Stazione Spaziale Internazionale – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Fri, 01 Jun 2018 16:43:21 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Stazione Spaziale Internazionale – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Luca Parmitano sarà il primo comandante italiano della ISS https://www.datamanager.it/2018/06/luca-parmitano-sara-il-primo-comandante-italiano-della-iss/ Fri, 01 Jun 2018 16:59:01 +0000 http://www.datamanager.it/?p=148846 Luca Parmitano sarà il primo italiano ad essere nominato comandate della Stazione Spaziale Internazionale durante una missione che partirà nel 2019 L’astronauta Luca Parmitano si prepara a registrare l’ennesimo primato. L’Agenzia Spaziale Europea (ESA) ha confermato che sarà lui il primo italiano ed il secondo europeo ad ottenere il comando della Stazione Spaziale Internazionale (ISS). […]

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Luca Parmitano sarà il primo italiano ad essere nominato comandate della Stazione Spaziale Internazionale durante una missione che partirà nel 2019

L’astronauta Luca Parmitano si prepara a registrare l’ennesimo primato. L’Agenzia Spaziale Europea (ESA) ha confermato che sarà lui il primo italiano ed il secondo europeo ad ottenere il comando della Stazione Spaziale Internazionale (ISS). La nomina diventerà ufficiale durante la seconda parte della missione di lunga durante a cui il militare parteciperà nel 2019. “Sono onorato di essere stato scelto per questo ruolo. – ha commentato Parmitano – Essere il comandante delle persone più preparate ed esperte sulla Terra e fuori dalla Terra può generare timore. Il mio obiettivo sarà quello di mettere tutti nelle condizioni di lavorare al meglio delle loro possibilità. In fin dei conti, però, sarò responsabile della sicurezza dell’equipaggio, della Stazione e del successo dell’intera missione”.

Parmitano, che ha sempre ricordato con nostalgia la sua esperienza sulla ISS, ha trascorso 166 giorni nello Spazio durante la missione Volare e ha eseguito oltre 20 esperimenti in vari ambiti. Il tenente colonnello dell’Aeronautica italiana è stato il primo italiano a partecipare ad una attività extraveicolare (EVA), ovvero ha indossato la tuta spaziale per eseguire alcuni compiti all’esterno della struttura in orbita geostazionaria. Parmitano, che ha anche preso parte ad un esperimento sottomarino per la NASA, ha anche supervisionato l’attracco di quattro navette. La collega Samantha Cristoforetti è stata invece la prima donna italiana a salire sulla ISS.

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Con Street View puoi esplorare lo spazio dalla ISS https://www.datamanager.it/2017/07/street-view-puoi-esplorare-lo-spazio-dalla-iss/ Fri, 21 Jul 2017 09:58:00 +0000 http://www.datamanager.it/?p=129131 Street View ha condiviso una serie di scatti a 360° dell’interno della Stazione Spaziale Internazionale Da 16 anni la Stazione Spaziale Internazionale (ISS) è un simbolo della cooperazione tra le nazioni e dell’ingegno umano. Al suo interno vengono condotti esperimenti sul clima, l’alimentazione, nuovi carburanti e ovviamente si raccolgono dati sulla vita nello spazio. Alla […]

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Street View ha condiviso una serie di scatti a 360° dell’interno della Stazione Spaziale Internazionale

Da 16 anni la Stazione Spaziale Internazionale (ISS) è un simbolo della cooperazione tra le nazioni e dell’ingegno umano. Al suo interno vengono condotti esperimenti sul clima, l’alimentazione, nuovi carburanti e ovviamente si raccolgono dati sulla vita nello spazio. Alla sua costruzione hanno lavorato le agenzie spaziali di Giappone, Stati Uniti, Russia ed Europa con l’Italia in prima linea. L’azienda Thales Alenia Space di Torino ha infatti realizzato i moduli Harmony e Tranquillity. Oggi la ISS potrà essere visitata da chiunque grazie a Street View senza indossare la tuta da astronauta.

La piattaforma di Google, che in settimana ha esplorato i luoghi delle celebrata serie “Game of Thrones”, ha reso disponibile una serie di immagini a 360° della Stazione Spaziale Internazionale con tanto di dettagliate descrizioni. Gli scatti fino ad oggi erano fruibili solo dai musei sulla piattaforma Art & Culture, in cui è possibile ammirare una cronostoria della moda dal titolo “We Wear Culture”. L’utente potrà muoversi liberamente tra i 15 moduli e i 2 veicoli della ISS direttamente dal proprio smartphone, tablet e PC. Attraverso queste immagini sarà possibile comprendere meglio la quotidianità degli astronauti e il funzionamento dei laboratori a gravità zero.

Come si legge nella nota diffusa da Google, il progetto è stato realizzato con la collaborazione di Thomas Pesquet, ingegnere aerospaziale dell’Esa, che nei 6 mesi a bordo della Stazione Spaziale Internazionale ha documentato la sua esperienza con l’obiettivo di “mostrare come l’ISS fosse dall’interno e catturare un’immagine della Terra dallo spazio da una prospettiva unica”.

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C’è un drone sulla Stazione Spaziale Internazionale https://www.datamanager.it/2017/07/ce-un-drone-sulla-stazione-spaziale-internazionale/ Tue, 18 Jul 2017 18:00:29 +0000 http://www.datamanager.it/?p=128861 Si chiama Int-Ball e aiuta gli astronauti nei loro esperimenti aggirandosi indisturbata tra le stanze del modulo Kibo dedicato ai test Dal 4 giugno gli astronauti della Stazione Spaziale Internazionale hanno un curioso compagno di viaggio dal nome Int-Ball. Si tratta di un drone che si aggira tra le stanze del modulo Kibo, dedicato agli […]

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Si chiama Int-Ball e aiuta gli astronauti nei loro esperimenti aggirandosi indisturbata tra le stanze del modulo Kibo dedicato ai test

Dal 4 giugno gli astronauti della Stazione Spaziale Internazionale hanno un curioso compagno di viaggio dal nome Int-Ball. Si tratta di un drone che si aggira tra le stanze del modulo Kibo, dedicato agli esperimenti in orbita. Somiglia a un piccolo Wall-E del famoso cortometraggio di Disney e in effetti sa lavorare da solo senza richiedere un intervento costante dei passeggeri. Il suo compito è fotografare e raccogliere informazioni sui test condotti sulla ISS così da far risparmiare tempo agli scienziati. Int-Ball è stato spedito sulla Stazione tramite un razzo Falcon 9 della SpaceX, dentro una capsula Dragon. Un mezzo di trasporto di prima classe per un oggetto dalle dimensioni ridotte, circa 15 centimetri di diametro, quanto una Gear 360 di prima generazione, a cui il design rimanda parecchio.

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Come si muove

Controllato da remoto dai tecnici della Japan Aerospace Exploration Agency (JAXA), Int-Ball ha 12 piccole ventole che aggiustano l’equilibrio e il bilanciamento del drone fotografico, che si dimostra abile a vivere in assenza di gravità come il resto del team. In realtà, i compiti fotografici attuali sono solo una prima declinazione di ciò che un robottino del genere può fare nello Spazio. Stando alla JAXA, presto altri dispositivi simili potrebbero varcare la soglia della ISS, per supportare il lavoro degli astronauti con operazioni più avanzate. Per ora il drone si è mostrato utilissimo visto che, secondo ad alcune statistiche, gli scienziati passano il 10% del loro tempo in orbita con una macchinetta fotografica tra le mani. Un device autonomo può ridurre tale incombenza, lasciando i ricercatori liberi di svolgere altre attività.

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La NASA creerà una rete internet nello Spazio https://www.datamanager.it/2016/06/la-nasa-creera-rete-internet-nello-spazio/ Thu, 23 Jun 2016 18:30:59 +0000 http://www.datamanager.it/?p=104123 Se l’obiettivo è di popolare presto Marte, allora non dovremo restare senza internet. L’agenzia spaziale ha la soluzione Reti internet interplanetarie? Sarà possibile prima o poi grazie alla Nasa. L’agenzia statunitense ha rivelato i primi dettagli di quello che sarà un vero sistema solare di internet fuori dall’orbita terrestre. Quello che è stato definito come delay/disruption […]

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Se l’obiettivo è di popolare presto Marte, allora non dovremo restare senza internet. L’agenzia spaziale ha la soluzione

Reti internet interplanetarie? Sarà possibile prima o poi grazie alla Nasa. L’agenzia statunitense ha rivelato i primi dettagli di quello che sarà un vero sistema solare di internet fuori dall’orbita terrestre. Quello che è stato definito come delay/disruption tolerant networking (DTN) è un servizio che partirà dalla Stazione Spaziale Internazionale, per migliorare le connessioni che permettono agli astronauti di inviare alle basi terrestri i risultati dei loro esperimenti e, viceversa, di ottenere feedback e risposte di ritorno. Nonostante l’obiettivo primario, la super-rete di connessione potrà tornare utile per connettersi anche da altri pianeti, quando ci sarà motivo e possibilità per farlo ovviamente.

Update dallo Spazio

“Il sistema DTN funziona per abilitare un trasferimento file veloce e affidabile, sfruttando una linea di comunicazione composta da numerosi nodi, che si stagliano nello Spazio – ha spiegato la Nasa – le destinazioni finali possono essere diverse, dalle stazioni sulla Terra a navicelle molto distanti o magari la vita umana su altri pianeti”. A differenza dei protocolli di rete tradizionali, che richiedono che tutti i nodi siano in un medesimo percorso di trasmissione disponibile allo stesso momento, il DTN è una struttura asincrona, con cui sfruttare il collegamento web solo sfruttando un singolo nodo, quello più vicino e disponibile. Potremmo considerare il delay/disruption tolerant networking come primo elemento di ciò che la Nasa ha definito “sistema solare di internet”, cioè un ragnatela invisibile che abilita lo scambio di informazioni da punti diversi dello Spazio. Per lo sviluppo del DTN, la Nasa si è avvalsa dell’aiuto di Vinton Cerf, chief internet evangelist di Google.

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Fai le tue domande agli astronauti sulla Iss via Facebook https://www.datamanager.it/2016/06/fai-le-tue-domande-agli-astronauti-sulla-iss-via-facebook/ Wed, 01 Jun 2016 14:18:01 +0000 http://www.datamanager.it/?p=102724 Il CEO di Facebook, Mark Zuckerberg, comunicherà con gli astronauti a bordo della Stazione Spaziale Internazionale e rivolgerà loro le domande degli utenti Vorresti sapere com’è la vita sulla Stazione Spaziale Internazionale? Questa sera sarà possibile chiederlo direttamente agli astronauti che la abitano. Oggi primo giugno dalle 18:55 il CEO di Facebook, Mark Zuckerberg, parlerà […]

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Il CEO di Facebook, Mark Zuckerberg, comunicherà con gli astronauti a bordo della Stazione Spaziale Internazionale e rivolgerà loro le domande degli utenti

Vorresti sapere com’è la vita sulla Stazione Spaziale Internazionale? Questa sera sarà possibile chiederlo direttamente agli astronauti che la abitano. Oggi primo giugno dalle 18:55 il CEO di Facebook, Mark Zuckerberg, parlerà per 20 minuti tramite Facebook con gli attuali membri dell’equipaggio della Iss, ovvero Tim Kopra e Jeff Williams della NASA e Tim Peak dell’Esa. Il co-fondatore del social network coglierà l’occasione per rivolgere agli astronauti anche le domande inviate dagli utenti all’account ufficiale dell’agenzia spaziale statunitense su Facebook. Per partecipare all’iniziativa è sufficiente scrivere il proprio quesito in un post su questa pagina.

Non è certo la prima volta che gli astronauti della Iss utilizzano i social network per comunicare con la Terra. Gli astronauti italiani Paolo Nespoli, Luca Parmitano e Samantha Cristoforetti hanno in più occasioni condiviso su Twitter alcuni spaccati della vita nello spazio, incredibili panorami ripresi dagli oblò della Stazione Spaziale Internazionale e persino l’immagine di un presunto UFO. Gli astronauti hanno spesso utilizzato anche YouTube per condividere video divertenti sugli effetti della gravità ridotta.

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La Iss ha il proprio giardino nello Spazio https://www.datamanager.it/2016/01/la-iss-giardino-nello-spazio/ Mon, 18 Jan 2016 11:49:15 +0000 http://www.datamanager.it/?p=92501 Gli astronauti della Stazione Spaziale Internazionale sono riusciti a far sbocciare il primo fiore coltivato nello spazio Grande successo per il progetto VEGGIE della NASA, il cui scopo è quello di tentare di coltivare nello spazio gli alimenti necessari agli astronauti. Dopo essere riusciti a far nascere della lattuga rossa a gravità zero, i membri […]

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Gli astronauti della Stazione Spaziale Internazionale sono riusciti a far sbocciare il primo fiore coltivato nello spazio

Grande successo per il progetto VEGGIE della NASA, il cui scopo è quello di tentare di coltivare nello spazio gli alimenti necessari agli astronauti. Dopo essere riusciti a far nascere della lattuga rossa a gravità zero, i membri dell’equipaggio della Stazione Spaziale Internazionale (Iss) sono riusciti a far sbocciare il primo fiore nel cosmo. “Sì, ci sono altre forme di vita nello spazio!”, ha scritto su Twitter l’astronauta Scoot Kelly della NASA, che insieme al collega Tim Peake dell’Esa è riuscito in questa impresa.

Il fiore spaziale è una zinnia, piantata a novembre in un apposito supporto che le fornisce acqua e altri nutrienti. Il problema maggiore per i ricercatori era quello di sconfiggere la presenza di particolari muffe che uccidevano la pianta ed ora che è stato risolto, il prossimo passo prevede la sperimentazione di una coltura di pomodori, i cui semi dovrebbero sbarcare sulla Iss nel 2017. La possibilità di coltivare frutta e ortaggi direttamente nello spazio è una delle condizioni primarie per permettere all’uomo di sostenere viaggi nel vuoto cosmico di lunga durata.

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Ford sperimenta le tecnologie spaziali di comunicazione per sviluppare l‘auto connessa del futuro https://www.datamanager.it/2015/10/ford-sperimenta-le-tecnologie-spaziali-di-comunicazione-per-sviluppare-lauto-connessa-del-futuro/ Mon, 05 Oct 2015 15:33:28 +0000 http://www.datamanager.it/?p=84985 Ford Motor Company e il Politecnico di San Pietroburgo sono giunti all’ultima fase di sperimentazione di un progetto su larga scala che studia l’applicazione, a bordo delle auto, di tecnologie di comunicazione spaziale sviluppate per il controllo a distanza di robot. I ricercatori del dipartimento di telematica del Politecnico di San Pietroburgo hanno condotto una […]

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Ford Motor Company e il Politecnico di San Pietroburgo sono giunti all’ultima fase di sperimentazione di un progetto su larga scala che studia l’applicazione, a bordo delle auto, di tecnologie di comunicazione spaziale sviluppate per il controllo a distanza di robot.

I ricercatori del dipartimento di telematica del Politecnico di San Pietroburgo hanno condotto una serie di esperimenti nello spazio sviluppando un protocollo di comunicazione multicanale sulla base del quale hanno dato il via alla ricerca portata avanti con Ford. Uno degli esperimenti prevedeva, per esempio, il controllo di un robot sulla Terra mediante input inviati tramite un joystick dagli astronauti a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, confrontandosi con interferenze e tempi di trasmissione del segnale e simulando anche malfunzionamenti dell’infrastruttura di collegamento.

“L’industria dell’auto e quella aerospaziale condividono una sfida importante: sviluppare un network di comunicazione solido e flessibile”, ha spiegato Oleg Gusikhin, leader tecnico per i servizi avanzati di connettività, di Ford. “I risultati già ottenuti con le prime fasi della sperimentazione sono molto promettenti e ci permetteranno di realizzare tecnologie di comunicazione di nuova generazione per i futuri veicoli connessi.”

Il progetto si basa sulla stabilizzazione dei flussi d’informazione che mettono in contatto i dispositivi con i server cloud anche nelle condizioni più difficili, per esempio nelle comunicazioni a lunga distanza e durante le congestioni di rete. In queste situazioni, la trasmissione dei dati da e verso lo spazio condivide diversi elementi con lo scenario futuro, in cui i veicoli connessi dovranno essere in grado di collegarsi tra loro e con le infrastrutture indipendentemente dalla distanza e dall’affollamento.

Nel corso della sperimentazione, i prototipi sviluppati sono stati dotati di differenti tecnologie di rete wireless, come quella cellulare e quella Wi-Fi, e collegati tramite un software intelligente per la gestione della connettività che seleziona in tempo reale quale canale utilizzare in base alle condizioni della rete, passando fluidamente da una modalità all’altra senza perdita di informazioni.

I ricercatori hanno sviluppato, inoltre, una mappa della copertura dell’area in cui si è svolta la sperimentazione, implementando informazioni dettagliate sulla posizione, sul numero e sulla portata degli access point, nonché sulla qualità del segnale cellulare, incrociando i dati con le congestioni del traffico e simulando il carico di rete in scenari di elevato affollamento. Il team ha sviluppato modelli relativi a condizioni critiche, come gli ingressi in galleria o i trasferimenti in autostrade prive di infrastrutture di rete. In tali casi, la comunicazione auto-auto, in cui un veicolo rappresenta un nodo della rete, si è rivelata fondamentale per comunicare agli altri guidatori situazioni di emergenza come la presenza di ghiaccio sulla strada, rilevato tramite i sensori delle auto.

Il sistema intelligente di gestione della connettività può indirizzare le informazioni sia verso i veicoli in arrivo nel senso opposto di marcia che verso quelli che percorrono la strada nella direzione in cui si procede. Nel caso in cui non vi siano altri veicoli nelle vicinanze, il messaggio viene messo in coda e inviato nel cloud una volta recuperata la connettività mobile, per esempio all’uscita di una galleria, avvisando i veicoli che si avvicinano all’area della presenza di pericolo in un determinato punto. Grazie alla mappa della copertura, il sistema può calcolare in anticipo qual è il momento migliore per inviare i messaggi nel cloud in base alla posizione dell’auto.

In futuro, il volume di informazioni trasmesse da centinaia di veicoli richiederà un network efficiente e stabile. La mappa della copertura, aggiornata in tempo reale in base al traffico, sarà il database in base al quale si potrà sviluppare al meglio l’infrastruttura di supporto alla connettività delle smart city di domani.

“I primi risultati della sperimentazione ci indirizzano verso lo sviluppo di soluzioni scalabili, versatili e ad alta affidabilità che aprono ampi scenari di applicazioni future”, ha dichiarato Vladimir Zaborovsky, che guida il dipartimento di telematica del Politecnico di San Pietroburgo. “Guardiamo avanti per continuare ulteriormente la sperimentazione assieme ai nostri colleghi di Ford”.

I risultati del progetto potranno essere utilizzati per lo sviluppo di nuove tecnologie per futuri veicoli connessi, per servizi come l’invio di messaggi di emergenza, di aggiornamenti sulla situazione delle strade e del traffico, o il trasferimento di aggiornamenti software.

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Paolo Nespoli ritornerà nello spazio a bordo della Iss https://www.datamanager.it/2015/07/paolo-nespoli-ritornera-nello-spazio-a-bordo-della-iss/ Thu, 30 Jul 2015 09:25:23 +0000 http://www.datamanager.it/?p=82158 L’Asi e l’Esa hanno annunciato che Paolo Nespoli tornerà a bordo della Iss, succedendo così a Luca Parmitano e Samantha Cristoforetti L’Agenzia spaziale italiana (Asi) e l’Agenzia spaziale europea (Esa) hanno annunciato che il prossimo astronauta italiano a salire a bordo della Stazione Spaziale Internazionale sarà Paolo Nespoli. Per l’ufficiale dell’Esercito si tratta del terzo viaggio […]

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L’Asi e l’Esa hanno annunciato che Paolo Nespoli tornerà a bordo della Iss, succedendo così a Luca Parmitano e Samantha Cristoforetti

L’Agenzia spaziale italiana (Asi) e l’Agenzia spaziale europea (Esa) hanno annunciato che il prossimo astronauta italiano a salire a bordo della Stazione Spaziale Internazionale sarà Paolo Nespoli. Per l’ufficiale dell’Esercito si tratta del terzo viaggio nello spazio e succederà ai colleghi Luca Parmitano, attualmente impegnato in un progetto sottomarino per la NASA, e Samantha Cristoforetti, che dopo essere tornata sulla Terra è stata insignita dell’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine “Al Merito della Repubblica Italiana” dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. La missione di Paolo Nespoli, che ha parlato con Data Manager di ICT e dell’importanza dei dati, inizierà nel 2017 quando l’astronauta avrà compiuto 60 anni.

Nespoli è stato fra gli otto candidati selezionati dall’Asi nel 1989 e due anni dopo ha lavorato presso il centro dell’Esa a Colonia come addestratore degli astronauti europei e alla preparazione dei computer per la stazione spaziale Mir, che è stata smantellata nel 2001. Nel 1998 viene ammesso al corso di addestramento della NASA a Huston insieme al collega Roberto Vittori. A causa della tragedia dello shuttle Columbia, la sua prima missione, Esperia, arriva nel 2007. Nespoli in quell’occasione ha lavorato all’espansione della Iss e al collegamento dei laboratori Columbus e Kibo. Nella sua successiva missione MagISStra ha invece stato il primo italiano a trascorrere 6 mesi a bordo della Stazione Spaziale Internazionale.

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NASA: fallito il lancio del vettore con rifornimenti per la Iss https://www.datamanager.it/2015/06/nasa-fallito-il-lancio-del-vettore-con-rifornimenti-per-la-iss/ Mon, 29 Jun 2015 16:59:56 +0000 http://www.datamanager.it/?p=79635 La navicella Falcon 9 di SpaceX, che doveva trasportare rifornimenti per la Stazione Spaziale Internazionale, è esplosa poco dopo il lancio Non è certamente un momento facile per la NASA. Ieri il cargo Falcon 9 di SpaceX con a bordo un carico di rifornimenti per la Stazione Spaziale Internazionale è esploso a pochi minuti dal […]

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La navicella Falcon 9 di SpaceX, che doveva trasportare rifornimenti per la Stazione Spaziale Internazionale, è esplosa poco dopo il lancio

Non è certamente un momento facile per la NASA. Ieri il cargo Falcon 9 di SpaceX con a bordo un carico di rifornimenti per la Stazione Spaziale Internazionale è esploso a pochi minuti dal lancio dalla base di Cape Canaveral. I tecnici dell’agenzia statunitense hanno perso i contatti con il vettore una volta che questo ha raggiunto la velocità supersonica ma ancora non è chiara la causa dell’incidente. “Lavoreremo a stretto contatto con SpaceX per capire cosa è successo, risolvere il problema e tornare a volare”, ha dichiarato l’amministratore della NASA Charles Bolden, che settimana scorsa ha illustrato la tabella di marcia dell’agenzia per i prossimi anni.

L’esplosione di Falcon 9 è il secondo incidente consecutivo riguardante il lancio di rifornimenti verso la Iss. A maggio il vettore Progress aveva perso il controllo durante le fasi di attracco ed è ricaduto la sulla Terra disintegrandosi nell’atmosfera. Il problema tecnico aveva costretto a posticipare il rientro dell’astronauta italiana Samantha Cristoforetti. Per la NASA si tratta del terzo fallimento in pochi mesi. Qualche giorno fa il mezzo di sbarco su Marte per equipaggio umano si è distrutto nell’oceano Pacifico a causa di un malfunzionamento del paracadute.

 

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La NASA detta le tappe dell’esplorazione spaziale https://www.datamanager.it/2015/06/la-nasa-detta-le-tappe-dellesplorazione-spaziale/ Thu, 18 Jun 2015 12:26:36 +0000 http://www.datamanager.it/?p=77020 L’amministratore della NASA Charles Bolden ha stilato il programma spaziale dell’agenzia: nuovi viaggi verso la Iss, turismo spaziale e poi Marte La crisi economica non fermerà l’esplorazione spaziale. In occasione di un incontro presso il Politecnico di Milano, l’amministratore della NASA Charles Bolden ha illustrato il denso programma dell’agenzia per i prossimi anni. Se le […]

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L’amministratore della NASA Charles Bolden ha stilato il programma spaziale dell’agenzia: nuovi viaggi verso la Iss, turismo spaziale e poi Marte

La crisi economica non fermerà l’esplorazione spaziale. In occasione di un incontro presso il Politecnico di Milano, l’amministratore della NASA Charles Bolden ha illustrato il denso programma dell’agenzia per i prossimi anni. Se le previsioni saranno rispettate, entro pochi anni i viaggi dell’uomo verso le stelle diverranno praticamente la norma.

Il programma di esplorazione spaziale della NASA

La prima tappa sarà rendere più efficienti ed economici i trasporti verso la Stazione Spaziale Internazionale entro il 2017. La NASA ha stretto accordi con Boeing e SpaceX per la realizzazione di nuovi navette che porteranno sulla Iss un equipaggio di 4 persone. Per ogni astronauta l’agenzia USA spenderà 58 milioni di dollari contro i 76 che attualmente corrisponde alla sua omologa russa per l’utilizzo dei vettori Soyuz.

Il passo successivo sarà aprire lo spazio al turismo. Diverse aziende private come Virgin Galactic stanno già sperimentando soluzioni per portare le persone normali fuori dall’atmosfera terrestre ma come sottolinea Bolden i prezzi non saranno proprio competitivi. “I prezzi dei biglietti al pubblico sono ancora da stabilire – sottolinea il numero uno della NASA – ma di sicuro non costeranno quanto un normale volo aereo di linea”. Inoltre, i futuri turisti spaziali dovranno affrontare un duro addestramento prima del volo. ”Non abbiamo ancora definito tempi e modalità – ha spiegato Bolden – ma in base alle nostre esperienze precedenti, abbiamo capito che servono almeno almeno dai 6 ai 12 mesi per capire come funziona la navicella e prepararsi al volo”.

La tappa più importante riguarda però l’esplorazione di Marte, che al contrario di ciò che pensano i tecnici di Mars One non avverrà prima del 2030. Al momento non è ancora stata trovata soluzione ad alcuni problemi che i futuri coloni del Pianeta Rosso dovranno affrontare come, ad esempio, ridurre gli effetti nocivi delle radiazioni spaziali. La NASA, che ha fallito il secondo test riguardante il modulo di sbarco marziano, prevede quindi di inviare ” robot umanoidi che dovranno preparare l’habitat” adatto alla sopravvivenza dell’uomo. Al momento non sono state trovare prove risolutive della presenza presente o passata di forme di vita su Marte ma il Pianeta Rosso resta l’occasione più importante per la ricerca di organismi extraterrestri. ”Molte volte incontro persone che mi chiedono se siamo soli nell’universo o se credo negli alieni.  – ha raccontato Bolden – Io dico che ci deve essere vita altrove nell’universo. Non saranno certo persone come noi, forse saranno dei microbi, ma la vita c’è e la stiamo cercando”.

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