti spontanei.

Si comincia l’estate prossima

Al via tra qualche mese, le sperimentazioni dovrebbero essere condotte dal Francis Crick Institute di Londra. Chiaramente la legge pone un divieto ad un possibile impianto di embrioni per avviare una gravidanza. L’autorizzazione ad iniziare i test è stata chiesta da Kathy Niakan del Francis Crick Institute, per un esperimento che inizierebbe la prossima estate e che dovrebbe coinvolgere circa 20-30 embrioni.
Ricordiamo che lo scorso aprile si era scatenata una polemica in Italia riguardo gli aspetti etici per gli embrioni modificati dallo studio condotto da un team di ricercatori cinesi,  che ha consentito alla modifica del genoma umano.

Migliorare la fecondazione assistita

La ricercatrice spiega che ogni 100 ovuli fecondati, meno di 50 raggiungono lo stadio di blastocisti, con circa 200-300 cellule, mentre solo 13 arrivano al terzo mese. Per studiare e comprendere queste differenze gli scienziati useranno la tecnica ‘Crispr’, una sorta di “taglia e incolla” del Dna, che consente di disattivare un gene alla volta in modo da arrivare a individuare quelli fondamentali per lo sviluppo. L’idea è quella di arrivare a “miglioramenti nella fecondazione assistita, oltre a farci capire di più dei primissimi stadi dello sviluppo”, come spiega Francis Crick.

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Google patteggia con il Fisco UK un maxirisarcimento https://www.datamanager.it/2016/01/google-patteggia-fisco-uk-un-maxirisarcimento/ Mon, 25 Jan 2016 18:30:44 +0000 http://www.datamanager.it/?p=93008 Google risarcirà il Fisco britannico con 172 milioni di euro. L’accordo potrebbe costringere altre aziende USA a scendere a patti con l’erario europeo I colossi del web statunitensi sono da anni sotto attacco da parte dei governi europei per la tassazione agevolata di cui godono. Nel Regno Unito, Google e il Fisco locale hanno stipulato […]

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Google risarcirà il Fisco britannico con 172 milioni di euro. L’accordo potrebbe costringere altre aziende USA a scendere a patti con l’erario europeo

I colossi del web statunitensi sono da anni sotto attacco da parte dei governi europei per la tassazione agevolata di cui godono. Nel Regno Unito, Google e il Fisco locale hanno stipulato un accordo che potrebbe creare un effetto a catena anche sulle altre grandi società del settore tecnologico. Big G, che pare  offra ad Apple buona parte dei ricavi pubblicitari su iOS per mantenere lo status di motore di ricerca predefinito su iPhone, pagherà circa 172 milioni di euro di tasse arretrate fin dal 2005 attraverso una parte delle entrate derivanti dalle quote degli inserzionisti britannici. Stando a un rapporto del Parlamento, Google ha pagato solamente 20 milioni di sterline di tasse nel 2013 a fronte di introiti per ben 6 miliardi di dollari nel Regno Unito, che rappresenta per Big G il secondo mercato dopo gli USA. Il ministro delle Finanze, George Osborne, ha definito l’accordo “una vittoria” per il Governo della Gran Bretagna, anche se alcuni membri dell’esecutivo l’hanno criticato perché non mette in discussione la tassazione imposta a Google nel Paese. L’azienda di Mountain View possiede infatti solo una divisione sul suolo britannico che fa riferimento alla sede centrale europea in Irlanda, nazione celebre per il regime fiscale agevolato nei confronti delle aziende dell’hitech.

La prima nazione a muoversi nei confronti dei big della Silicon Valley è stata la Spagna, che ha imposto a Google una tassa sugli aggregatori di contenuti. In Italia si è molto discusso sulla cosiddetta Google Tax, che in passato il Premier Matteo Renzi ha assicurato diventerà legge nel 2017, ma la vera vittoria per il Fisco nostrano è arrivata con l’accordo raggiunto con Apple. La Mela pagherà 318 milioni di euro per porre fine alle accuse di evasione fiscale per 879 milioni di euro. La stessa Google è attualmente sotto indagine in Italia da parte della procura di Milano con l’accusa di aver evaso quasi 1 miliardo di dollari.

Ora che anche Big G è stata costretta a scendere a patti con l’erario britannico, anche altre nazioni potrebbero prendere provvedimenti dello stesso tipo. L’Unione Europea in settimana proporrà una proposta per rivedere le normative che consentono ai big dell’hitech di usufruire di un regime fiscale agevolato e per Amazon, Google, Facebook, Apple e molte altre si prevedono grossi guai nel Vecchio Continente.

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Apple Pay arriva in Europa https://www.datamanager.it/2015/06/apple-pay-arriva-in-europa/ Mon, 08 Jun 2015 14:57:36 +0000 http://www.datamanager.it/?p=75925 Gli esperti ritengono che Apple annuncerà alla WWDC 2015 il nome del primo Paese oltre agli USA dovrà si potrà utilizzare Apple Pay Questa sera si aprirà la WorldWide Developers Conference (WWDC 2015), la conferenza di Apple dedicata alla sviluppatori. Tra le novità che la Mela potrebbe presentare (Apple Music, streaming TV, iOS 9 e Mac […]

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Gli esperti ritengono che Apple annuncerà alla WWDC 2015 il nome del primo Paese oltre agli USA dovrà si potrà utilizzare Apple Pay

Questa sera si aprirà la WorldWide Developers Conference (WWDC 2015), la conferenza di Apple dedicata alla sviluppatori. Tra le novità che la Mela potrebbe presentare (Apple Music, streaming TV, iOS 9 e Mac OS X 10.11) potrebbe anche esserci il lancio ufficiale in Europa di Apple Pay, il servizio di pagamento contactless Made in Cupertino. Secondo quanto riporta il Daily Telegraph, ci sarebbero già conferme dell’annuncio della disponibilità del servizio anche al di fuori degli Stati Uniti.

Apple Pay arriva a settembre nel Regno Unito

Diverse riviste di informatiche britanniche concordano che oggi Apple annuncerà la disponibilità di Apple Pay in Gran Bretagna per l’inizio del prossimo settembre. Il Regno Unito sarebbe la prima nazione oltre agli USA a poter effettuare pagamenti da mobile utilizzando la piattaforma della Mela, che in futuro dovrebbe integrare anche le carte fedeltà. Il Daily Telegraph inoltre afferma che molti cittadini statunitensi stanno già acquistando i biglietti della metropolitana di Londra attraverso i propri iPhone con account USA. Come si diceva, l’annuncio ufficiale dovrebbe arrivare in serata alla WWDC 2015. Per quanto riguarda la conferenza di Apple, sempre più esperti affermano che in questa occasione non avverrà il lancio della nuova Apple TV. Il set-top-box rinnovato sarà dotato di un innovativo telecomando touchscreen e servirà da base per l’app per la domotica HomeKit ma pare sia ancora troppo acerbo per essere rivelato al pubblico.

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Depressione, come superare il Blue Monday https://www.datamanager.it/2015/01/depressione-come-superare-blue-monday/ Mon, 19 Jan 2015 10:02:00 +0000 http://www.datamanager.it/?p=68054 Se il lunedì è una giornata notoriamente “nera” per i lavoratori, oggi è anche il “Blue Monday”, la giornata più triste dell’anno: ad affermarlo, grazie a una complicata equazione effettuata nei primi anni 2000, è uno psicologo dell’Università di Cardiff, Cliff Arnall, che ha fissato nel terzo lunedì di gennaio il maggior rischio di cadere […]

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Se il lunedì è una giornata notoriamente “nera” per i lavoratori, oggi è anche il “Blue Monday”, la giornata più triste dell’anno: ad affermarlo, grazie a una complicata equazione effettuata nei primi anni 2000, è uno psicologo dell’Università di Cardiff, Cliff Arnall, che ha fissato nel terzo lunedì di gennaio il maggior rischio di cadere in depressione

Proprio in questa giornata pare confluiscano varie congiunture negative, quali le condizioni meteo, il buio presto la mattina, il portafogli alleggerito dai regali di Natale e la combinazione tra calo di motivazione e necessità incalzante di attivarsi mentalmente e fisicamente.

Se il presupposti per individuare nella giornata di oggi il famigerato “Blue Monday” sembrano basati su dati scientifici, in realtà sembra che si tratti solo di una trovata pubblicitaria, costruita ad hoc da un’agenzia per incentivare i viaggi dopo le vacanze natalizie.

Mangiare bene e vestire colorato

Al di là della veridicità della notizia, in Gran Bretagna il Blue Monday viene preso molto seriamente. A dimostrarlo sono i dati che rivelano un maggior assenteismo dal lavoro proprio in questa giornata e si sprecano i consigli per superare le 24 ore di “down” da parte di numerosi enti no profit: primo fra tutti Mental Health Uk, che si occupa della salute mentale, consiglia di contrastare l’umore nero indossando colori sgargianti; durante il Blue Monday è ancora più importante fare attività fisica, prestare attenzione a quello che si mangia ed essere socievoli.

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