Twitter e il pungo di ferro contro l’hate speech

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Twitter ha reso più restrittive le sue policy legate al linguaggio violento, sessista e razzista. Gli account recidivi potranno essere cancellati

Twitter amplia i suoi sforzi per ridurre la diffusione di linguaggio inappropriato, violento, offensivo e razzista sulla sua piattaforma. Il sito di microblogging vuole colpire in particolare quegli iscritti che utilizzano immagini d’odio all’interno dei profili e hanno un atteggiamento che incita alla violenza non solo tramite i post ma anche nella vita reale. Twitter potrà richiedere la cancellazione dei tweet che non violano le sue linee guida sull’hate speech e potrà arrivare anche al bloccare e cancellare l’account se continuerà a non rispettare le sue regole. Quest’ultime non valgono però per i profili legati ad agenzie governative o militari.

Twitter, che non solo ha scoperto 29 falsi profili per la propaganda pro Brexit ma ha anche imposto un giro di vite agli account verificati irregolari, andrà a colpire qualunque account che sfrutti le informazioni più intime come nome utente e visualizzato, biografia e foto profilo per minacciare o fare violenza verso gli altri. Insulti, parole razziste o sessiste, umiliazioni o quant’altro non verranno più tollerati. Inoltre, il sito di microblogging sta inoltre lavorando per creare nuovi strumenti interni di monitoraggio sempre più efficaci per individuare gli iscritti che violano le regole e fornirà report completi sulla situazione dell’hate speech. I primi a sperimentare la durezza delle nuove regole sono stati i leader del movimento di estrema destra Britain First, Paul Golding e Jayda Fransen, i cui profili non sono più raggiungibili da lunedì scorso. Lo stesso vale anche per l’account ufficiale dell’organizzazione su Twitter.


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Categorie: Web