post – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Wed, 14 Mar 2018 16:04:30 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png post – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Il riconoscimento facciale di Facebook arriva in Europa https://www.datamanager.it/2018/03/riconoscimento-facciale-facebook-arriva-europa/ Wed, 14 Mar 2018 19:00:55 +0000 http://www.datamanager.it/?p=143516 Sei anni dopo il divieto imposto dall’Unione Europea la funzione di rilevazione biometrica approda anche da noi, per combattere gli abusi di identità (ma non solo) Lo scorso dicembre Facebook aveva annunciato di aver risolto le problematiche di privacy circa il funzionamento del suo algoritmo di riconoscimento facciale. Tramite lo sviluppo di calcoli avanzati, il […]

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Sei anni dopo il divieto imposto dall’Unione Europea la funzione di rilevazione biometrica approda anche da noi, per combattere gli abusi di identità (ma non solo)

Lo scorso dicembre Facebook aveva annunciato di aver risolto le problematiche di privacy circa il funzionamento del suo algoritmo di riconoscimento facciale. Tramite lo sviluppo di calcoli avanzati, il social network può associare singole foto ai nomi dei suoi iscritti. In un primo momento l’opzione era stata vista come una pesante violazione della riservatezza individuale, tanto da spingere l’Unione Europea a bloccarne la diffusione nel 2012. A seguito di un lavoro di affinamento e di protezione degli utenti, oggi la rilevazione intelligente del volto debutta in Europa con un senso tutto diverso, almeno nelle intenzioni. Secondo Facebook, la novità sarà la base della lotta ai furti di identità, visto che il riconoscimento segnalerà ad ogni persona quando la propria immagine risulta nelle foto degli altri, comprese quelle impostate come profilo.

Cosa succede

Nel rispetto della privacy, il riconoscimento automatico può essere disattivato in qualunque momento, così da impedire agli amici di ottenere tag istantanei su chi compare nelle proprie foto. Certo è che in questo modo si rende inefficace anche l’alert inverso, ovvero qualora la nostra faccia comparisse in immagini di cui non siamo a conoscenza, non potremmo saperlo, così come non sapremmo se un’icona del profilo ospita sembianze che non dovrebbe.

Oltre alle procedure legate in qualche modo alla sicurezza dell’identità, il monitoraggio facciale servirà anche a migliorare l’esperienza di navigazione dei non vedenti o di chi soffre di disturbi della vista. Avendo la possibilità di caricare foto sulle quali compaiono i nomi degli amici senza doverli inserire manualmente, basterà passare con il mouse (oppure con il dito nelle app per smartphone) sui tag con il voiceover attivato, così da ascoltare le etichette dei presenti. Non ci sono tempi certi sulle modalità di integrazione nei singoli paesi dell’Unione ma pare sia questione di giorni, al massimo qualche settimana.

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Twitter lancia le Video Website Card per il business https://www.datamanager.it/2017/10/twitter-lancia-le-video-website-card-business/ Thu, 19 Oct 2017 09:25:00 +0000 http://www.datamanager.it/?p=133231 Arriva una nuova modalità per diffondere annunci pubblicitari sul social network, già sperimentata da Bank of America e Jaguar Land Rover La pubblicità via social è decisamente la scommessa vincente di questi anni. Gli inserzionisti hanno sperimentato, nel tempo, maniere diverse di diffusione dei propri messaggi e ora possono farlo anche meglio tramite Twitter. La […]

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Arriva una nuova modalità per diffondere annunci pubblicitari sul social network, già sperimentata da Bank of America e Jaguar Land Rover

La pubblicità via social è decisamente la scommessa vincente di questi anni. Gli inserzionisti hanno sperimentato, nel tempo, maniere diverse di diffusione dei propri messaggi e ora possono farlo anche meglio tramite Twitter. La piattaforma ha infatti presentato le Video Website Card, dei post speciali che racchiudono tutto il necessario al business per avviare una propria campagna di marketing. Le Card rappresentano un formato creativo per gli annunci che ha coinvolto, in una fase beta, Bank of America, Jaguar Land Rover e Republic Records. Il box consiste in un filmato a riproduzione automatica, sotto cui vi è un titolo personalizzato e una URL di destinazione per un target globale.

Tasso di conversione maggiore

Graficamente, le Video Website Card sono decisamente belle da vedere ma anche molto utili dal punto di vista di chi le lancia. Stando a una prima analisi di Twitter, pare che il particolare formato abbia raggiunto una percentuale di clic doppia rispetto ai risultati ottenuti dagli adv divulgati online tramite video tradizionali. Ovviamente la differenza la faranno gli utenti mobili, che potranno imbattersi nelle pubblicità continuando a visualizzare il contenuto audiovisivo proposto. In che senso?

Dopo aver cliccato sul sito di destinazione, durante la fase di caricamento di quest’ultimo, il player continua a mostrare il filmato, fin quando la pagina non viene caricata del tutto. Tutto ciò è possibile perché, di fatto, l’utente continua a navigare su Twitter tramite il browser integrato, senza uscire mai davvero dalla piattaforma. Non a caso, le compagnie che hanno partecipato al programma beta, ora aperto a tutti, hanno evidenziato un aumento del 60% nel mantenimento on-site dell’utente, rispetto alle medie del mercato.

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Instagram contro i fake influencer https://www.datamanager.it/2017/07/instagram-fake-influencer/ Thu, 06 Jul 2017 18:30:40 +0000 http://www.datamanager.it/?p=128160 Il social che più di altri ha contribuito a creare una nuova categoria sociale ha chiuso un paio di servizi che automatizzavano post e like Amati e odiati, il mondo guarda sempre di più agli influencer. Le compagnie che rivolgono i loro prodotti ai consumatori finali hanno imparato a ingaggiare le popolarità della rete per […]

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Il social che più di altri ha contribuito a creare una nuova categoria sociale ha chiuso un paio di servizi che automatizzavano post e like

Amati e odiati, il mondo guarda sempre di più agli influencer. Le compagnie che rivolgono i loro prodotti ai consumatori finali hanno imparato a ingaggiare le popolarità della rete per guadagnare un certo vantaggio sulla concorrenza, puntando sul buzz social e sulla cassa di risonanza rappresentata da post e tweet. Il punto è: le piattaforme 2.0 sono diventate una sorta di rullo pubblicitario senza sosta oppure ospitano ancora qualcosa di vero e genuino? La domanda è ancora più complicata se l’oggetto dell’analisi è Instagram, da sempre considerato il trampolino di lancio per le star digitali. Zuckerberg, che ha comprato il client agli albori della sua esplosione, ha deciso di puntare maggiormente sulla trasparenza, per bilanciare meglio le attività degli influencer con le reali opinioni degli iscritti.

Come farà

Il primo passo è stato chiudere l’integrazione con servizi quali Instagress, InstaPlus e PeerBoost, che violano di fatto le policy di utilizzo. Le app venivano infatti usate da aspiranti influencer per creare commenti e like automatici ai loro post, grazie al lavoro di bot pagati secondo tariffari ben precisi. A differenza di Twitter e YouTube, dove è florido il mercato del compra-followers, su Instagram la questione è più complessa, perché le persone non guardano solo al numero di cuoricini ma anche alle risposte lasciate in fondo a un’immagine o un video. Il social network delle foto ha deciso anche di fare piazza pulita degli account fake, riconoscibili da una descrizione del profilo generica e da un continuo upload di contenuti con hashtag inutili e con il solo scopo di aumentare la visibilità, a scopo spam. Il risultato sarà una certa perdita nella media delle interazioni giornaliere e mensili, con numeri al ribasso ma decisamente più proporzionati e reali.

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Twitter lancerà un canale video con Bloomberg https://www.datamanager.it/2017/05/twitter-lancera-un-canale-video-bloomberg/ Wed, 03 May 2017 09:17:36 +0000 http://www.datamanager.it/?p=124063 Un nuovo servizio TV consentirà alla piattaforma di diventare il primo social network a trasmettere in diretta 24 ore su 24 in streaming su internet Twitter si lancia nel mondo delle video news. Grazie a una partnership con Bloomberg, il microblog è pronto a debuttare in rete, con un servizio di notizie 24 ore su […]

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Un nuovo servizio TV consentirà alla piattaforma di diventare il primo social network a trasmettere in diretta 24 ore su 24 in streaming su internet

Twitter si lancia nel mondo delle video news. Grazie a una partnership con Bloomberg, il microblog è pronto a debuttare in rete, con un servizio di notizie 24 ore su 24, basato su hashtag, mention e flussi di aggiornamenti veloci e globali. L’ufficialità è arrivata tramite Michael Bloomberg e Jack Dorsey, co-fondatore di Twitter, che ha spiegato come il canale ha l’obiettivo di cogliere l’interesse di una più ampia fetta di utenti, non solo quelli iscritti al social network. “Lo scopo è coprire le notizie più importanti per un pubblico generalista – ha spiegato Justin Smith, CEO di Bloomberg Media – non solo quello affezionato alla community esistente”. Stando al team dietro i cinguettii, la collaborazione tra Bloomberg e Twitter consentirà a chi non ha un abbonamento via cavo di fruire di contenuti di qualità senza interruzioni, simili a quelli offerti da emittenti specifiche (pensiamo ai nostri SKY TG 24 e Rai News).

Tutto parte da Periscope

Stando alle prime informazioni, la Twitter TV si avvarrà sia di reporter dedicati che dei contenuti postati online dagli utenti della piattaforma. Insomma, una sorta di citizen journalism all’ennesima potenza, in cui gli iscritti diventano reali protagonisti di una copertura a 360 gradi sui temi di interesse comune. Le breaking news e i video sono due degli elementi chiave su cui Dorsey ha puntato maggiormente nel recente passato. Non a caso qualche anno fa la compagnia americana aveva portato sotto il suo cappello Periscope, client che abilita una trasmissione in diretta strettamente connessa all’uso di hashtag, mention e interazioni con la rete da 140 caratteri. Non ci sono tempi precisi per il lancio del servizio (probabilmente in autunno) che sarà ovviamente in inglese e incentrato su temi di caratura internazionale.

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Facebook: meno trasparenza sui post modificati https://www.datamanager.it/2017/01/facebook-meno-trasparenza-sui-post-modificati/ Mon, 16 Jan 2017 18:30:07 +0000 http://www.datamanager.it/?p=117246 Facebook fa un favore ai creatori di bufale cancellando la scritta “edit” dai post modificati Facebook da diverso tempo offre la possibilità di modificare i post una volta pubblicati. A tutti sarà capitato di fare qualche errore di battitura e questa particolare funzione consente di effettuare correzioni in breve tempo. Fino ad oggi quando un […]

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Facebook fa un favore ai creatori di bufale cancellando la scritta “edit” dai post modificati

Facebook da diverso tempo offre la possibilità di modificare i post una volta pubblicati. A tutti sarà capitato di fare qualche errore di battitura e questa particolare funzione consente di effettuare correzioni in breve tempo. Fino ad oggi quando un post veniva editato appariva la scritta “edit” (modificato) proprio accanto al testo. Mashable ha però fatto presente che la notifica dell’avvenuta modifica non è più presente e tutti i messaggi appaiono quindi come se fossero quelli originali.

Facebook, che sta pensando di introdurre la pubblicità all’interno dei video, ha eliminato la scritta “edit” ma consente comunque di sapere se un messaggio è stato modificato o meno. Cliccando sul menù a scomparsa in alto a destra e selezionando la voce “View edit history” è possibile visualizzare tutti i cambiamenti effettuati in ordine cronologico. La scomparsa di questo piccolo dettaglio può sembrare una cosa da poco ma mina la trasparenza di Facebook nella sua lotta alle fake news. Il social network ha introdotto diversi strumenti per sconfiggere le bufale online ma l’eliminazione della scritta “edit” permetterà anche ai creatori di contenuti non veritieri di rettificare i propri post senza che nessuno si accorga di nulla.

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Quanto vale ogni tuo post su Facebook? Lo rivela Worldz https://www.datamanager.it/2016/11/quanto-vale-post-facebook-lo-rivela-worldz/ Fri, 25 Nov 2016 10:26:26 +0000 http://www.datamanager.it/?p=114638 Intervista al founder di Worldz Joshua Priore, che ci racconta come è nata l’idea di creare un’algoritmo che sappia quanto vale ogni tuo post e risparmiare soldi. Qui il sito per scoprire il valore dei profili «In sostanza quel che vedi è il valore (in termini economici) di una tua condivisione su Facebook. Alle spalle […]

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Intervista al founder di Worldz Joshua Priore, che ci racconta come è nata l’idea di creare un’algoritmo che sappia quanto vale ogni tuo post e risparmiare soldi. Qui il sito per scoprire il valore dei profili

«In sostanza quel che vedi è il valore (in termini economici) di una tua condivisione su Facebook. Alle spalle di quel tasto “login with facebook” c’è la nostra app che, attraverso le interazioni che ricevi ed i tuoi amici, calcola un punteggio e lo rigira in termini economici». Semplice e diretto Joshua Priore, napoletano, ex ufficiale dell’areonautica adesso prestato al mondo delle startup e del digital marketing. Con il suo team ha creato uno strumento, una specie di Klout che calcola quanto vale per Facebook la condivisione di qualcosa sul tuo profilo. Si chiama Worldz. Un algoritmo un po’ più duttile di quello di Klout, spiega Joshua. E più utile perché trasforma «quel che fai sui social in benefici tangibili, ovvero sconti». L’algoritmo calcola il tuo valore. Dal sito ci si logga tramite Facebook e ti svela quanto vali. Lo hanno chiamato Worldz Wallet, «è il tuo sconto giornaliero se acquisterai prodotti sugli e-commerce che installano il nostro plugin». Nella sua descrizione su Linkedin si legge: «I am a young determined man.  I like technology, planes and everything that runs. I strongly believe I can change the world. I love my GF B». Anche qui semplice e diretto.

Cos’è worldz.net?

Worldz.net è il nostro sito istituzionale. Da lì i nostri utenti potranno accedere per vedere le ultime condivisioni che hanno fatto su Facebook: quanti like, commenti e condivisioni raggiungono, quali acquisti hanno fatto tramite Worldz e quali sono gli ultimi e-commerce che hanno inserito il nostro plugin e sui quali possono spendere.

A che serviranno tutti questi dati?

L’obiettivo di Worldz.net è di fare anche da connettore per gli e-commerce: Vorremmo, in futuro, inserire tutti i prodotti che sono in sconto Worldz sul nostro sito cosicché gli utenti possano vedere direttamente da Worldz.net che prodotti in sconto possono acquistare senza andare di store in store. Un po’ il supermercato del web, ma per arrivare a ciò ci vorrà un po’ di tempo.

Avete dei competitor diretti? 

Ci sono algoritmi che provano ad attribuire un punteggio non economico all’engagement degli utenti, ma nessuno lo valorizza in termini economici e di sconto. Non abbiamo competitor diretti, ci proponiamo come alternativa ai canali standard di comunicazione ed advertising ( come ad esempio Facebook ads e Influencer marketing, ndr).

Raccontaci come è nata l’idea di Worldz.

Worldz l’ho ideato io dopo esser “tornato a casa” dall’accademia aeronautica (dove ero allievo ufficiale pilota). Fallì una missione in volo durante l’iter addestrativo e persi tutti gli esami fatti. Purtroppo per entrare in accademia dovetti dare la rinuncia agli studi, dunque una volta uscito, non potei nemmeno proseguire ingegneria aerospaziale (dove ero giunto quasi al terzo anno di corsi) ma avrei dovuto ricominciare da capo. Piuttosto avvilito, osservai che i miei amici si accanivano sui like e commenti e pensai che fondamentalmente si accanivano per nulla. E mi venne in mente di fare un social network che analizzava la popolarità dei suoi utenti e trasferiva loro uno sconto quando condividevano (sul social stesso). Misi l’idea su h2biz.eu e realizzai un business plan. Tra i vari contatti, mi chiamo un business angel di Bergamo (Luca Aber, ndr) che convinsi a darmi il primo pre-seed. Assieme a lui, improntammo il primo principio di startup con l’aiuto di quello che oggi è l’altro co-founder (Gianluca Varriale). Il tutto ci sembrava fattibile perché l’algoritmo, per disciplinare le pubblicazioni, l’avremmo fatto noi quindi sapevamo perfettamente quante e quali persone sarebbero state raggiunte alle condivisioni.

E poi che è successo?

E’ successo che ci servivano budget molto elevati che non ci furono concessi nemmeno da Marnix Groet (il secondo investor). Marnix però ci diede modo di continuare con un altro pre-seed e, comprendendo che stavamo per raggiungere il pivot, ho fatto diventare il social network geolocalizzato con i beacon, un plugin per e-commerce. Più semplice (perché siamo un B2B). Non dobbiamo fare fatica per raggiungere gli utenti (perché una volta installato il plugin sull’ecommerce, otteniamo la visibilità che quello stesso e-commerce ha) e utilizziamo facebook per la popolarità (quindi abbiamo creato un algoritmo che comprende l’engagement degli utenti che accedono, come hai fatto tu).

E’ il prezzo che un’azienda dovrebbe pagare a te per chiederti di parlare di loro.

Adesso come vanno le cose?

Oggi lavoriamo su Worldz in 7. Io, che sono come CEO della startup fatta su Milano, Gianluca co-founder e COO, Luca e Marnix advisors ed  investors, Giovanni Catapano CTO, Luigi Caputo CDO e webdeveloper. In più stiamo creando una taskforce per raggiungere le società di sviluppo e-commerce o le web agency (alle quali noi affideremo il plugin, rigorosamente gratuito) con Leopoldo Maria D’alterio (già Sales Manager presso Hubstrat, società di sviluppo e-commerce, a loro volta nostri clienti) ed altri giovani che hanno voglia di fare e che proprio in questi giorni stanno imparando il tutto.

Ma alla fine che cosa vuol dire sapere qual è il prezzo di una condivisione?

E’ il prezzo che un’azienda dovrebbe pagare a te per chiederti di parlare di loro. Il discorso è semplice: noi normalmente pubblichiamo foto e diciamo di trovarci in posti che riteniamo essere fighi. E lo facciamo gratuitamente. Se fossimo degli influencers o delle persone famose, le aziende ci chiederebbero di pubblicare queste cose incentivandoci con delle fee o pagandoci. Il principio è estendere questo sistema a chiunque, ovviamente disciplinandolo e proporzionando il tutto. Ecco il perché dell’algoritmo.

E  in media quanto vale una condivisione? Quella di una persona normale

Dipende dalla media degli utenti. La media stimata per un utente di facebook in italia è di circa 350 amici con circa 20/25 like e commenti per condivisione. Sulla base di questi valori, e anche su altri, il nostro algoritmo attribuirebbe un valore medio di circa 15 euro.

E adesso che volete fare? Che obiettivi avete?

Abbiamo deciso di realizzare Worldz perché è una cosa talmente semplice da comprendere che ci sembra assurdo che altri non l’abbiano fatto prima. Noi non chiediamo agli utenti di fare nulla di nuovo rispetto a quello che fanno già, ma diamo loro semplicemente l’opportunità di spendere meno grazie alle loro relazioni sui social. I nostri obiettivi nei prossimi mesi sono legati ovviamente alla crescita della nostra startup: ora ci stiamo concentrando sulle realtà in Italia. Appena abbiamo dimostrato l’enorme potenzialità, spero di attirare l’attenzione delle grandi società  per diffondere il nostro software nel più breve tempo possibile. I livelli di crescita sarebbero enormi. E’ in linea con gli sviluppi di Facebook. Magari, in tutto questo ci contatta Mark oltreoceano e ci fa un’offerta. Hai per caso il suo numero? (dice ridendo, ndr).

Ma è possibile che Facebook non sappia nulla di ste cose? Del valore dei profili? Di uno share?

Si e no. Nel senso che l’ottenimento di questi dati da parte nostra è certamente consentito purché rispetti la privacy. Però non vi è scritto nulla in merito all’utilizzo per fini commerciali di questo genere. Klout stesso ha un algoritmo che comprende la popolarità degli utenti, anche se secondo me ne utilizza aspetti sbagliati e ne fa un utilizzo altrettanto poco efficiente.  Per quanto riguarda il loro (di Facebook) uso interno, ancora non capisco perché non ci abbiano pensato prima: loro sanno esattamente quali e quanti profili vengono raggiunti dalle condivisioni perché l’algoritmo che stabilisce tutto questo l’hanno inventato loro.

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Facebook testa i post che non rimangono in bacheca https://www.datamanager.it/2016/06/facebook-testa-post-non-rimangono-bacheca/ Wed, 08 Jun 2016 15:03:53 +0000 http://www.datamanager.it/?p=102984 Facebook ha in cantiere una funzione che consente di condividere pubblicamente un post ma di non farlo comparire sulla propria bacheca Facebook sta pensando a una nuova funzione per stimolare la conversazione ma senza che questa lasci tracce tangibili. L’obiettivo è quello di favorire uno scambio più simile a quello verbale senza doversi preoccupare troppo […]

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Facebook ha in cantiere una funzione che consente di condividere pubblicamente un post ma di non farlo comparire sulla propria bacheca

Facebook sta pensando a una nuova funzione per stimolare la conversazione ma senza che questa lasci tracce tangibili. L’obiettivo è quello di favorire uno scambio più simile a quello verbale senza doversi preoccupare troppo delle conseguenze. Come ha rivelato The Next Web, il social network sta testando i post che appaiono nelle News Feed ma non vengono conservati nella bacheca dell’utente.

La nuova funzione “Nascondi dalla bacheca” può essere attivata nel momento in cui si sta condividendo un contenuto. Il post sarà visibile ai propri amici nel flusso di notizie e trovato tramite la funzione ricerca. Questo però non verrà conservato in bacheca e a mano a mano che nuovi contenuti verranno pubblicati finirà nel dimenticatoio. L’utente non dovrà quindi preoccuparsi che il post venga visualizzato andando a scorrere le sue attività salvate in bacheca. Questa funzione è concettualmente simile a quella proposta da Snapchat, anche se in questo specifico caso i contenuti non scompaiono ma vengono semplicemente assorbiti dal flusso di notizie.

Nel frattempo che la nuova funzione diventi disponibile, il social network di Menlo Park ha stretto un accordo con Blizzard Entertainment per migliorare l’esperienza social dei gamers. Quest’ultimi potranno infatti trasmettere le proprie sessioni di gioco in live streaming tramite Facebook Live.

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Facebook dirà chi sta commentando in real time https://www.datamanager.it/2015/12/facebook-dira-sta-commentando-real-time/ Mon, 14 Dec 2015 17:59:29 +0000 http://www.datamanager.it/?p=90910 Facebook permetterà di sapere in tempo reale chi sta commentando un nostro post. I test per la nuova funzione sono già in corso Facebook sta realizzando una nuova funzione e ha preso spunto dalla sua app di messaggistica WhatsApp. Come riporta The Next Web, il social network avrebbe intensificato i test per un tool che consente agli […]

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Facebook permetterà di sapere in tempo reale chi sta commentando un nostro post. I test per la nuova funzione sono già in corso

Facebook sta realizzando una nuova funzione e ha preso spunto dalla sua app di messaggistica WhatsApp. Come riporta The Next Web, il social network avrebbe intensificato i test per un tool che consente agli utenti di visualizzare chi sta commentando un post in tempo reale esattamente come avviene con i messaggi di test su WhatsApp. La scritta “Un amico sta scrivendo un commento” apparirà appena sopra il box dedicato. La sperimentazione pare sia partita a novembre e ora sarebbe stata estesa ad un maggior numero di utenti.

amico_commento_facebook_whatsapp_social_network

La conferma che nel prossimo futuro si potrà sapere chi sta commentando i nostri contenuti nel momento in cui sta scrivendo arriva direttamente da un portavoce di Facebook, che ha rilasciato una dichiarazione a The Next Web: “Il News Feed è un luogo dove restare aggiornati coi propri amici e familiari. Abbiamo sentito persone che vorrebbero che la loro esperienza su Facebook potesse riflettere le conversazioni in tempo reale. Stiamo quindi testando di aggiungere una linea sopra il box di commento che indichi quando un amico sta scrivendo. Questo aiuterà le persone ad avere conversazioni in tempo reale con amici e familiari”.

Nel frattempo, la piattaforma di Mark Zuckerberg starebbe anche sperimentando la possibilità di scrivere commenti offline per gli utenti con una velocità di Rete troppo ridotta. Le due novità, insieme alla piattaforma professionale Facebook at Work, dovrebbero essere disponibili a tutti nei prossimi mesi.

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Gli utenti di Facebook sono sempre meno partecipi https://www.datamanager.it/2015/11/gli-utenti-di-facebook-sono-sempre-meno-partecipi/ Wed, 04 Nov 2015 13:34:40 +0000 http://www.datamanager.it/?p=87593 Secondo il Global Web Index, Facebook ha visto scendere del 22% il numero di utenti che hanno condiviso foto, video e post negli ultimi 3 mesi Facebook raggiunge quasi un quinto dell’intera popolazione mondiale ma molti utenti pare abbiano perso l’entusiasmo nei confronti della piattaforma. Secondo i dati del Global Web Index pubblicati dal Wall […]

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Secondo il Global Web Index, Facebook ha visto scendere del 22% il numero di utenti che hanno condiviso foto, video e post negli ultimi 3 mesi

Facebook raggiunge quasi un quinto dell’intera popolazione mondiale ma molti utenti pare abbiano perso l’entusiasmo nei confronti della piattaforma. Secondo i dati del Global Web Index pubblicati dal Wall Street Journal, nel terzo trimestre il social network ha visto calare sensibilmente il numero di condivisioni. La quantità di utenti che negli ultimi 3 mesi hanno pubblicato un post o aggiornato il proprio stato si è fermata al 37% contro il 59% dello stesso periodo dell’anno passato. Tutto questo nonostante il 65% degli iscritti acceda almeno una volta al giorno alla piattaforma da desktop o mobile.

Facebook non è l’unica piattaforma social ad avere il problema di un calo della partecipazione degli utenti. Anche Instagram, che ha creato sezioni di video tematici per competere con Moments di Twitter, è stato costretto a inviare una e-mail agli iscritti inattivi per invogliarli a tornare a condividere. Facebook, invece, ha realizzato numerose iniziative per ridare entusiasmo ai suoi utenti come “Accadde Oggi”, un reminder dei contenuti pubblicati in passato, e la possibilità di scrivere su Messenger anche alle persone che non rientrano tra gli amici. Inoltre, ieri il social network ha anche annunciato che renderà più semplice l’utilizzo di pseudonimi e soprannomi per identificare il proprio profilo.

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Facebook e il nuovo algoritmo che penalizza gli editori https://www.datamanager.it/2015/04/facebook-e-il-nuovo-algoritmo-che-penalizza-gli-editori/ Thu, 23 Apr 2015 13:14:06 +0000 http://www.datamanager.it/?p=73717 Il social network presto attiverà una modifica dell’algoritmo in grado di apportare modifiche rilevanti alla visualizzazione dei post delle Pagine Fino ad oggi e per più di un anno chi gestiva pagine su Facebook ha analizzato i trend di crescita e interazione secondo alcune stime specifiche del social network. Ora il team della piattaforma ha […]

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Il social network presto attiverà una modifica dell’algoritmo in grado di apportare modifiche rilevanti alla visualizzazione dei post delle Pagine

Fino ad oggi e per più di un anno chi gestiva pagine su Facebook ha analizzato i trend di crescita e interazione secondo alcune stime specifiche del social network. Ora il team della piattaforma ha spiegato che i numeri visti finora potrebbero abbassarsi notevolmente a causa dell’introduzione di un nuovo algoritmo, o meglio del cambiamento parziale di quello attualmente in uso. Secondo Max Eulenstein, Product Manager di Facebook: “Ci sarà una certa influenza sui numeri delle pagine dovuta al cambiamento che apporteremo all’algoritmo. Per questo gli editori potrebbero riscontrare incongruenze di dati con il passato che andranno a standardizzarsi con il tempo”.

Modifica strutturale

Come ha spiegato lo stesso manager, la conseguenza al cambio di algoritmo poterà tre modifiche sostanziali. La prima riguarda la visualizzazione dei post da parte degli utenti che presto potranno ricevere più messaggi da parte di una stessa fonte. Si tratta di un preciso dietrofront rispetto al passato visto che un anno fa Facebook aveva proprio introdotto un limite alla visualizzazione dei post provenienti dalle stesse pagine. In secondo luogo il social incentiverà la visualizzazione di contenuti prodotti dagli amici preferendoli a quelli delle pagine. La priorità sarà dunque a testi, foto e video pubblicati dai profili dei contatti che si hanno sulla rete. Infine Zuckerberg metterà più in basso dando importanza minore ai box che mostrano i like messi da amici e parenti alle pagine che ancora non seguiamo e i commenti relativi. In questo modo si rimette al centro del progetto l’interazione pura e cruda tra le persone invece che alle interazioni con aziende e brand dallo scopo meramente commerciale.

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