protesta – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Mon, 08 Oct 2018 12:17:32 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png protesta – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Milano: continuano le proteste dei taxi contro Uber https://www.datamanager.it/2015/02/milano-continuano-proteste-dei-taxi-contro-uber/ Thu, 12 Feb 2015 17:59:08 +0000 http://www.datamanager.it/?p=69586 A Milano in tassisti hanno fermato il traffico per protestare contro Uber. A Torino il sindaco ha sottolineato che il problema è di carattere nazionale Nonostante i tentativi di riconciliazione di Uber con le autorità europee, continuano le proteste dei tassisti contro il servizio di noleggio conducente via smartphone. Questa mattina a Milano, sede di […]

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A Milano in tassisti hanno fermato il traffico per protestare contro Uber. A Torino il sindaco ha sottolineato che il problema è di carattere nazionale

Nonostante i tentativi di riconciliazione di Uber con le autorità europee, continuano le proteste dei tassisti contro il servizio di noleggio conducente via smartphone. Questa mattina a Milano, sede di numerosi cortei contro l’app di San Francisco, diverse vetture bianche hanno fermato il traffico fra Linate e il centro città creando diversi disagi agli automobilisti. Circa 60 taxi si sono poi uniti al presidio degli allevatori di Copagri sotto il Pirellone, sede del Consiglio regionale della Lombardia.

I primi focolai di protesta sono nati martedì durante la Conferenza della Mobilità, evento durante il quale l’assessore ai Trasporti Pierfrancesco Maran ha chiesto ai tassisti di rinnovare la propria professione. Mercoledì è poi apparso uno striscione dai toni piuttosto forti e volgari davanti all’abitazione di Benedetta Arese Lucini, AD di Uber Italia.

Nel frattempo, anche a Torino i tassisti hanno confermato di voler scioperare il prossimo 17 febbraio contro Uber, che ha raggiunto un fatturato di 10 miliardi di dollari in meno tempo di Facebook. Il sindaco di Torino, Piero Fassino, ha sottolineato come il problema della regolamentazione dell’app sia di carattere nazionale: “Trattandosi, in ogni caso, di una vicenda non solo locale, come presidente dell’Anci ho richiesto un incontro al Governo perché si adotti una stessa linea di condotta su tutto il territorio nazionale”.

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L’Ungheria fa dietrofront sulla tassa su Internet https://www.datamanager.it/2014/10/lungheria-fa-dietrofront-tassa-internet/ Fri, 31 Oct 2014 11:40:52 +0000 http://www.datamanager.it/?p=64076 Il premier ungherese Orban ha annunciato che la proposta della prima tassa su Internet è al momento inattuabile e sarà ridiscussa a gennaio Nei giorni scorsi il partito del premier ungherese Viktor Orban aveva proposto la prima tassa al mondo sull’utilizzo di Internet. La cosa ha scatenato lo sdegno dei cittadini, che a migliaia hanno […]

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Il premier ungherese Orban ha annunciato che la proposta della prima tassa su Internet è al momento inattuabile e sarà ridiscussa a gennaio

Nei giorni scorsi il partito del premier ungherese Viktor Orban aveva proposto la prima tassa al mondo sull’utilizzo di Internet. La cosa ha scatenato lo sdegno dei cittadini, che a migliaia hanno invaso le strade della capitale Budapest per protestare contro un provvedimento che ritengono lesivo delle propri diritti. Oggi Orban ha fatto un passo indietro rispetto alle sue precedenti dichiarazioni e ha annunciato via radio che “nella sua forma attuale” la tanto osteggiata tassa su Internet “non può essere adottata”.

Per ora niente tassa su Internet

La proposta di legge di Orban prevedeva un prelievo di 150 forint, pari a circa 0,49 euro, a gigabyte. Secondo il governo il provvedimento sarebbe servito a rimpinguare le casse dello Stato ormai agli sgoccioli mentre i 10mila manifestanti scesi in piazza con i propri smartphone, ispirati dagli studenti di Hong Kong che chiedono maggiori diritti alla Cina, sostenevano che lo scopo della tassa su internet fosse quello di ottenere un maggiore controllo sulla popolazione.

Dopo che anche l’Unione Europea ha criticato la proposta di Orban, definita “l’ultima di una serie di misure prese a livello nazionale che limitano la libertà”, l’esecutivo ha deciso di fare un passo indietro. La legge, ha confermato lo stesso premier ungherese, sarà ridiscussa a gennaio tramite una consultazione nazionale.

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L’Ungheria scende in piazza contro la tassa su Internet https://www.datamanager.it/2014/10/lungheria-scende-in-piazza-contro-tassa-internet/ Mon, 27 Oct 2014 19:30:54 +0000 http://www.datamanager.it/?p=63754 A Budapest 10mila persone sono scese in piazza per protestare contro la prima tassa al mondo sull’utilizzo di Internet  Per la prima volta nella storia una nazione sta per imporre una tassa sull’utilizzo di Internet. E’ successo in Ungheria, dove oltre 10mila persone sono scese in piazza a Budapest per protestare contro la nuova imposta. […]

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A Budapest 10mila persone sono scese in piazza per protestare contro la prima tassa al mondo sull’utilizzo di Internet 

Per la prima volta nella storia una nazione sta per imporre una tassa sull’utilizzo di Internet. E’ successo in Ungheria, dove oltre 10mila persone sono scese in piazza a Budapest per protestare contro la nuova imposta. Il governo presieduto dal primo ministro Viktor Orban ha deciso di far pagare ai suoi cittadini 150 forint, pari a circa 0,49 euro, per ogni gigabyte. Domani, giorno in cui la legge passerà al vaglio del Parlamento, è stata organizzata una nuova manifestazione.

Gli utenti ungheresi scendono in piazza

La protesta ha raccolto il sostegno di moltissimi utenti ungheresi, che hanno invaso le strade con i propri smartphone come i manifestanti di Hong Kong. Una pagina Facebook dedicata alla tassa su Internet ha raccolto in poche ore oltre 200mila follower. I cittadini temono che l’introduzione dell’imposta possa ridurre ulteriormente la libertà di parola. Internet infatti viene considerato uno dei pochi media che non è ancora controllato dal regime di Orban. Il governo invece sostiene che i manifestati sono mossi da “isteria” immotivata, in quanto il provvedimento serve semplicemente a rimpinguare le casse dello stato.

Il commissario Ue per l’agenda digitale Neelie Kroes, che da anni combatte per la neutralità dela Rete, ha definito la proposta di legge “una vergogna per il governo ungherese”.

Recentemente diversi Paesi, come il Brasile, si sono dotati di una Carta dei diritti di Internet per proteggere la privacy dei cittadini e sancire che l’accesso alla Rete senza restrizioni è un diritto fondamentale di ogni utente. Anche l’Italia ha redatto la propria “Dichiarazione dei diritti di Internet” e oggi è iniziata la consultazione online per dare a tutti la possibilità di proporre delle migliorie al testo.

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Anonymous si schiera con gli studenti di Hong Kong https://www.datamanager.it/2014/10/anonymous-si-schiera-gli-studenti-hong-kong/ Fri, 10 Oct 2014 14:52:24 +0000 http://www.datamanager.it/?p=62770 Anonymous si è schierata al fianco dei manifestanti di Hong Kong che chiedono la democrazia. Gli hacker minacciano di bloccare i server di Pechino Dopo aver appoggiato la protesta in Brasile contro la corruzione legata ai Mondiali di Calcio 2014, Anonymous questa volta si è schierata con gli studenti di Hong Kong, scesi in piazza […]

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Anonymous si è schierata al fianco dei manifestanti di Hong Kong che chiedono la democrazia. Gli hacker minacciano di bloccare i server di Pechino

Dopo aver appoggiato la protesta in Brasile contro la corruzione legata ai Mondiali di Calcio 2014, Anonymous questa volta si è schierata con gli studenti di Hong Kong, scesi in piazza per chiedere al governo cinese una maggiore libertà di espressione e la possibilità di eleggere i propri candidati democraticamente. La posizione di Anonymous si è indurita dopo che l’esecutivo guidato da Leung Chun-ying, considerato dai manifestanti una marionetta nelle mani di Pechino, ha annullato l’incontro con i leader del movimento di protesta perché non avrebbe portato a un risultato costruttivo. Gli studenti, che utilizzano l’app FireChat per evitare la censura, accusano invece il governo di Hong Kong di  “non essere mai stato sincero nel voler ascoltare le preoccupazione del popolo”.

Anonymous minaccia Pechino e il governo di Hong Kong

Con un altisonante post su Pastebin gli ethical hacker, che tra le loro file contano anche militanti giovanissimi, avevano minacciato la polizia locale e oggi hanno minacciato Pechino e il governo dell’ex colonia britannica di oscurare i i loro siti web e di diffondere migliaia di indirizzi e-mail delle autorità. Inoltre Anonymous, che in passato ha messo in difficoltà anche il sistema informatico delle istituzioni italiane, afferma di essere pronta a bloccare i server governativi cinesi attraverso un massiccio attacco DDoS.

“Cina, non ci puoi fermare.  – recita il comunicato degli hacker – Ti saresti dovuta aspettare (la nostra azione) quando hai abusato dei tuoi poteri contro i cittadini di Hong Kong”.

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FireChat: la nuova app per le proteste di piazza https://www.datamanager.it/2014/09/firechat-nuova-app-per-proteste-piazza/ Tue, 30 Sep 2014 15:19:00 +0000 http://www.datamanager.it/?p=61972 FireChat è un’app che sfruttando il Multipeer Connectivity Framework permette di comunicare senza connessione a Internet Durante gli eventi della Primavera Araba, i fautori del crollo dei regimi totalitari in Egitto, Libia, Tunisia, Turchia e Iran hanno utilizzato Twitter e WhatsApp per comunicare tra loro e organizzare le proteste. Oggi che gli strumenti dei governi per […]

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FireChat è un’app che sfruttando il Multipeer Connectivity Framework permette di comunicare senza connessione a Internet

Durante gli eventi della Primavera Araba, i fautori del crollo dei regimi totalitari in Egitto, Libia, Tunisia, Turchia e Iran hanno utilizzato Twitter e WhatsApp per comunicare tra loro e organizzare le proteste. Oggi che gli strumenti dei governi per reprimere il dissenso si sono evoluti, come si è visto nel caso del conflitto in Siria, anche i manifestanti sono costretti a trovare nuovi strumenti per far filtrare le notizie all’estero. Oggi l’app più sfruttata è FireChat, un software di messaggistica istantanea che non necessita di connessione Internet per poter essere utilizzata.

FireChat: l’app delle proteste di Hong Kong e Iraq

A Hong Kong i manifestanti guidati dal giovanissimo Joshua Wong, che sono scesi in piazza per chiedere maggiori libertà da parte del governo cinese, utilizzano quotidianamente FireChat per organizzarsi e comunicare con persone all’estero. L’app al contrario di WhatsApp e WeChat, che è diventata la testa di ponte di Apple in Cina, non necessita di connessione a Internet. Il software di Open Garden sfrutta il Multipeer Connectivity Framework, un sistema inserito dall’azienda di Cupertino su iOS 7 che crea una serie di collegamenti fra i dispositivi connessi utilizzando in alternanza Bluetooth e Wi-Fi. I pacchetti di dati viaggiano da device a device attraverso il cosiddetto mesh network fino a raggiungere il destinatario del messaggio. Oltre ad aggirare la possibile chiusura della Rete da parte del governo, FireChat permette di evitare il rallentamento delle comunicazioni dovuto alla congestione della Rete.

Con la compatibilità di questa tecnologia anche per Android, FireChat ha registrato 100mila nuovi utenti in 24 ore. Nel momento in cui è circolata voce che il governo cinese volesse disattivare la rete mobile per impedire ai manifestanti di comunicare, Open Garden ha registrato 33mila utenti connessi a FireChat contemporaneamente.

FireChat è utilizzata moltissimo anche dagli oppositori in Iraq dell’Isis, che recentemente ha diffuso un proprio magazine in cui annuncia la “fine del mondo”.

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Uber sbarca a Genova e sono subito guai https://www.datamanager.it/2014/09/uber-sbarca-genova-guai/ Wed, 24 Sep 2014 09:31:23 +0000 http://www.datamanager.it/?p=61503 Uber e Uberpop sono da pochi giorni disponibili a Genova e il Comune del capoluogo ligure ha promesso di attivare controlli della polizia giudiziaria Non c’è pace per Uber. L’app che fornisce un servizio di trasporto privato via smartphone ha scatenato polemiche in tutta Europa, Italia compresa. Il nodo della questione è legato al carpooling […]

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Uber e Uberpop sono da pochi giorni disponibili a Genova e il Comune del capoluogo ligure ha promesso di attivare controlli della polizia giudiziaria

Non c’è pace per Uber. L’app che fornisce un servizio di trasporto privato via smartphone ha scatenato polemiche in tutta Europa, Italia compresa. Il nodo della questione è legato al carpooling offerto da Uberpop, che molti tassisti in diversi Paesi ritengono sia illegale. A Milano un gruppo non meglio identificato di autisti ha minacciato uno sciopero ad oltranza durante la Settimana della Moda per protestare contro Uber mentre in Germania il servizio era stato bloccato su scala nazionale ma il provvedimento è stato poi annullato.

Uber è sbarcata a Genova da pochissimi giorni ma il Comune, forse per paura delle proteste dei tassisti, le ha già messo i bastoni fra le ruote.

“Controlli mirati di pg contro Uber”

L’assessore alla legalità del capoluogo ligure, Elena Fiorini, ha annunciato che il consiglio comunale “attiverà dei contro mirati di pg (polizia giudiziaria) contro Uber”. Le vetture guidate da conducenti iscritti ad Uberpop a Genova sarebbero già 70. L’assessore alla Mobilità e al Traffico, Anna Maria Dagnino, ha sottolineato come l’amministrazione si è attivata “fin da subito insieme ai tassisti per tutelare la legalità. La licenza dei tassisti è un qualcosa che il Comune stesso vuole difendere”.

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Taxi vs Uber: sciopero a oltranza nella Settimana della Moda https://www.datamanager.it/2014/09/taxi-vs-uber-sciopero-ad-oltranza-settimana-moda/ Wed, 10 Sep 2014 09:15:17 +0000 http://www.datamanager.it/?p=60523 Possibili disagi a Milano durante la Settimana della Moda. Un gruppo che si firma “Taxinero Milano” ha indetto uno sciopero a oltranza contro Uber L’arrivo in Europa di Uber, la celebre app per il trasporto automobilistico via smartphone, ha creato un vero pandemonio. In tutto il continente i tassisti sono scesi in piazza per protestare […]

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Possibili disagi a Milano durante la Settimana della Moda. Un gruppo che si firma “Taxinero Milano” ha indetto uno sciopero a oltranza contro Uber

L’arrivo in Europa di Uber, la celebre app per il trasporto automobilistico via smartphone, ha creato un vero pandemonio. In tutto il continente i tassisti sono scesi in piazza per protestare contro un servizio che ritengono illegale. Ad essere particolarmente malvisto è Uberpop, un nuovo servizio della startup statunitense che in sostanza consente a chiunque di trasformarsi in un tassista. In Belgio, e più recentemente in Germania, Uber è stato addirittura bandito. In passato, anche a Milano ci sono state diverse manifestazioni contro l’app e da mercoledì 17, in occasione della Settimana della Moda meneghina, le auto bianche potrebbero scioperare con gravi disagi per i cittadini e la città.

Taxi fermi contro Uber

Un gruppo che si firma “Taxinero Milano” sta distribuendo volantini in tutto il capoluogo lombardo in cui annuncia scioperi a oltranza con presidi a sorpresa. Nel messaggio i non meglio identificati tassisti chiedono a Palazzo Marino di “cancellare le sfilate se non vogliono fare una pessima figura” nonostante, come loro stessi ricordano nel testo, le istituzioni avessero chiesto a marzo di “rinviare lo sciopero durante la moda”. L’appello di “Taxinero Milano” pare sia stato ignorato dalla maggior parte dei tassisti ma le forze dell’ordine temono comunque che il gruppo possa creare qualche problema. La Digos ha quindi iniziato le indagini sugli autori del problama anti-Uber mentre il consigliere comunale Raffaele Grassi chiede alla Giunta di “convocare i tassisti”.

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Anche la Germania boccia Uber https://www.datamanager.it/2014/09/germania-boccia-uber/ Tue, 02 Sep 2014 14:57:33 +0000 http://www.datamanager.it/?p=59969 Uber è stata bloccata in Germania dal Tribunale di Francoforte. Il servizio taxi via smartphone non potrà inoltrare le richieste degli utenti agli autisti Nuovi guai per Uber, la celebre app per il trasporto automobilistico privato che ha scatenato numerose polemiche in Europa. Dopo il Belgio, che ha vietato ai conducenti dell’app di San Francisco di […]

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Uber è stata bloccata in Germania dal Tribunale di Francoforte. Il servizio taxi via smartphone non potrà inoltrare le richieste degli utenti agli autisti

Nuovi guai per Uber, la celebre app per il trasporto automobilistico privato che ha scatenato numerose polemiche in Europa. Dopo il Belgio, che ha vietato ai conducenti dell’app di San Francisco di circolare, anche la Germania ha deciso di fare lo stesso. Il Tribunale di Francoforte ha disposto un’ingiunzione temporanea nei confronti di Uber che le impedisce di trasmettere le richieste dagli utenti agli autisti. Il provvedimento secondo il quotidiano Der Spiegel ha effetto su tutto il territorio nazionale. Se la startup californiana dovesse disobbedire all’ordine del tribunale, la sanzione dovrebbe aggirarsi attorno ai 250mila euro.

Uber permette di prenotare tramite smartphone taxi di lusso o vetture private (Uberpop) a costi ridotti rispetto al classico noleggio con conducente.

Non c’è pace per Uber

Lo sbarco di Uber nel Vecchio Continente è stato accompagnato da una vera e propria mobilitazione dei tassisti in quasi ogni città in cui l’app è disponibile. Da Parigi a Milano le vetture bianche hanno scioperato in segno di protesta contro un servizio che considerano illegale. La nuova funzione Uberpop in effetti si muove sul filo della legalità o comunque sfrutta un vuoto normativo. Il servizio permette di prenotare via smartphone un’auto privata pagando 49 centesimi al minuto. Ciò significa che gli autisti non professionisti di Uber sono quindi equiparabili ai tassisti ma non necessitano di licenza per circolare.

Entro luglio si attendeva un decreto ministeriale che mettesse fine alla diatriba sulla liceità di Uber ma così non è stato.

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Wind Infostrada torna online https://www.datamanager.it/news/wind-infostrada-torna-online-57301.html Fri, 13 Jun 2014 15:58:31 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/06/wind-infostrada-torna-online/ Per quasi un’intera giornata la rete fissa e mobile di Wind Infostrada è stata inaccessibile. La situazione si sta lentamente risolvendo ma i clienti sui social network chiedono rimborsi per il disservizio Fino a poco tempo fa la rete fissa e mobile di Wind Infostrada era completamente inaccessibile agli utenti a livello nazionale. Da questa […]

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Per quasi un’intera giornata la rete fissa e mobile di Wind Infostrada è stata inaccessibile. La situazione si sta lentamente risolvendo ma i clienti sui social network chiedono rimborsi per il disservizio

Fino a poco tempo fa la rete fissa e mobile di Wind Infostrada era completamente inaccessibile agli utenti a livello nazionale. Da questa mattina le e-mail di Libero, il sito di Infostrada, il servizio di assistenza telefonica 155 e alcuni siti, compreso il blog di Beppe Grillo, erano completamente irraggiungibili. Il disservizio ha scatenato l’ira degli utenti che sui social network si sono scatenati nella protesta chiedendo spiegazioni e rimborsi. Su Twitter gli hashtag #infostrada e #WindDown sono diventati tranding topic e molti clienti hanno proposto di far ricorso alle associazioni in difesa dei consumatori.

“L’anomalia è in via di risoluzione”

Ora la situazione si sta normalizzando ma la causa del blackout non è ancora stata chiarita. Verso le 17 Wind ha scritto sulla propria pagina Facebook: “L’eccezionale anomalia che stiamo riscontrando da qualche ora, sia su rete fissa che su rete mobile, è in via di progressiva risoluzione. Siamo al lavoro per ripristinare nel più breve tempo possibile la completa funzionalità dei nostri servizi. Comprendiamo e ci scusiamo per il disagio che questo sta causando ai nostri clienti”.

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L’Ue liberalizza gli OGM, Greenpeace e Slow Food non ci stanno https://www.datamanager.it/news/lue-liberalizza-gli-ogm-greenpeace-e-slow-food-non-ci-stanno-57247.html Thu, 12 Jun 2014 17:30:02 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/06/lue-liberalizza-gli-ogm-greenpeace-e-slow-food-non-ci-stanno/ L’Ue permetterà ai Paesi membri di decidere da sé sugli OGM. Greenpeace e Slowfood ritengono che la nuova proposta darà potere all’aziende biotech e sfavorirà le nazioni contrarie alle conltivazioni modificate Pochi mesi dopo la campagna nazionale #ItaliaNOogm, organizzata da Legambiente e altre associazioni a difesa della natura, il Consiglio Ambiente Ue riunito in Lussemburgo […]

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L’Ue permetterà ai Paesi membri di decidere da sé sugli OGM. Greenpeace e Slowfood ritengono che la nuova proposta darà potere all’aziende biotech e sfavorirà le nazioni contrarie alle conltivazioni modificate

Pochi mesi dopo la campagna nazionale #ItaliaNOogm, organizzata da Legambiente e altre associazioni a difesa della natura, il Consiglio Ambiente Ue riunito in Lussemburgo ha deciso di lasciare ai governi nazionali la libertà di decidere se vietare, in modo parziale o completamente, la coltivazione di organismi geneticamente modificati sul proprio territorio. La proposta diverrà operativa comunque solo dopo il responso positivo del Parlamento europeo. Il provvedimento ha incontrato le ostilità di Greenpeace, che continua la sua campagna in difesa delle api, e SlowFood che lo ritengono “una trappola” per le nazioni che non vogliono gli OGM.

Greenpeace e SlowFood: “Il nuovo testo è una trappola, darà potere alle aziende biotech”

Le due associazioni ritengono che “il testo presentato dalla Grecia dà poche garanzie di reggere in sede legale. Quei Paesi, come l’Italia, che vogliono dire no agli OGM sarebbero esposti alle ritorsioni legali del settore biotech”. Greenpeace e SlowFood sono inoltre preoccupate che il documento dia “alle aziende biotech un ruolo formale nel processo di messa al bando della coltivazione di OGM” e impedisca “agli Stati membri di utilizzare le motivazioni legate ai rischi per salute e l’ambiente derivanti da colture OGM per limitarne la coltivazione a livello nazionale”.

Le due associazioni quindi chiedono ai parlamentari europei di rendere più robusti i vincoli nella norma della “ri-nazionalizzazione” in particolare durante il semestre europeo presieduto dall’Italia, definito “un’occasione per affermare un ruolo da protagonista del nostro Paese per salvaguardare agricoltura, ambiente ed economia italiana dai pericoli degli OGM”.

Il ministro dell’Ambiente Galletti: “E’ un buon compromesso”

Anche il ministro dell’Ambiente italiano, Gian Luca Galletti, si era stamattina schierato fra quelli che non vogliono coltivazioni modificate nel nostro Paese. “A Lussemburgo per consiglio dell’ambiente Ue, ribadisco no Italia a OGM. Partita da vincere, come quelle di Brasil2014”, aveva twittato il ministro prima dell’incontro a Lussemburgo.

In seguito Galletti ha ammorbidito i toni sottolineando che l’accordo è un “buon compromesso”. “Molti Paesi – ha spiegato il ministro – volevano una soluzione meno stringente, altri ne volevano una più stringente, come ad esempio l’Italia. Credo però che il senso di responsabilità e la voglia di venire fuori da una situazione confusa abbia indotto tutti a trovare una sintesi in questo documento”.

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